Estrazione delle amirine dal mate
PREMESSA:
   
La droga è rappresentata da frammenti di foglie, piccioli e ramoscelli di ilex paraguariensis e si presenta come una polvere grossolana di colore verde, dal profumo che richiama il fieno e la segatura, presenta un sapore amaro. La droga contiene principalmente:

• caffeina (0,13-1,85%),
• trigonellina
• sostanze tanniche (3,5-7%) (acidoclorogenico)
• fenilpropanoidi (circa il 10%)
• acido ursolico ed esteri delle amirine in rapporto di 5:1

Le foglie dell’erba Mate in Sud America vengono ancora lavorate come richiede la tradizione. Dopo la raccolta, esse vengono lasciate essiccare al sole per ventiquattro ore. Segue una procedura di sminuzzamento effettuata tramite uno speciale mulino. Dopodiché l’erba Mate risulta pronta per essere utilizzata. La bevanda può essere preparata come un normale tè, lasciando cioè in infusione per alcuni minuti le foglie in acqua bollente e filtrando il liquido subito dopo. Tra le sostanze a rilevanza farmacologica nelle foglie del mate, troviamo le Amirine: cannabinomimetici inibitori della MAG-lipasi. Il sistema endocannabinoide è formato dagli endocannabinoidi, sostanze di natura lipidica che vengono prodotte dall’organismo in caso di necessità. Questi agiscono localmente e nella stessa sede in cui vengono prodotti vengono poi rapidamente degradati. Le due molecole maggiormente prodotte sono l’anandamide (N-arachidonoiletanolammina o AEA) e il 2-arachidonoilglicerolo (2- AG). Mentre l’enzima noto come FAAH è in grado di degradare entrambi gli endocannabinoidi, l’enzima MAG lipasi è capace di degradare il solo 2-AG. Le amirine, inibendo tale enzima, portano ad un attivazione del sistema prolungando l'azione degli endocannabinoidi.
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METODO:
   
Vengono pesati 100 g di erba Mate sulla bilancia che vengono introdotti nella bottiglia in PET. Si porta a volume con Petroletere. Si lascia riposare per 24 ore. 
Il petroletere serve per estrarre le amirine, sostanze apolari in quanto la porzione ossidrilica è esterificata con una lunga catena carboniosa. L’acido ursolico è più polare, ergo non viene estratto. 
   
Si filtra con imbuto di Buchner utilizzando la pompa in modo intermittente per creare il vuoto e per impedire che i fumi del solvente vadano a danneggiare la pompa. 
   
La parte fogliacea, contenente l’acido ursolico, viene utilizzati per altri scopi. 
Sul filtrato si esegue una distillazione mediante rotavapor in un bagno d’acqua riscaldato a 50 °C.    
Si distilla lasciando nel pallone una minima quantità di liquido, che risulta più denso. 
Il contenuto viene travasato in un pallone di dimensioni minori. 
Si idrolizza il legame estereo delle amirine in ambiente basico con piastra a bagno d’olio a 78 °C utilizzando una soluzione di KOH in etanolo (20% p/v). L’etanolo viene utilizzato per solubilizzare le amirine. Si fa riposare 15 minuti.  
Per verificare l’avvenuta reazione si esegue una cromatografia su strato sottile (TLC). 
Si utilizza uno standard di riferimento (amirina) in modo da confermare la conclusione della reazione. 
Si puntano standard, miscela e campione, e si procede con la corsa dell’eluente (PE/EtOAc 9:1). 
La lettura della lastra sotto UV dà esito negativo poiché la molecola non presenta doppi legame coniugati. 
Si utilizza quindi una soluzione di acido solforico al 5% in metanolo che ossida le amirine. 
Successivamente si riscalda con pistola termica fino alla comparsa delle bande.  
Si procede al work-up della reazione. Nel pallone, oltre alle amirine, sono presenti altre sostanze (KOH, etanolo). 
Work-up :  
  • Neutralizzazione della KOH tramite H2SO4 2N che si solubilizza nella fase acquosa successivamente eliminata
  •  Solubilizzazione dell’analita in fase organica utilizzando CH2Cl2 
La fase organica contente l’analita viene portato a secco nel rotavapor. 
       
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TrevizeGolanCz, luigi_67, ClaudioG., NaClO, quimico, ohilà
L'articolo mi pare manchi di una conclusione.
Dopo l'evaporazione della fase organica nel rotovapor ha continuato o si è fermato per qualche motivo?
Peccato per la qualità delle ultime due foto. La TLC meritava maggior attenzione.

saluti
Mario

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quimico, luigi_67
Si riferisce al passaggio finale? In quel caso una volta portato a secco mediante rotavapor sulle pareti del pallone ottengo dei cristalli che sono le amirine estratte. Per quanto riguarda la qualità delle foto purtroppo devo darle ragione; ho improvvisato una foto con un vecchio smartphone e il risultato è quello che è!
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Mario
E' possibile vederle (le amirine) in polvere?
Invece di una polvere bianca vedo nel pallone solo incrostazioni nerastre. Evidentemente ci sono parecchie impurità.
Pensa di procedere con una purificazione?

saluti
Mario

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Ahimè, l'ultima foto raffigurante il pallone non rappresenta le amirine estratte ma la fase precedente al work-up. Purtroppo non ho una foto dei cristalli delle amirine perché non avendo una fotocamera decente il risultato lasciava parecchio a desiderare. Dopo l'estrazione il prodotto è stato lasciato nelle mani del mio docente, non so dirle se si è premurato di purificare il prodotto.
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Mario, quimico, NaClO




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