Dei delitti e delle pene...
Volevo scomodare Cesare Beccaria, farvi un'analisi illuminista della mia posizione, ma poi mi sono sentito (improvvisamente) troppo lontano dalle cose concrete di questo forum. Visto e considerato un seppur modesto ritorno a più "miti consigli", volendo evitare di polemizzare ulteriormente con quel buon figliolo del Myttex, abiuro a tutte le mie teorie sulla libertà di pensiero, frutto di maligne perversioni democratiche, e nel contempo abbraccio e sposo la causa prima che "move il Sole e l'altre stelle", vale a dire: l'odio verso l'Innominato. Ah! Se avessi la fede del Cardinal Borromeo...sarei mondo dalla peste!
Dunque pronuncio come la Monaca di Monza il mio "fiat" (che non è pubblicità alla nota Casa torinese, bensì è parola latina...).
"Fiat voluntas tua"...o se preferisci..."Adelante Myttex, sed cum iudicio...".
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Da quanto ho capito io il forum di myttex esisteva da prima di n.c. quindi la causa prima sarebbe, a favore, l'amor per la chimica (che move il sol e l'altre stelle), anche se avevo capito che il forum era nato per l'elettronica.

Vorrei dire qualcosa sulle parole "libertà di pensiero" e "frutto di maligne perversioni", se posso dire la mia penso che la libertà di pensiero nn sia la causa sono i pensieri stessi causa di sè, perchè se appunto esiste la definizione libertà di pensiero, esiste anche la proibizione, ed è da li che nascono le "maligne perversioni", la libertà di pensiero le aiuto a svilupparsi, ma erano già nate... (anche se ho ben inteso l'ironia)

Anche tu speri che quel forum cambi, come il padrone del nibbio, abbia la rivelazione e cambi carattere... ti dico che è già successo, dovevi vederlo 3-4 mesi prima come era l'ambiente!

D'altronde la volontà di myttex è sua! noi, o meglio tu, possiamo/puoi sperare di inclinarla verso la giusta direzione (*giusta direzione: vedi discussione "il dubbio" asd )... Appunto "Affrettati e lascia perdere l'altro forum"

Più che mover il sol e l'altre stelle, quello che dici tu move il foco e l'altre pene infernali...
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Hai delle buone idee, non spenderle tutte per la chimica pratica...
La chimica è prima di tutto filosofia. Basti pensare all'alchimia, la sua progenitrice...era tutta un filosofeggiare di pensatori (liberi). Il libero pensiero non è quello che intendi tu, è piuttosto il pensiero libero dai condizionamenti soggettivi e oggettivi. E' l'espressione pura di una mente che pensa, quindi esiste (il "cogito, ergo sum" di platonica memoria). Il veleno più potente per il pensiero è il condizionamento, sibito dopo c'è il divieto di espressione, ma prima assolutamente il condizionamento.

Se posso dire...mi fa molto piacere parlare con te più per questi aspetti che per la chimica pratica. Sei molto fuori dal coro...è pericoloso, ma pochi lo sanno fare, quindi non perdere il "vizio propizio".
Detto per inciso, dell'altro forum (quello dell'INNOMINATO...) non me ne può interessare meno.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Il "cogito, ergo sum" non è di platone ma di Cartesio asd . Il nostro prof. di filosofia ci teneva a evidenziare due forme di espressione: Cogito, ergo sum" e "Cogito. Sum" la differenza è che nella prima c'è una deduzione e il filosofo non lo intendeva così, mentre la seconda... non mi ricordo, so solo che bisognerebbe dire la seconda, appena vedo il prof. mi informo...

Si sono d'accordo, il condizionamento impedisce il libero pensiero, quindi per raggiungere con la mente questo stato (dico raggiungere perchè partiamo svantaggiati...) bisogna eliminare ogni condizionamento, ed è per alcuni aspetti impossibile, perchè il solo pensare di eliminare i condizionamenti è un condizionamento. Dico per alcuni aspetti perchè in un dialogo dire eliminare i condizionamenti può essere come può non essere un condizionamento, in filosofia tutto è lecito, o quasi.

Il pensiero libero da condizionamenti oggettivi, si intende qualsiasi condizionamento esterno? Allora è proprio impossibile perchè se si guarda una mela si è condizionati a pensare a quell'oggetto, per certi punti di vista...
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Ho piacere della tua correzione, anche se il mio "platonico" era aggettivo rafforzativo riferito alla memoria. Platonica nel senso di nobile, incorrotta.

Va bene pure la tua versione contratta, basta non farla diventare:
Cogito, EGO sum...

Guardando una mela, cosa ti condiziona? Ti fai forse condizionare dal suo nome?
Ricorda...

«Cosa c'è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo.» William Shakespeare
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Si lo avevo sospettato che non ti riferivi a Platone come autore, ma per ogni evenienza... asd

Se io guardo una mela, nei panni di una mente pura, come quella di un bambino (oggi i neonati la prima cosa che vedono sono i medici con la mascherina e le luci triangolari della sala operatoria...) mi incuriosisco e ne memorizzo la forma, il colore e il sapore, poi se vedo una palla, mi viene in mente una mela più grande e provo ad addentarla... per farla semplice...
Io quando sento "mente incondizionata" penso a qualcosa che non ha nessun tipo di esperienza. Perchè l'esperienza porta a pensare in modi diversi a seconda di come si svolge sul soggetto, e quindi qualsiasi tipo di esperienza condiziona la mente.
Se per condizionamento ci si riferisce solo ai costumi sociali, allora ci si limita di molto nel considerare il "condizionamento".
Ma alla fine sono abbastanza simili tutte e due le situazioni, sociali (costumi) e materiali (mela...), perchè se prendo in mano un'ortica mi faccio male e poi temo tutte le foglie di colore verde con forme simili, se un rapinatore in classico stile tuta e jeans mi deruba poi ho paura di tutti quelli vestiti così... Secondo me le menti migliori sono quelle condizionate a pensare liberamente, nn quelle che pensano libere da condizionamenti, perchè la prima sa riconoscere per esperienza lo sbaglio, le seconde invece lo seguono tanto facilmente come il giusto. Il problema che si crea poi è capire se una cosa è giusta o sbagliata perchè questo lo stabilisce l'esperienza che ognuno ha... Però per condizionamento in senso positivo credo sia necessario che uno inizzi a pensare male e poi capisca o venga aiutato a capire la verità, tipo la caverna di Socrate: gli uomini vedono le ombre proiettate sul muro e le venerano come divinità (idee iniziali che derivano da una prima esperienza e quindi non del tutto giuste), poi uno di questi esce dalla grotta e vede la verità (apre la sua mente e scorge ciò che sta dietro alle figure e scopre che sono ombre) poi cerca di condizionare gli altri come lui a vedere la verità (poi la storia finisce che lo accoppano, ed entrambi pensavano di essere nel giusto). Vedendo la storia così, si può affermare con certezza che l'uomo che cercava di portare gli uomini fuori dalla grotta, Socrate, era certamente nel giusto? Socrate lo dice subito, l'uomo saggio è colui che sa di non sapere, e non è certo di niente. Allora vien da chiedersi perchè abbia scritto questa storia che lo rappresenta come la verità fatta a persona... infatti la storiella non la fatta lui ma il suo disepolo Platone, che deve fare delle ripetizioni...
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