Acido sebacico e sebacato di rame
L'acido sebacico è un acido bicarbossilico a catena lunga di formula HOOC-(CH2)8-COOH.
Recentemente me ne hanno regalato una piccola quantità, così ho iniziato a fare qualche esperimento.
Le sorprese non hanno tardato ad arrivare.
La solubilità in acqua a temperatura ambiente è bassa, circa lo 0,1%.
Ma all'ebollizione cresce assai ed è almeno del 2%.
Ne consegue che si possono eseguire delle cristallizzazioni sfruttando questa caratteristica. L'acido sebacico si separa sotto forma di cristalli incolori molto allungati che "crescono" sia dal fondo del beker che dallo strato superficiale (vedere foto seguenti).
Consiglio di provare ad ingrandire maggiormente le due immagini per cogliere i dettagli dei singoli diafani cristalli.

[Immagine: xynb0zqraaxficqvifq_thumb.jpg]

[Immagine: 3ui4qyllgmi856box38v_thumb.jpg]

Visto poi l'interesse di molti lettori per i sali di rame ho provato a sintetizzare il sale rameico.
In un beker ho preparato una soluzione (circa 300 mL) di solfato di rame contenente 2,5 g del sale. In un secondo beker a 2,1 g di acido sebacico ho aggiunto la quantità stechiometrica di KOH necessaria per neutralizzare esattamente l'acido. La soluzione risultante deve risultare leggermente alcalina, intorno a 7-8.
Dopo aver portato ad ebollizione incipiente la soluzione rameica, ho aggiunto lentamente e sotto costante agitazione la soluzione di sebacato di potassio. Il rame precipita presochè quantitativamente sotto forma di una polvere color ciano. Si continua a far bollire il tutto ancora per 30 minuti, poi si filtra la soluzione ancora calda su setto poroso in vetro lavando con alcune porzioni d'acqua calda.
Infine si essica a 110 °C per alcune ore.
Il sebacato di rame così ottenuto ha un colore ciano davvero meraviglioso.

[Immagine: wnblae17st69699sodr_thumb.jpg]

Non ho molti mezzi per confermare che si tratti veramente del sebacato di rame, ma un tentativo indiretto, ossia la determinazione quantitativa del rame presente nel sale mediante titolazione complessometrica può dare indicazioni importanti.
E poi credo che la cosa sia pure istruttiva per la metodica che ho adottato.
Si parte dal sale tenuto in essiccatore dopo averlo trattato a 110 °C in stufa. Se ne preleva una piccola quantità, nel mio caso era di 112,6 mg.
Dopo averlo trasferito in una beutina da 50 mL in vetro borosilicato, ho aggiunto 2 mL di acido solforico al 96%, coperto il collo con un imbutino di vetro per evitare schizzi di materiale e ho riscaldato il tutto fino a copiosi fumi bianchi. Il liquido ha assunto una colorazione nerastra. Dopo raffreddamento ho aggiunto circa 2 mL di acido nitrico 68% e scaldato di nuovo a fumi bianchi. Durante il riscaldamento si svolgono abbondanti vapori bruni di ossidi di azoto. Si ripete il trattamento con acido nitrico (2 volte di solito sono sufficienti) finchè il liquido assume una debole colorazione azzurra e limpida, il che significa che tutta la sostanza organica è stata ossidata. Si diluisce con poca acqua e si porta a moderata ebollizione per scacciare eventuali vapori nitrosi ancora presenti. Infine si diluisce a 200 mL con acqua e si neutralizza l'acido in eccesso con soluzione di KOH fino a pH di virca 5. Si aggiunge alcuni mL di tampone acetico 2M a pH 5,5 e si titola con EDTA 0,02 M in presenza di arancio xilenolo. Il viraggio è netto da blu-violaceo a giallo-verde.
Per questa titolazione ho impiegato 21,5 mL di EDTA.

Calcoli:

21,5*0,02*63,57 = 27,3 mg di Cu

Moltiplicando per il fattore analitico 4,1461 ottengo 113,2, valore di poco inferiore al peso iniziale. Non è una conferma definitiva ma poco ci manca.

saluti
Mario
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(2013-06-25, 20:16)Mario Ha scritto: Si parte dal sale tenuto in essiccatore dopo averlo trattato a 110 °C in stufa. Se ne preleva una piccola quantità, nel mio caso era di 112,6 g.
Dopo averlo trasferito in una beutina da 50 mL in vetro borosilicato.

I miei complimenti Mario, davvero!
Corregga, credo intendesse mg, la sfido a mettere un etto di sale in una beutina da 50ml!
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Mario
(2013-06-25, 20:16)Mario Ha scritto: Ha utilizzato il KOH per esigenze particolari o anche NaOH può andare bene ?


