Contenitori per conservazione sottovuoto.
Lightbulb 
Ho sempre sostenuto che la cucina è un vero e proprio laboratorio chimico e con la chimica ha spesso in comune molti processi e strumenti.
Per questo motivo quando mi capita di girare per negozi di casalinghi o simili, mi capita di guardare le cose con l’occhio “chimico” cercando di immaginare se un prodotto comune può trovare posto nel laboratorio “puzzolente”.
E’ così che l’altro giorno mentre giravo per i reparti casalinghi elettrodomestici di un noto media center, ho visto una cosa che ha attirato la mia attenzione: dei contenitori rigidi per conservazione di alimenti sottovuoto. Dopo aver letto quanto scritto sulla scatola, non ho potuto resistere ad acquistare il prodotto (30 euro).

   

Come vedete dalle foto, la confezione contiene tre barattoli  con altrettanti coperchi completi di guarnizione e valvola per l’estrazione dell’aria: in pratica in questi contenitori può essere fatto il vuoto e, stando a quanto affermato nella descrizione, mantenuto anche per diverso tempo. 
La valvola si trova sotto il coperchio sul quale c’è un foro per l’estrazione dell’aria e un pulsante che, una volta premuto, serve a ripressurizzare il contenitore in modo da poterlo aprire.

   

La capacità dei contenitori è di 3 litri, 1.5 litri, 0.75 litri.

   

Come vedete la presa per l’aria in realtà è un foro sul quale andrebbe adattato l’accessorio specifico previsto dal fabbricante e venduto con la macchinetta per fare il vuoto nei sacchetti per il cibo.
In assenza di tale raccordo, ho provato a fare il vuoto semplicemente accostando e tenendo premuta l’estremità del tubo arancione che utilizzo per gli essiccatori al foro sul coperchio. Grazie alla gomma morbida del tubo, essa riesce ad aderire bene e non da luogo a perdite, consentendo il vuoto in un attimo.

   

Il mio dubbio era capire “quanto” vuoto sopportassero quei contenitori: il modello più performante delle macchine per il confezionamento sottovuoto che hanno sul sito indica un -0.92 bar, un bel vuoto ma inferiore a quello che riesce a fare la mia pompa. Ho provato quindi a vuotare fino a 100 mBar senza problemi tutti e tre i contenitori. Per quanto riguarda la tenuta al vuoto, non ho modo al momento di fare una misura oggettiva ma posso dire che dopo una settimana dallo svuotamento, i coperchi ancora non si aprono.

Ho fatto anche un prova tirando il vuoto nel contenitore da 1,5 litri al massimo raggiungibile dalla pompa, dopo aver messo a titolo precauzionale il contenitore in esame in un sacchetto di plastica, per evitare proiezioni di schegge in caso di implosione. L’operazione è andata bene, nessun problema, nessuna deformazione anomala. Devo dire che i contenitori appaiono realizzati bene, hanno uno spessore di circa 4 mm e danno l’aria di essere piuttosto resistenti.

   

Detto questo, secondo me possono essere promossi tranquillamente a accessori per il laboratorio: anche se con i loro limiti possono essere utilizzati come essiccatori o per conservare prodotti particolari sottovuoto o sotto atmosfera inerte (ho provato con successo a ripressurizzare con argon).

   

Una doverosa precisazione: l'utilizzo di questo prodotto per scopi diversi da quelli per cui è progettato e realizzato è sotto l'esclusiva responsabilità dell'utilizzatore che si assume tutti i rischi che tale operazione comporta.

Un saluto
Luigi
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Interessante, anche io quando giro per i negozi ho sempre questo occhio come dici tu nel cercare qualcosa di utile, anche piccole cose.
Stavo cercando anch'io in effetti qualche contenitore dalla moderata cifra che mi permetta di tenere sottovuoti determinati reagenti. Purtroppo non ho una pompa da vuoto, ho sentito che si può anche smontarla da un frigorifero ma al momento non ho frigoriferi da smontare. Mi farebbe anche molto comodo per la filtrazione a vuoto, hai per caso qualche consiglio di dove reperirla ed i prezzi?Ho visto che te ne hai una per fare il vuoto nei sacchetti.Grazie
La ricerca in fisica ha mostrato, al di là di ogni dubbio, che l'elemento comune soggiacente alla coerenza che si osserva nella stragrande maggioranza dei fenomeni, la cui regolarità e invariabilità hanno consentito la formulazione del postulato di causalità, è il caso. 
-Erwin Schrodinger 
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(2016-01-25, 13:59)thenicktm Ha scritto: .....Ho visto che te ne hai una per fare il vuoto nei sacchetti.Grazie

No, quella che ho io non è per il vuoto nei sacchetti ma è per fare il vuoto negli impianti di condizionamento (prima dell'immissione del refrigerante). Io poi la uso per i miei scopi. :-D

Una pompa del genere costa qualche soldino e come ebbi modo di dire in un'altra occasione, pur valida, deve essere utilizzata con le dovute accortezze in questo campo - in particolare trappole sull'aspirazione - per evitare di danneggiarla.
Ci sono le pompe a membrana più adatte al laboratorio ma anch'esse costano e non ingoiano tutto comunque come la pompa ad acqua.
Io ti consiglierei di orientarti in prima battuta per una pompa ad acqua, funziona e rende un vuoto più che sufficiente per i nostri scopi: l'evoluzione della stessa è progettare un sistema di alimentazione a ricircolo con una pompa elettrica per l'acqua in modo da evitare di utilizzare ettolitri d'acqua.
Ho fatto un prototipo in tal senso e come riuscirò, farò qualche foto e aprirò una discussione.
Un saluto
Luigi
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thenicktm
Con lo stesso occhio ho comprato una pentola a pressione.
" Trasformare rifiuti in risorse "
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