Civil War: Chimica o CTF? [Università]
Buongiorno a tutti, frequento il quinto anno in un istituto iti Chimica e Materiali.
Del ramo chimico facciamo molte (troppe) ore di Chimica Analitica in cui ho 10, Chimica Organica e Biochimica in cui ho 9/10 e Tecnologie Chimiche Industriali in cui ho un 7 (se fossi io il professore mi assegnerei anche un voto minore).
È arrivato il momento di prendere una scelta... ho provato il TOLC di Ingegneria (ho fatto un bel punteggio) ma non saprei quale Ingegneria scegliere.
Questa indecisione mi ha portato a pensare in cosa io sia bravo: matematica e chimica (specialmente inorganica, analitica).
Ho sfogliato un po' pagine e siti su CTF e Chimica pura. (Ingegneria Chimica bocciata a priori, dalle mie incapacità nella materia)
Voi quale consigliate fra le due e perché?
CTF ho letto che si può lavorare come farmacista, analisi dei farmaci, volendo anche professore di Chimica e sono 5 anni.
Chimica ho letto che è una triennale, volendo poi continuare con la magistrale, però come offerte formative ho trovato professore di Chimica e per i lavori che immagino da "chimico puro" intravedrei sempre lavori legati alle fabbriche (pesce fuor d'acqua) o comunque laboratori di analisi. 
CTF per questo motivo mi stuzzicherebbe, anche se dovrei cominciare a studiare materie "trascurate" come Anatomia, etc. 
Voi cosa mi consigliereste, data la mia descrizione?
Che altri sbocchi lavorativi portano le due facoltà?
Voi quali avete scelto e come mai? Trovati bene?
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Entrambi i percorsi da te proposti si prestano bene all'amore verso la disciplina. Fai una scelta serena ed impegnati al massimo quando sarai sul campo di battaglia. Ti attenderanno, così, solo soddisfazioni e gratificazioni.
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[-] I seguenti utenti ringraziano Nico per questo post:
ClaudioG., valeg96
(2018-05-12, 17:42)Nico Ha scritto: Entrambi i percorsi da te proposti si prestano bene all'amore verso la disciplina. Fai una scelta serena ed impegnati al massimo quando sarai sul campo di battaglia. Ti attenderanno, così, solo soddisfazioni e gratificazioni.

Grazie.
Ma per quanto riguarda il post laurea?
Il lavoro?
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Sono due facoltà che, pur in tempi di crisi, sembrano avere buoni sbocchi lavorativi.
Ma non voglio parlare troppo presto... asd Io mi sto ancora laureando in chimica industriale...

Come ti hanno già consigliato è importante seguire anche un po' la passione personale. Diventa difficile studiare con il giusto impegno materie difficili se non interessano.

A Chimica si fanno molti più esami di chimica approfondita, condita con molta matematica e fisica.
A CTF ci sono giustamente parecchi esami attinenti al mondo farmaceutico, con uno sguardo anche su materie biologiche. 

Con Chimica, fuori dal mondo universitario, lo sbocco principale è nell'industria.
Mentre con CTF non è da sottovalutare il lavoro del farmacista, che, piu' o meno, non conosce crisi.
La ricerca è una possibilità in entrambi i casi, anche se sono molto disilluso sulla situazione italiana...

Attualmente un laureato in CTF può iscriversi sia all'Albo dei Chimici che a quello dei Farmacisti.
Un laureato in chimica solamente all'Albo dei Chimici.

- Non hai preso per niente in considerazione Chimica Industriale. I programmi sono simili a chimica pura, con un approccio piu' applicativo e con qualche esame in chimica industriale e impiantistica. Non è male. Secondo me fornisce una visione un pochino piu' pratica...

In bocca al lupo!
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NaClO
(2018-05-13, 14:00)ohilà Ha scritto: Sono due facoltà che, pur in tempi di crisi, sembrano avere buoni sbocchi lavorativi.
Ma non voglio parlare troppo presto... asd Io mi sto ancora laureando in chimica industriale...

Come ti hanno già consigliato è importante seguire anche un po' la passione personale. Diventa difficile studiare con il giusto impegno materie difficili se non interessano.