....La soluzione risultante deve risultare leggermente alcalina, intorno a 7-8. (non possono precipitare idrossidi di rame o altri sali complessi basici insolubili?)

Questo pH è quello dell'idrolisi del sale potassico ?

..
Si parte dal sale tenuto in essiccatore dopo averlo trattato a 110 °C in stufa. .....
E' importante l'asciugatura in stufa a 110 C° ?

Le pongo le seguenti domande in quanto sicuramente tenterò la preparazione di questo tipo di composto con l'acido omologo inferiore (Azelaico..della discordia..)

Complimenti per l'eleganza che caratterizza anche questo suo lavoro.
*Hail* Sirio è lucente <==> Pepi è stabile e perfetto *Hail*
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In blu le risposte ai quesiti posti da MaXiMo:

Ha utilizzato il KOH per esigenze particolari o anche NaOH può andare bene ?
In genere il K+ viene occluso di meno nel precipitato. E' solo una finezza, anche NaOH va bene.

....La soluzione risultante deve risultare leggermente alcalina, intorno a 7-8.
Questo pH è quello dell'idrolisi del sale potassico ?
Si. Trattandosi di sale di acido debole e base forte siamo intorno a questi valori..

Si parte dal sale tenuto in essiccatore dopo averlo trattato a 110 °C in stufa. .....
E' importante l'asciugatura in stufa a 110 C° ?
Si. In genere si effettua il trattamento a 110 °C per eliminare l'umidità residua.


saluti
Mario
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MaXiMo
(2013-06-25, 20:16)Mario Ha scritto: Visto poi l'interesse di molti lettori per i sali di rame ho provato a sintetizzare il sale rameico.

Molto affascinante.
In effetti, almeno a me, i sali di rame piacciono molto.  si si
Regalano sempre bei colori, non sono tossici, tanti sono di semplice preparazione e poi il CuSO4 è sempre a portata di mano.
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(2013-06-25, 20:16)Mario Ha scritto: Si aggiunge alcuni mL di tampone acetico 2M a pH 5,5 e si titola con EDTA 0,02 M in presenza di arancio xilenolo. Il viraggio è netto da blu-violaceo a giallo-verde.

Mario, mi permetto una domanda. E' vero che per questa titolazione con EDTA si può usare anche la murexide come indicatore?
Inoltre sul Vogel viene riportato il "fast sulphon black F".
Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.[radioattivo]
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Mario, mi permetto una domanda. E' vero che per questa titolazione con EDTA si può usare anche la murexide come indicatore?
Inoltre sul Vogel viene riportato il "fast sulphon black F".
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Certamente. Di solito si lavora in ambiente ammoniacale a pH 10-11.
Il problema con la muresside è la scarsa stabilità dell'indicatore sia come reagente che in soluzione alcalina. Inoltre in presenza di elevate quantità di rame il colore dell'ammino complesso è di disturbo e pure il colore del complesso con l'EDTA dà fastidio.
Questi ultimi due problemi sono comuni anche quando si usa il Fast Sulphon Black F, un colorante azoico quasi specifico per il rame.
Meglio allora lavorare in ambiente leggermente acido, diciamo intorno a 5.
L'arancio xilenolo si presta partricolarmente bene perchè il colore dell'indicatore libero a questo pH è giallo mentre il complesso con EDTA è blu, per cui al viraggio si ha un colore giallo-verde di immediata percezione.

saluti
Mario
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Grazie! Quindi il fatto di lavorare a pH alcalini (10-11), anche quando si lavora con NET è da attribuire al fatto di stabilizzare l'indicatore?

Ma inoltre lavorando a pH alcalini con soluzioni di rame si provoca la precipitazione del'idrossido (che teoricamente con una soluzione 0,1M inizia a precipitare già a pH 4,67 *Si guarda intorno* *Si guarda intorno* ) no? E la titolazione può proseguire anche con un corpo di fondo?
Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.[radioattivo]
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(2013-06-26, 21:35)Bondi Ha scritto: Grazie! Quindi il fatto di lavorare a pH alcalini (10-11), anche quando si lavora con NET è da attribuire al fatto di stabilizzare l'indicatore?

Ma inoltre lavorando a pH alcalini con soluzioni di rame si provoca la precipitazione del'idrossido (che teoricamente con una soluzione 0,1M inizia a precipitare già a pH 4,67 *Si guarda intorno* *Si guarda intorno* ) no? E la titolazione può proseguire anche con un corpo di fondo?

Mi perdoni, ma l'unica cosa che ho capito è che ha le idee confuse.
E poi rischiamo di andare OT.
Per il rame l'andare in soluzioni alcaline ma in presenza di ammoniaca significa avere il rame complessato e solubile. Quindi nessun rischio di avere il corpo di fondo.


saluti
Mario
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Max Fritz




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