Complessi di alcuni metalli di transizione con piridina-tiocianato
La preparazione di questi complessi è gratificante per lo sperimentatore in quanto produce composti molto ben cristallizzati e colorati.

Si parte da una soluzione diluita del catione (Cu++,Co++,Ni++,Zn++), diciamo una punta di spatola del corrispondente solfato in 150 mL.
Nel caso del rame si procede a freddo, mentre per gli altri si porta ad ebollizione incipiente. Poi si aggiunge 1 mL di piridina (con il rame la soluzione assume un colore blù) e poi ancora 0,6 g di NH4SCN (disciolti in poca acqua) a gocce.
Con il rame si ha subito la formazione di un precipitato verde chiaro:

[Immagine: agr0zdcftxd896i75j51_thumb.jpg]

Si filtra come al solito su di un setto poroso in vetro lavando con pochissima acqua fredda e si essicca non oltre i 45 °C.
Si ottiene così il complesso rameico colorato in verde chiaro di formula Cu(C5H5N)2(CNS)2.

[Immagine: wu3gyr1wgjkcha25ttvw_thumb.jpg]

La reazione è così caratteristica da poter essere impiegata nella determinazione gravimetrica e spettrofotometrica del rame.
Ma di questo ne parleremo in un prossimo post.

Seguiranno a breve anche le foto degli altri complessi.


saluti
Mario
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Accennavo un paio di giorni fa al fatto che questi complessi formano bellissimi cristalli.
Quelo con il cobalto ne è la riprova.
Devo dire che la precipitazione da soluzioni diluite è piuttosto lenta e può richiedere alcune ore. Per non tralasciare nulla ho pure messo il beker in frigo intorno ai 5 °C.
La mattina seguente i cristalli del complesso facevano bella mostra di se in fondo al beker (la seguente foto è stata fatta dall'alto)

[Immagine: 3ttos8ird1lzkyfnyfd_thumb.jpg]

Dopo filtrazione ho essiccato a 45 °C. Già a questa temperatura i cristalli iniziano a cambiare colore da rosa a blu (alcuni sono visibili nella foto).
E' un'immagine a elevata risoluzione realizzata con la tecnica dello stacking e vale la pena di osservarla ingrandita.

[Immagine: 6492r23i8h55k20ks8d0_thumb.jpg]

saluti
Mario
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Buonasera Mario, ho delle mie curiosità teoriche su questi complessi :

1) mi sembra di capire che la stechiometria dei rapporti molari (una spatola...circa del sale metallico), non è cosi importante ai fini della riuscita della formazione del complesso. E' una caratteristica dovuta all'ingombro sterico di Pyr-SCN e alla disposizione elettronica dei prodotti attesi ? (si formano sempre e precipitano !)


2) "che è" lo stacking ?


Faccia foto meno belle..anche il mio monitor si è rotto...per la nitidezza dei cristalli :-D:-D

Sia gentile.....mi perdoni
*Hail* Sirio è lucente <==> Pepi è stabile e perfetto *Hail*
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Maximo è solo che i complessi di Cu(II) sono stabilizzati tantissimo da una geometria planare quadrata, piuttosto che da una ottaedrica.
   
Questa immagine rappresenta gli splitting degli orbitali di d per un complesso ottaedrico (il primo), ottaedrico distorto (quello in mezzo) e planare quadrato (il terzo).
Il Cu(II) ha 8 elettroni e si vede bene che la configurazione che da maggiore stabilità è quella planare quadrata.
E poi certo anche la solubilità fa la sua parte...asd
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza." Divina Commedia, canto XXVI Inf.
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Sulla prima domanda Marco ha già dato ottimi ragguagli.

In macrofotografia, lo stacking (dall'inglese to stack=accatastare,impilare) è una tecnica di sovrapposizione di una serie di immagini prese variando la distanza fotocamera-soggetto. Viene usata quando non è possibile ottenere una singola immagine di un soggetto con tutte le sue parti perfettamente a fuoco.

saluti
Mario
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MaXiMo
Con lo zinco e il cadmio si ottengono complessi incolori ma in compenso i cristalli sono fantastici.

Già nel becker, prima della filtrazione, si posono notare cristalli aghiformi lunghi anche più di 1 cm:

[Immagine: i949608_ZnPy2SCN2inbeker.JPG]

Una volta filtrati assomigliano alle fibre di lana di vetro:

[Immagine: i949610_ZnPy2SCN2dry.JPG]

Ed ora quelli del cadmio:

[Immagine: i949611_CdPy2SCN2stackdry.jpg]

saluti
Mario
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Completo la serie con ancora due complessi.
Il primo è quello con il nichel, che ha un inaspettato colore blu chiaro.

[Immagine: i950700_NiPy4SCN2dry.JPG]

Mentre terminavo la preparazione, mi sono accorto che potrebbe esistere una certa similitudine tra questi complessi e quelli derivanti dal reattivo di Montequi. Dopo tutto entrambi condividono lo stesso gruppo -SCN e
i colori sono all'incirca gli stessi.
Detto fatto ho preparato una soluzione diluita di sale di zinco al quale ho aggiunto una minima quantità di sale di cobalto (entrambi come solfati).
E infatti il precipitato ottenuto ha confermato le mie aspettative: un magnifico precipitato aghiforme azzurro intenso.

[Immagine: i950702_ZnCoPy2SCN2stackcleaned.jpg]

saluti
Mario
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quimico, ohilà, Max Fritz, fosgene, TrevizeGolanCz, Beefcotto87
Stupendi colori, stupende foto, stupendi complessi.
Come non amare la chimica?!?
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Mario




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