Cromatogramma
Perchè nei cromatogrammi i picchi più larghi si trovano sempre alla fine del cromatogramma? Perchè non si possono trovare all'inizio ed invece all'inizio si trovano sempre i picchi più stretti(intendo alla base)? So che la risposta riguarda Il numero dei piatti teorici e quindi l'efficienza però non sono riuscita a dare una spiegazione a questa domanda d'esame. Grazie a tutti.
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Di norma il primo picco, salve eccezioni, è il picco del solvente o la miscela di solventi usato per eluire il campione, e non viene considerato. Si riconosce perché è un picco che va fuori scala ed è stretto (nel caso ad esempio di un GC che usa un detector a cattura elettronica); in altri casi non si vede perché il solvente non è visibile al detector o viene eliminato di default dal programma dell'elaboratore.
Non capisco da dove sia uscito che i picchi larghi escano sempre con tempi di ritenzioni maggiori *Si guarda intorno* mentre a tempi di ritenzione inferiori i picchi siano più stretti *help*
Ho ancora nel pc vecchi cromatogrammi di analisi di pesticidi in acqua di lago e non capita un caso del genere...
Forse, ho capito cosa vuol dire...
Aumentando la risoluzione (di solito) aumenta il tempo di stazionamento in colonna, in quando la fase mobile è per maggiore tempo a contatto con la fase stazionaria della colonna. Quindi i primi picchi sono meno risolti rispetto a quelli successivi, e quindi di norma di cercano condizioni di lavoro sempre più precise e fini. Quando il parametro RS > 1.5 i picchi sono ben risolti, se invece è <1.5 sono male risolti. Per migliorare, si può intervenire su tre parametri: selettività efficienza e ritenzione.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Samantha
I picchi sono delle gaussiane e quindi esprimono la probabilità che ha l'analita di trovarsi in quella regione di spazio. Succede che durante l'eluizione , la non perfetta distribuzione del riempimento faccia compiere cammini più o meno tortuosi alla sostanza da separare. Diventa allora sempre più probabile l'incremento dell'errore rispetto al percorso teorico, il che si traduce in un allargamento della gaussiana.

Saluti
Mario
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quimico, Samantha
Grazie ad entrambi per essere stati così gentili nel rispondermi. Io avevo pensato che i picchi più larghi si trovano sempre verso la fine del cromatogramma (o comunque vengono sempre dopo quelli più stretti alla base) perchè i fenomeni che sono alla base dell'allargamento di banda (percorsi multipli, diffusione molecolare longitudinale eccetera) possono provocare un aumento del tempo di ritenzione. Però il professore voleva una risposta che coinvolgesse la formula del numero dei piatti teorici e cioè N=16*(Tr/W)^2 dove appunto: Tr è il tempo di ritenzione mentre W è la larghezza alla base dei picchi; vi spiego: all'esame è stato proposto un cromatogramma in cui il primo picco aveva una maggiore ampiezza alla base rispetto ai successivi che quindi avevano rispetto al primo un maggior tempo di ritenzione (si trattava di una separazione di quattro farmaci piuttosto polari ed avveniva con cromatografia in fase inversa- la fase stazionaria era una colonna C18). Noi avremmo dovuto capire dal cromatogramma che effettivamente era sbagliato (cioè non può mai esistere un cromatogramma del genere) e motivare il perchè fosse sbagliato; credo che il motivo si possa intuire proprio guardando la formula del numero dei piatti teorici... (così ho avuto modo di capire anche da altri ragazzi). Ho provato a prendere in considerazione anche le formule degli altri parametri della teoria sulla cromatografia ma non ne sono venuta a capo. Potrebbe essere anche una banalità ma io davvero e purtroppo devo dirlo con dispiacere non ci arrivo proprio. Spero che possiate aiutarmi.
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