Idrogenazione con PtO o PtO2?
Ho un atroce dubbio e 1po' me ne vergogno.
Come forse molti sapranno esiste il cosiddetto catalizzatore di Adams o ossido di platino(IV). Comunemente usato per idrogenazione, deidrogenazione e ossidazioni, è anche usato per idrogenolisi, quando reagisce si forma platino(0), in particolare black platinum.
Stavo guardando una sintesi, un farmaco... e l'enciclopedia riporta come condizioni di idrogenazione di un fenile H2 in presenza di PtO...
L'ossido di platino(II) è instabile, se non ricordo male... Ricordo male? Io ho sempre visto PtO2 in presenza di H2... Qualcuno sa dipanarmi tale dubbio? Grazie in anticipo.

Per ringraziarvi vi dono asd la sintesi di questo catalizzatore. E sì, lo so, i catalizzatori di platino costano un sacco... Sia mai qualcuno abbia le materie prime per tale preparazione *Fischietta*

[Immagine: CV1P0463.gif]

In una capsula di porcellana (o in alternativa un beaker in Pyrex) è preparata una soluzione di 3.5 g di acido cloroplatinico in 10 mL di acqua distillata, e a questa sono aggiunti 35 g di sodio nitrato. La miscela è evaporata a secchezza scaldandola a fuoco lento su una fiamma Bunsen mentre si agita con una bacchetta di vetro. La temperatura è quindi aumentata, in circa 10 minuti si devono raggiungere i 350–370 °C.
Inizia la fusione, ossidi di azoto vengono prodotti, e il precipitato di platino(IV) ossido, marrone, gradualmente si separa dal resto. Durante questa procedura spesso capita che si formi schiuma, in tal caso la massa deve essere agitata molto vigorosamente e una fiamma addizionale va diretta sopra la miscela di reazione.
Se il bruciatore sopra la capsula è rimosso quando inizia la schiuma, la parte superiore della massa fusa solidifica e la schiuma può essere sufficiente per portare del materiale oltre i lati della porcellana.
Dopo 15 minuti, quando la temperatura ha raggiunto circa 400 °C, l'evoluzione di fas è quasi completamente diminuita. Dopo 20 minuti la temperatura dovrebbe essere a 500–550 °C. A questo punto la vigorosa evoluzione di ossidi di azoto è praticamente cessata, e una debole evoluzione di gas inizia. La temperatura è mantenuta a questo punto (usando massima potenza del bruciatore, direttamente sulla capsula) sino a quando sono passati circa 30 minuti, e a questo punto la fusione dovrebbe esser completa. Questa temperatura (500–550 °C) è più che soddisfacente di modo da ottenere un catalizzatore di massima attività e minima perdita.
La massa è lasciata raffreddare e quindi trattata con 50 mL di acqua. Il precipitato marrone si deposita sul fondo e può essere lavata per decantazione una o due volte, quindi è filtrato (preferibilmente attraverso un resistente filtro su Gooch), e lavato sul filtro praticamente finché non c'è più traccia di nitrati.
Se la fusione è stata svolta ad hoc nessuna difficoltà verrà riscontrata in questa procedura; ma se la temperatura della fusione non è stata elevata abbastanza o per un tempo non sufficiente, il precipitato tenderà a diventare colloidale quando si aggiunge acqua e non si filtrera bene; inoltre, in queste condizioni, la resa del prodotto e la sua attività catalitica sono molto minori.
Qualche volta i precipitato diventa colloidale solo quando sono rimossi praticamente tutti i nitrati; in questo caso è meglio smettere di lavarlo non appena inizia a diventare colloidale, poiché piccole tracce del sale non inficiano la capacità catalitica del prodotto.
Il filtrato andrebbe testato per il platino e raccolto se presente.
L'ossido è sia usato direttamente, sia più generalmente asciugato in un essicatore e conservato bene.
La resa è di 1.57–1.65 g (95–100% della resa teorica).

Il cosiddetto platinum black ottenuto per riduzione dell'ossido può a volte essere usato una seconda, terza volta, o anche di più nella riduzione di alcuni composti semplicemente riattivandolo con aria o ossigeno.
Un catalizzatore spento può essere rilavorato assiene al platino raccolto dai filtrati, filtri e capsula.


