Dubbio indicatori e reagenti
Salve ragazzi volevo chiedervi una cosa. C'è un modo per capire come individuare un indicatore in una lista di reagenti? Perchè mi venivano dati dei composti Fe(NH4)SO4 KMnO4 H2C2O4 Na2S2O3 e mi si chiedeva di individuare quale fosse sia reagente che indicatore ma non capisco se devo imparare a memoria le formule degli indicatori o c'è un metodo per capire se questo lo è o meno. Mi sapete aiutare?. Grazie in anticipo!
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Intanto la formula del  solfato ferrico/oso ammonico è sbagliata.
Non c'è modo semplice per capire se un composto funge sia da indicatore che da reagente. Nella lista l'unico è il permanganato,  reagente usato nelle redox come ossidante  e contemporaneamente è  indicatore visto che al punto finale il suo colore passa da viola a incolore. Tutti gli altri sono incolori o al massimo debolmente colorati.
Saluti Mario

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Non devi imparare nulla a memoria, devi solo conoscere un po' di chimica analitica. ;-)
Io risponderei che il KMnO4 è un reagente autoindicante.
Questo perché il soluzione acquosa la soluzione è viola grazie al colore dello ione MnO4(-).
In ambiente nettamente acido il KMnO4 è un forte ossidante è viene usato nelle titolazioni redox come soluzione titolante posta in buretta.
La soluzione dell'analita riducente posta in becher (o in beuta) deve essere incolore o debolmente colorata.
Quando si addiziona il KMnO4 questo reagisce con il riducente formando lo ione Mn2+ che in soluzione diluita è incolore, perciò la goccia di KMnO4 che cade nel becher si decolora immediatamente.
Quando si arriva al punto equivalente della titolazione, il KMnO4 non trovando più il riducente esaurito, colora di rosa in modo permanente la soluzione; 1 goccia di KMnO4 circa 0,02 M in circa 300 mL di soluzione è sufficiente per impartirle una colorazione rosa facilmente percepibile.



Se scrivi il testo esatto dell'esercizio potrò essere più precisa nella risposta.
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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