Generatore Royer
Bug 
Per ravvivare un po' anche questa sezione metto l'esperimento del generatore alta tensione-alta frequenza chiamato royer.
E' un classico che più classico non si può, ma è sempre molto interessante da vedere, far vedere a chi passa per il lab e giocarci ogni tanto. Lo schema è quello sempreverde di Vladimiro Mazzilli reperibile in rete in mille posti e di funzionamento garantito (a patto di avere un po' di esperienza in queste cose).
Il componente principale e l'unico critico è il trasformatore in ferrite e che va opportunamente modificato sostituendo l'avvolgimento primario originale con uno ad-hoc in bifilare.
I transistor che ho usato sono dei robusti MOS IRFT260 che si sono dimostrati perfetti e indistruttibili.
Non aggiungo altri particolari tecnici; se qualcuno è interessato chiederà riguardo schema, componenti e quant'altro.
La tensione di uscita è di qualche decina di KV e la pericolosità quasi inesistente per l'alta frequenza in gioco e il conseguente effetto pelle (comunque io la mano tra i due elettrodi non ce l'ho messa...).
L'alimentazione è a 24 V con un massimo di 8 A, che non sono pochi e producono un bel soffio di plasma con una fiamma assolutamente suggestiva!
La prima foto mostra il royer modello al-ham-bic e tutti i parametri di funzionamento reale: alimentazione a 25,79 V, uscita perfettamente sinusoidale a 24,429 KHz; in primo piano si vede lo spinterometro regolabile (l'asticella col manico nero) contrapposta ad una lamina di rame su cui porre l'oggetto da torturare.
Nell'altra foto si vede infatti la fine che fa un chiodino di acciaio sottoposto all'azione del plasma ad una "certa" temperatura!


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Ammirato... come sempre!
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Stupendo il royer, secondo me è uno dei migliori driver per generare alte tensioni: circuito semplice, i mosfet non scaldano, la potenza in uscita è notevole (come anche quella assorbita asd) e scariche lunghe (anche se io preferisco quelle impulsive-capacitive). E come sistema di sicurezza aggiuntivo... se si tocca il terminale di alta tensione non si prende la scossa (provato personalmente), infatti la scintilla, per scoccare, deve per forza avere il riferimento della SUA massa (ma non provate a toccare contemporaneamente terminale AT e massa del flyback transformer *Fischietta* ). Se posso dare un consiglio, per chi voglia replicare il circuito, usate un condensatore MKP (al polipropilene, i radiali sono solitamente blu, gli assiali sono solitamente gialli) perchè nei circuiti zvs risonanti come questo tendono a scaldarsi parecchio se non sono di buona qualità. Sarebbe anche meglio usare più condensatori in parallelo in modo da ridurre la resistenza interna totale e distribuire meglio il calore (anche se penso valga la pena solo con potenze ben più elevate). Si potrebbe anche adattare il royer al funzionamento con la 220 rettificata, usando componenti adatti alle alte potenze (resistenze e zener da diversi watt) e sostituendo i mosfet con degli IGBT (tipo i BUP314, se non ricordo male).
Ah, altre cose carine che si possono fare col royer: se al posto del primario del flyback transformer ci mettete un grosso avvolgimento di qualche spira (senza dimenticarsi della presa centrale) e al centro dell'avvolgimento ci mettete un pezzo di metallo, questo diventerà incandescente (ma non arriverà alla fusione per via del punto di curie). Il sistema seguente viene chiamato "riscaldamento ad induzione" (o anche induction heating). Invece, ritornando all'alta tensione, si potrebbe costruire un tesla coil usando direttamente il royer come circuito primario (ovviamente accordando la frequenza di risonanza del royer con quella dell'avvolgimento secondario usando la classica formuletta). Per chi poi voglia disporre di un trasformatore che eroghi alte correnti (tipo per questo circuito) si potrebbe modificare un MOT (trasformatore per forni a microonde) togliendo il secondario ad alta tensione e mettendone uno a bassa tensione (ogni spira corrisponde circa ad 1,1 volt). Quindi con 20 spire ci ricavate circa 20VAC a 50A (con un trasfo da 1KW). Io ho fatto così e adesso non ho più problemi di assorbimento asd. Unica pecca è che il MOT ha un primario (quello in cui passa la 220) di poche centinaia di spire e se dal trasformatore non si succhia corrente, questa fa riscaldare il tutto anche oltre i 100 °C azz!. Per adesso non mi viene in mente altro.
Buon royer a tutti :-).
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l'avevo chiesto io nel vecchio forum come costruirlo :-D
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(2009-10-30, 20:24)Chimico Ha scritto: l'avevo chiesto io nel vecchio forum come costruirlo :-D

Ecco, adesso sei servito! asd
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Per Elettronvolt: infatti appena posso voglio provare il riscaldamento a induzione con le classiche tre spire di grossa sezione. Hai già provato? MOS saltati? (Il condensatore è un MKP da 0.68, mi sembra ottimale così).
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(2009-10-30, 22:17)al-ham-bic Ha scritto: Per Elettronvolt: infatti appena posso voglio provare il riscaldamento a induzione con le classiche tre spire di grossa sezione. Hai già provato? MOS saltati? (Il condensatore è un MKP da 0.68, mi sembra ottimale così).

Si, tempo fa ho provato a fare un piccolo riscaldatore ad induzione (ma proprio una cosetta veloce) e non ho avuto alcun problema con i mosfet (che dovrebbero essere dei 250 o 260, ora non ricordo). Però per fare delle cose decenti bisogna per forza usare maggior potenza, altrimenti riscaldi ben poco (e quindi anche componenti più potenti). Per il condensatore... va benissimo per far oscillare i trasformatori di riga (e ho letto che se si usano 4+4 spire per il primario, funziona anche meglio). Ma per un riscaldatore ad induzione non saprei la frequenza più adatta (anche se non credo influisca tantissimo). Al massimo scegli tu la frequenza di lavoro ottimale per i mosfet o IGBT di cui disponi.
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Bé complimenti oltre che un bel laboratorio chimico ben fornito,hai anche un laboratorio elettronico ben fornito.... Oscilloscopio che gola....... é un bel pezzo che ne devo prendere uno....



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Se non sei digiuno di elettronica prova a fare questo generatore: accenderlo ogni tanto e sentire il soffio del plasma è di soddisfazione. Se segui esattamente le istruzioni, la strumentazione è quasi un optional.
(consiglio: non fare mai il "quote" integrale, che appesantisce, ma solo un breve cenno).
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A digiuno solo da 15 anni è meglio che riprendo il tempo mancante partendo propio dal Generatore Royer .
Lo schema è molto semplice entro breve (un mesetto) mi mettero all opera. Grazie


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Ti aspettiamo... ;-)
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