Considerazioni sulla conservazione dei reagenti
Buongiorno a tutti,
l'altro giorno ho visto un nuovo video di Nurdrage di cui vi riporto il collegamento:

https://www.youtube.com/watch?v=tVWTbYz4Z-o
 
nel quale egli mostra come alcuni suoi reagenti, dopo un certo periodo di conservazione, abbiano deteriorato i flaconi in cui si trovavano.a tal punto che i vapori hanno corroso pesantemente i coperchi dei contenitori in cui le confezioni erano state inserite, rendendo il tutto inservibile.
In particolare è citata la trietilammina e l'ossalile cloruro, due composti utilizzati per la sintesi del TCPO.
Prendendo questo spunto e visto che posseggo anche io gli stessi composti, vi riporto la mia esperienza in merito e qualche considerazione finale.


 
   

Il triclorofenolo è quello che tra tutti risente meno del tempo: la bottiglia la tengo chiusa in un sacchetto di plastica del quale verifico periodicamente l'integrità e il tutto è conservato in un angolo all'aperto in giardino dietro casa, riparato dalle intemperie. Anche se chiuso in questo modo, avvicinandosi si avverte un leggero "aroma" di triclorofenolo, e questo impedisce di fatto la conservazione di questo composto in laboratorio con gli altri, pena ritrovarsi tutto appestato da questo reagente. Sicuramente è difficile non ritrovarlo, spero almeno serva a tenermi lontani i topi... :-D
 

   

La trietilammina la conservo in laboratorio insieme agli altri reagenti, chiusa anch'essa in un sacchetto di plastica.
Essa infatti, anche se il tappo della bottiglia sembra tenere bene, ha la tendenza a generare attorno a se una specie di condensa, che si evidenzia dopo qualche giorno sul vetro della bottiglia: me ne accorsi quando le prime volte vedevo le bottiglie nelle immediate vicinanze apparire come se qualcuno ci avesse alitato sopra.  Non si sente la puzza caratteristica del prodotto tuttavia questo fenomeno mi ha convinto a proteggerla in questo modo. Periodicamente sostituisco il sacchetto che, come visibile in foto, tende ad assumere con il tempo un aspetto “bagnato”.



   
 
L'ossalile cloruro invece sembra quello apparentemente più tranquillo. Conservo la bottiglietta da 25 ml in essiccatore (ultimamente ha ben poco da essiccare :-@  e funge da “magazzino”) caricato con NaOH . Ma la tranquillità è solo apparente perché anche se non si notano fenomeni tipo quelli della trietilammina, sto vedendo che la sommità esterna del tappo sta diventando con il trascorrere del tempo sempre più biancastra, segno di un attacco in corso dall’interno. (si vede anche in foto).
Esso è integro ancora, ma questa lenta trasformazione è sicuramente da tenere d'occhio.

Credo sia chiaro che la prima forma di prevenzione per evitare di arrivare a casi estremi come Nurdrage sia  una periodica ispezione delle confezioni dei reagenti per verificarne lo stato di conservazione e prendere gli opportuni provvedimenti per evitare fughe degli stessi con tutte le consguenze del caso.
Questo è importante perchè una fuga di un prodotto causa la dispersione di questo nell'aria e aumenta quindi il rischio di esserne esposti. Molti di questi reagenti non sono proprio "amici" degli organismi viventi, pertanto si intuisce la pericolosità di questo evento.
Aggiungiamo infine il rischio di far danni alle cose e l'ovvia conseguenza, non meno importante, della perdita del reagente.
Al contrario ci sono invece altri reagenti che se ne stanno belli tranquilli nelle loro confezioni e anche dopo anni non danno problemi di nessun tipo.

Non abbiamo scoperto niente di nuovo ovviamente, ma poichè ritengo che questo possa essere un problema comune soprattutto per chi come noi ha laboratori casalinghi, penso sia stato utile spenderci due parole.
Le vostre esperienze in merito saranno altrettanto interessanti :-)

Un saluto
Luigi.


 
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Fortunatamente non ho contenitori che si stanno deteriorando, però sento che alcuni di questi "perdono".
Purtroppo devo ancora scovare il/i colpevole/i e per adesso gli indiziati sono:
urotropina
tiourea
1,3,5-triossano

Ho racchiuso i contenitori in dei sacchetti, ma la puzza comunque è percepibile quando apro l'armadio dei reagenti. Fortunatamente l'armadio è in terrazza, quindi l'unico luogo saturo è l'armadietto stesso. Lo lascio 5 minuti aperto ed il problema è risolto.
Il vero problema nel mio caso però nella conservazione dei reagenti è l'umidità...c'è un'umidità pazzesca in questo periodo che mi bagna tutti i contenitori.

Qual è la location dei vostri reagenti? Quelli "green" dentro un locale e quelli pericolosi fuori?
E con pericolosi quali intendete?
Per fare un esempio: il bicromato di potassio non è certamente amico dell'uomo, ma dentro il suo contenitore chiuso per bene ha ben poche speranze di uscire, quindi la domanda è: come vi comportate? Dentro o fuori casa?
8-)  Tanto vetro zero reagenti 8-)
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Io ho per lo più reagenti inorganici che per ora se ne stanno tranquilli in barattoli / sacchetti.
L'unici bastardoni sono l'HCl e l'HNO3 che soprattutto in giornate umide affumicano l'ambiente
con vapori corrosivi, e siccome il Lab convive con una piccola officina di elettronica spesso mi ritrovavo 
strumenti e cacciaviti ossidati, questo mi ha portato a conservare i maledetti fuori casa in un armadietto
plastico insieme alle scorte ingombranti.
In particolare l'HCl anche se ben tappato tende a trasudare acido anche attraverso la bottiglia di plastica
tant'è che si sente il caratteristico odore anche sulle mani toccando solo esternamente la bottiglia !!! 
Si conserva molto meglio in bottiglie di vetro dove anche HNO3 non da problemi se tappato.
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In generale il consiglio generale è:tenere i reagenti più pericolosi in bottiglie di vetro chiuse in bottiglie di vetro chiuse a loro volta in buste di plastica sigillate?
Saluti,
Riccardo
"L'importante è non smettere mai di farsi domande.La curiosità ha buoni motivi di esistere."
                                                                      -Albert Einstein-
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(2016-10-20, 06:46)NaClO Ha scritto: In generale il consiglio generale è:tenere i reagenti più pericolosi in bottiglie di vetro chiuse in bottiglie di vetro chiuse a loro volta in buste di plastica sigillate?

Dipende, perchè il fatto che un reagente sia pericoloso non implica una difficoltà nel conservarlo.
Io ho il potassio bicromato, il cobalto cloruro, il cadmio carbonato, tutti composti molto velenosi, ma per i quali non ci sono difficoltà particolari per lo stoccaggio, anche dopo anni sono sempre li.
Lo iodio ad esempio già richiede attenzione, il bromo lo conosciamo bene quanto sia "sfuggente" e così via...
Visto che nei nostri "poveri" laboratori difficilmente abbiamo armadi con estrattori d'aria, cappe, ecc, vien da se che quando ci sono evidenti "fughe", il composto finisce all'aperto :-D .

Diciamo che è sempre opportuno reperire più informazioni possibili sui reagenti che si possiedono, dalle schede di sicurezza e da altre fonti e identificare quelli che sono i reagenti più problematici per poter adottare caso per caso le dovute misure.
Una sorveglianza periodica per vedere se queste misure sono efficaci è ovviamente altrettanto necessaria.

Un saluto
Luigi
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