Un test davvero soddisfacente e delicato per la ricerca del platino, descritto da Wöhler [Wöhler, Chem. Ztg. 31, 938 (1907)], consiste nel preparare una soluzione (contentente platino) acida con HCl e aggiungere alcune gocce di cloruro di stagno(II).
Una colorazione gialla si forma quando il platino è presente e un colore marrone quando esso è presente in grandi quantità.
Se non si riesce a stabilire se sia o meno presenta la colorazione gialla o sia presente platino, essa va agitata con un piccolo quantitativo di dietiletere; il colore giallo si concentra nella fase eterea, indicando la presenza di platino.
Dai filtrati di sodio nitrato una grande quantità di platino può essere raccolta aggiungendo un eccesso di formaldeide e sodio idrossido, scaldando.
Dopo aver fatto riposare, il platino black si separa e può essere filtrato e lavorato con altri residui di platino black. Il platino che rimane ancora in soluzione dopo questa precipitazione puà essere raccolto acidificando la soluzione e scaldando con zinco.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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[-] I seguenti utenti ringraziano quimico per questo post:
Max Fritz, Nicolò, rock.angel
Se può esserti utile, anche se credo lo saprai già, dal Brauer leggo circa il PtO:
"Completely anhydrous black powder. Readily soluble in aqua
regia. Instantly reduced by H2 at ordinary temperatures, liberating
heat and forming gray platinum sponge. Decomposes at atmospheric
pressure (560°C): 2 PtO = 2 Pt + O2."

Non ho però trovato il prodotto nei cataloghi delle grandi aziende, e questo fatto fa sempre fare qualche domanda.

Molto interessante come sempre la sintesi e il corredo di notizie ;-)
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ok, grazie. sì le avevo lette...
il problema comunque resta...
attendo altre informazioni
di niente Max... sono pieno di preparazioni del genere
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Ti aggiungo, dal Sidgwick:
"DIVALENT PLATINUM:
This is one of the two main valencies of platinum, being only slightly if
at all less stable than that of 4. None of the compounds dissociate to form
the simple platinous ion Pt++; nearly all are by their formulae necessarily
complex, and the relatively few that are not, such as the binary compounds,
are probably in fact auto-complex. We may take these apparently
simple compounds first: they include an oxide, hydroxide, and sulphide,
and three or perhaps four dihalides.
Platinous Oxide, PtO:
Platinous oxide is a grey powder, which can be made by heating the
hydrate Pt(OH)2 or PtO, H2O; but the water cannot all be removed without
the loss of some oxygen as well.(1422) The stability limits of the oxides
of platinum, and their dissociation tensions, are not easy to determine (1423)
because the equilibrium is only slowly established, and also there is a wide
range of solid solutions among the oxides. Platinous oxide caii be made
directly by the action of oxygen under 8 atm. pressure on the metal at
420-44O°C.(1425)
The hydroxide Pt(OH)2 can be made by the action of hot potassium
hydroxide solution on platinous chloride or potassium chloroplatinite or
better (1424) by reducing the chloroplatinate with sulphur dioxide, and adding
potassium hydroxide solution. It is a black powder which is easily oxidized
by air, and so must be prepared in an inert atmosphere; it is reduced by
hydrogen peroxide to the metal, and oxidized by ozone or potassium permanganate
to the dioxide; it behaves as a weak base. It is obviously an
unstable substance; hot alkalies or hydrochloric acid convert it partly into
the platinic compound and metallic platinum.
1422 L. Wöhler, Z. anorg. Chem. 1904, 40, 423.
1423 L. Wöhler and W. Frey, Z. Elektrochem. 1909, 15, 129.
1424 L. Wöhler and F. Martin, ib. 791. "

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E' davvero interessante, soprattutto la capacità del platino di essere un catalizzatore in molte forme più o meno ossidate o ridotte, in pratica, posta un reazione in cui intervenga PtO2 come catalizzatore.
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grazie Max, interessante ma il mio dubbio resta :-(
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Anche per quanto risulta a me il PtO è un ossido instabile di Pt e ho trovato poco e nulla, tutto simile a quello che ha postato Max
oO° elena [pink_chemist] °Oo
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sarà un errore di stampa, capitano...
io ho sempre visto PtO2 come catalizzatore, specie per idrogenazioni...
PtO è troppo instabile
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Nessun dubbio...PtO2 e pedalare! asd
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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[-] I seguenti utenti ringraziano Dott.MorenoZolghetti per questo post:
quimico
io sapevo che si usa PtO2 che si chiama appunto catalizzatore di adams...ho letto 2 metodi di sintesi nemmeno 1 settimana fa sul Vogel...
sempre sul Vogel c'è una sintesi che adopera PtO2...
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