Blu di molibdeno
Con questo nome si indicano vari composti e pigmenti. A questo in particolare il Brauer (pag. 1411) attribuisce la formula Mo4O10(OH)2, ma da quel che ho capito queste sostanze hanno una struttura assai complessa.

Tra vari modi per preparare questo composto, io ho dovuto scegliere quella che coinvolge MoO3 e idrogeno nascente, ma molto probabilmente ci sono metodiche migliori.

REAGENTI
- Triossido di molibdeno
- Zinco in granuli
- Acido cloridrico 36%
L'anidride molibdica è stata ottenuta per decomposizione termica dell'eptamolibdato d'ammonio.

   

PROCEDURA
Si pongono 2,5 g di MoO3 e 0,75 g di granuli di zinco in un becher; è meglio un leggero eccesso di Zn che un difetto, poiché il metallo rimasto può essere rimosso in seguito lavando con HCl, al contrario dell'eventuale anidride molibdica non reagita.

Si addizionano 2,5 ml di HCl 36% a 13 ml di acqua distillata. Si versa l'acido nel becher.
Comincia a svilupparsi idrogeno in modo lento, ma costante.

   

Dopo poco tempo il precipitato scurisce e diviene di un blu sempre piu' scuro. Agitare di tanto in tanto, soprattutto nelle prime fasi della reazione.
Lasciar reagire per 12 ore circa, ma se ancora si sviluppa idrogeno occorre attendere oltre.

La soluzione è divenuta rossastra, con un precipitato scuro sul fondo.

   

Il prodotto decanta facilmente. Lavarlo con qualche millilitro di HCl diluito (non deve più svilupparsi gas!) e poi, varie volte, con acqua.
Filtrarlo e asciugarlo. Terminare l'essiccazione su NaOH (la fonte dice di usare P2O5).

Il prodotto appare come una polvere pesante di un blu molto scuro. Con un po' d'attenzione, almeno dal vivo, si percepisce una nota di violetto.
La resa è stata di 2,1 grammi.
Non mi sono azzardato a ipotizzare una possibile reazione.

       
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Si tratta del blu di molibdeno, diciamo un ossido idrato in cui il Mo assume un n° di ossidazione tra +4 e +5 e ipotizzato avere una struttura complessa (un pò come gli eteropolianioni di vanadio). Se lo cerchi su wiki trovi qualcosa altrimenti questo link ti potrebbe dire qualcosa:

http://www1.lsbu.ac.uk/water/giant.html
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quimico, ohilà
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O contribuisce al forum o nada. Semplice.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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(2014-10-08, 11:55)nuvolagonfia Ha scritto: mi dici la fonte?

Se almeno avessi letto... C'è scritto che la fonte è il Brauer.  si si
Tanto per chiarire: Handbook of preparative inorganic chemistry di George Brauer (pag 1411)

http://www.sciencemadness.org/library/bo...er_ocr.pdf

Leggiti il regolamento, che è meglio.
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