A Chimica si fanno molti più esami di chimica approfondita, condita con molta matematica e fisica.
A CTF ci sono giustamente parecchi esami attinenti al mondo farmaceutico, con uno sguardo anche su materie biologiche. 

Con Chimica, fuori dal mondo universitario, lo sbocco principale è nell'industria.
Mentre con CTF non è da sottovalutare il lavoro del farmacista, che, piu' o meno, non conosce crisi.
La ricerca è una possibilità in entrambi i casi, anche se sono molto disilluso sulla situazione italiana...

Attualmente un laureato in CTF può iscriversi sia all'Albo dei Chimici che a quello dei Farmacisti.
Un laureato in chimica solamente all'Albo dei Chimici.

- Non hai preso per niente in considerazione Chimica Industriale. I programmi sono simili a chimica pura, con un approccio piu' applicativo e con qualche esame in chimica industriale e impiantistica. Non è male. Secondo me fornisce una visione un pochino piu' pratica...

In bocca al lupo!

Grazie!
Il problema è che (scusami) Chimica Industriale non mi piace e anche visitando Industrie, se non per piccoli laboratori di ricerca e relativa parte analitica, non fanno per me... Da qui che nasce il mio dubbio...
Neanche l'anatomia/microbiologia mi fa impazzire... ma tra quest'ultima e industriale credo preferirei la prima.
Chimica analitica e organica (biochimica un po'a fatica ma mi adeguo) sono le materie in cui vado meglio... 
Da un lato Chimica credo faccia più per me (chimica fisica, analitica, tutto bellissimo... appena cominciamo a parlare di Silos, nastri trasportatori, impianti, addio tutto)... il problema sono quindi gli sbocchi lavorativi post-Chimica.
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Con la chimica ancora si trova lavoro in Italia. Sembra...
Per carità, puoi fare il professore, il ricercatore, lavorare in laboratori analisi e anche il libero professionista... 
Ma, a livello numerico, una buona fetta dei laureati in Chimica, che sia classica o meno, lavora comunque nella realtà industriale, nei ruoli più disparati.
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Altri pensieri tra la scelta delle due facoltà?
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CTF prevede una quantità di chimica molto minore e molto più superficiale rispetto a CI o CH, perché appunto deve scavare in altri ambiti più legati alla farmacia, alla galenica e alla medicina.

Scegli l'università anche in base al curriculum offerto: non tutte le università offrono gli stessi insegnamenti. Il corso di studi di CI che fa Ohilà prevede roba di impiantistica che io, ad esempio, non ho fatto, e ho ricevuto più nozioni e laboratori di Organica e Chimica Fisica. La CH a Padova è più incentrata sulla chimica fisica e l'organica (+ biochimica), rispetto magari ad altre facoltà che si buttano sull'analitica o i polimeri. Le magistrali sono un'altra storia, e offrono grande libertà su cosa puoi studiare.

Inoltre, la chimica ti apre opportunità lavorative estremamente ampie, in qualsiasi settore, sia Industriale che di R&D che accademico, in quanto in 3+2 anni vedrai innumerevoli tecniche e concetti che a CTF vedi solo se strettamente relativi al mondo dei farmaci. CH e CI offrono gli stessi sbocchi.

Non capisco cosa tu intenda con "lavori legati alle fabbriche". Non vai mica a stringere i bulloni. Puoi fare Analisi/controllo qualità/gestione sicurezza oppure R&D, che alla fine è ricerca ma sussidiata da una azienda e non dall'università.

In ogni caso, tutte le facoltà di chimica sono perfettamente equivalenti. Scegli in base alla reputazione dell'università (bravi professori, quantità e qualità dei laboratori, progetti esterni, statistiche) e poi in base al curriculum offerto. Vedrai comunque che se ti piace la chimica in generale non sarà un esame di analitica in più o di impiantistica che ti rovinerà la vita. Se ti piace la chimica e sei determinato a seguire la passione per la disciplina (poi capirai bene cosa preferisci, dopo aver ricevuto un assaggio più ampio e "universitario") vedrai che non avrai problemi.
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NaClO




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