Carminio d'indaco: un colorante dalle insolite proprietà
Sul come ottenerlo ne abbiamo già parlato alcuni giorni fa. Ora passiamo ad esaminarne le insolite proprietà terminando con un divertente esperimento.

A differenza dell'indaco,

   

il suo derivato solfonato è solubile in acqua mantenendo però l'intensa colorazione blù. Si comporta da indicatore di pH e redox. Nel primo caso il viraggio è da blù a giallo nell’intervallo 13-14, quindi in ambiente fortemente alcalino. Il contrasto dei colori è molto evidente:

   

Lo spettro di assorbanza è molto caratteristico;

   


Inaspettata è la presenza di un’assorbimento nel vicino infrarosso a 750 nm per la soluzione a pH 13. Forse è dovuta alla salificazione del primo gruppo solfonico. Da notare la presenza del punto isosbestico a 505 nm.

Inoltre è anche un indicatore redox. Una ben nota reazione, conosciuta come "semaforo chimico", permette di mostrarne i cambiamenti di colore al variare del potenziale redox. Nell'esperimento che mi accingo ad illustrare ho optato per una variante la più semplice possibile, senza usare coadiuvanti difficili da reperire.

Si sciolgono, in un provettone, 0,125 g di D-(+)glucosio in 5 ml di acqua. Si aggiungono 5 ml di NaOH 1N e alcune gocce di soluzione acquosa di carminio d’indaco. Si mescola con l’aiuto di una pipetta di Pasteur (per evitare assorbimenti di gas) e si tappa. Si ottiene una soluzione giallo-verde. Dopo un paio di minuti la soluzione vira al rosso-arancio. Agitando la soluzione ritorna al colore giallo-verde. Con ulteriore riposo si ha il ripristino del colore rosso-arancio. Dopo alcuni minuti e sempre con il provettone tappato, il colore diventa giallo. E così via. Basta agitare leggermente e riappare il rosso, agitando più decisamente si ha di nuovo il giallo-verde. Le suddette reazioni sono state fatte alla temperatura ambiente di 18 °C.

   

Cosa avviene? In soluzione alcalina il glucosio è ossidato dall’ossigeno dell’aria a ione gluconato:

   


L’ambiente diventa riducente al punto che i due =O del carminio d’indaco vengono ridotti a –OH. Agitando la soluzione si permette all’ossigeno presente nell’aria di passare in soluzione e riossidare l’indicatore:

   


saluti
Mario
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Ciao Mario, qui al liceo volevamo provare ad usare il carminio d'indaco per fare l'esperienza di cui hai parlato qui. Conviene acquistare quello secco o in soluzione? Ho visto varie concentrazioni e non so quale convenga! Io sono appena entrata nel forum ma volevo farti i miei complimenti per le belle cose che ho visto. Grazie mille, Giorgia
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Quello in polvere è da preferirsi. Si conserva per una vita.
Quello della Sigma codice 57000-25G-F è di riferimento per l'acquisto.

saluti
Mario

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NaClO
Io l'ho acquistato su https://www.emsdiasum.com/microscopy/pro...aspx#16910 perchè con le spese di spedizione ho pagato 36 euro contro gli 80 euro (tasse e spese di spedizione) che sarebbe costato su Sigma-Aldrich.
saluti maria
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