Il canarino
Nion ho sbagliato sezione. E nemmeno voglio parlarvi di Titti. asd
Mi sono imbattuto in questa sostanza mentre sfogliavo il "Deonomasticon Italicum"    


Improvvisamente vengo attratto da un termine fino ad allora sconosciuto nella variante chimica (voce n° 45)    .


Mi fiondo sullo scaffale dove tengo i libri più antichi e preziosi e riesumo il "Dizionario di chimica industriale" del Giua *Hail*

E intanto mi dico che se non c'è li è quasi inutile cercare altrove.

Lui non c'è, ma in compenso mi trovo davanti il sostantivo femminile    

Come vedete, c'è qualche informazione in più ma niente di che.
Le altre fonti alle quali abitualmente si attinge per saperne di più non danno l'esito sperato.
Qualche cosa però riesco a raccattare qua e là.
Pare che già il Liebig l'ottenne facendo gorgogliare del cloro in una soluzione di tiocianato. Un altro, il Pawlewski, riuscì nell'analogo intendo usando il persolfato.
Il metodo di preparazione venne pure brevettato (brevetto tedesco n° 101804) e impiegava con reagente ossidante il cloro su soluzioni di potassio e calcio tiocianato a 150-180 °C. Seguova un lavaggio con acqua e soluzione di NaOH con formazione di un sale sodico difficilmente solubile di color giallo limone.
Troppo estreme le condizioni per le mie limitate possibilità.
A dire il vero qualcuno in tempi recenti ottenne una sostanza dalle caratteristiche simili trattando soluzioni concentrate di tiocianati con acido nitrico e riscaldando.
Ne risultò un miscuglio piuttosto pericoloso che in qualche occasione ha un decorso violento e incontrollabile, abbastanza per sconsigliare ulteriori sperimentazioni e desistere.

Prova e riprova, alla fine qualcosa di fattibile e semplice è venuto fuori ed è quanto segue:

Reagenti:
- ammonio tiocianato 3N
- cartine all’ammonio tiocianato: ritagliare delle strisce di carta da filtro di opportuna dimensione e immergerle nella sopracitata soluzione. Sgocciolare ogni eccesso e lasciarle asciudare in stufa a 60 °C per 10 minuti. Queste cartine possono essere conservate in essiccatore al buio per alcuni mesi.
- soluzione di riferimento: sciogliere la necessaria quantità di clorato di potassio in acqua distillata

Esecuzione del test:
Immergere brevemente la parte terminale della cartina nella soluzione da esaminare e quando è assorbita porla in stufa a 100 °C per 20 minuti. Si forma una colorazione gialla.

   

E qui mi fermo. Ulteriori investigazioni mi lasciano pensare che il composto giallo abbia una struttura decisamente peculiare. Si ipotizza la presenza di polimeri del tiocianogeno come il
N≡C-S-S-C≡N ma anche addirittura molecole cicliche come    

saluti
Mario

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AndreaChem, RhOBErThO, zodd01, NaClO, Roberto, luigi_67, quimico
Veramente interessante. Se avesse la struttura come nell'immagine potrebbe avere diverse applicazioni.
" Non veni pacem mittere sed gladium " - Mt 10,34
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Molto interessante.
Ad esempio?
Saluti,
Riccardo
"L'importante è non smettere mai di farsi domande.La curiosità ha buoni motivi di esistere."
                                                                      -Albert Einstein-
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Come mi piacciono questi flash-back dal passato  :-D

Mario cortesemente mi dica, queste cartine al tiocianato, reagiscono sempre con qualsivoglia ossidante, oltre ai clorati
ad esempio acqua ossigenata, nitrati, periodati, permanganati e bicromati (molto diluiti per via del colore), oppure è
un test in cui è richiesta l'azione ossidante in presenza del cloro e dei suoi derivati ?

Roberto.
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NaClO
Onestamente non so che dirti. Bisognerebbe sperimentare e visto la semplicità del test la cosa è alla portata di molti.
Io mi sono limitato ai clorati, ma non mi stupirebbe che anche altri ossidanti fungano.

saluti
Mario

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NaClO, Roberto




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