Il dubbio
Come consigliato da DMZ, ho visto questo film. Per chi non sapesse dove cercare --> http://www.megavideo.com/?v=5K08B7L0 . non leggete quanto di seguito se non avete visto il film, ve lo potrebbe rovinare.


Non ho ben capito qual è la morale, o la conclusione... all'inizio il film tratta del dubbio, il marinaio si perde e traccia la rotta seguendo le stelle, poi non vedendo più il cielo gli sorge il dubbio. Si potrebbe fare un collegamento tra la suora superiore e il marinaio. Quindi secondo il sermone del marinaio, il dubbio sorge ma bisogna proseguire per la strada scelta all'inizio, ma non si può sapere se il vento a cambiato rotta (ovviamente si può capire da dove sorge il sole l'est, ma per rigore di sermone lo tralasciamo) quindi che fare? Nonostante le spiegazioni molto convincenti del parroco, la suora "cattiva" non si lascia distrarre e continua la sua campagna... poi alla fine si intravede uno spiraglio di colpevolezza. Sono tanti fatti tutti collegati tra loro che possono portare a due conclusioni opposte, non si potrà mai dimostrare la colpevolezza ma non si potrà dimostrare neanche l'innocenza... Io credo che il dubbio sia necessario a dimostrare la propria scelta: se si cede al dubbio è evidente che la propria scelta non era "ferrea", se non si cede al dubbio allora la scelta è ferrea, il che non portà certo alla scoperta della verità. Entrambi avevano sogni che indicavano la loro colpevolezza, entrambi erano convinti di agire bene.... mi sta fumando il cervello, e mi fermo dicendo che se non si hanno le prove è solo questione di fortuna.
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Se lo hai visto (mi sorge il dubbio...) per intiero, ti chiedo di rivederlo. E' un film molto interessante. Ho avuto il piacere di vederlo (tre o quattro volte) con persone differenti: un sociologo, un sacerdote, un insegnante, uno psicologo e un collega. Devo dire che il collega si è addormentato a metà, quindi lo elimino. Lo psicologo (che ne aveva scritto una recensione per un famoso quotidiano locale) mi ha commentato ogni fotogramma (aveva il telecomando tra le mani...e stoppava in continuazione...), con gli altri due è filato tutto liscio. Con il sacerdote ho avuto da discutere, ma è stato didatticamente interessante. E' indubbiamente un bel film, di quelli che fanno riflettere, quasi come quelli del grande I. Bergman (La fontana della Vergine, Il posto delle fragole, Sinfonia d'autunno, Il settimo sigillo, ecc.). Drako non ti buttare su Bergman che ci resti secco (sono film in B/N, con musiche non esattamente H/M o H/R), aspetta ancora un po'.
La morale de "Il dubbio" è evidente da subito, è quella tanto cara a L. Pirandello e sublimata nel celeberrimo "Così è (se vi pare)" oppure quella strutturata e ambigua del romanzo di Daphne du Maurier da cui A. Hitchcock trae l'omonimo capolavoro "Rebecca la prima moglie".
Potrei dire in poche parole: tutti credono di avere la verità, nessuno la possiede pienamente, poichè ciascuno ha una particolare visione, un proprio punto di vista, differente (a volte antitetico) rispetto agli altri. Pirendello direbbe uno, nessuno e centomila punti di vista, cui corrispondono altrettante sfaccettature della verità.
L'ultima battuta del film è però sconvolgente: anche chi vive arroccato nel bastione delle sue certezze, prima o poi vacilla, amettendo tutta la sua limitatezza propria dell'uomo. Non è un caso che una delle domande rivolte da P. Pilato a Gesù Cristo, nel processo più famoso della storia dell'umanità, sia proprio: "Che cos'è la verità?". La risposta di Gesù è un eloquente silenzio. In precedenza però aveva detto ai suoi discepoli: "Io sono la verità." Quindi qualcosa che non è prettamente "umana", cioè non cosìm accessibile e immediata, non così concreta e tangibile come la vorremmo tutti.

La tua analisi è molto interessante, ma davvero, credo dovresti rivederlo, per cogliere particolari appena accennati, che lo rendono genialmente intrigante e interessante sotto il profilo riflessivo. Guarda per esempio come la Superiora/Direttrice tiene lo scialle nero appena dopo il colloquio/lite con il prete. Cosa sembra quello scialle, cosa ti fa pensare il modo in cui lo tiene tra le braccia?
E ancora, quale peccato la suora può aver commesso nel suo passato?
Cosa è qualla colpa mortale che ha confessato al prete di aver commesso? E il suo modo di procedere nella ricerca della verità, vista come un dovere morale superiore e fondamentale, è poi così etica come lei stessa ritiene?
Grazie per avermi ascoltato. Ciao.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Ho saltato velocemente quanto sopra e non ho letto niente perchè ho trovato il film e fra un po' lo guarderò...
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Lo scialle non lo avevo notato, cercherò di rispondere alle altre domande, cmq rivedrò il film appena possibile...
Secondo me il peccato si può dedurre dalla storia che la direttrice da di se stessa in varie scene, anzi in quella con la signora Miller, era abituata ad ascoltare la radio perchè il marito era in guerra, dove è morto, posso pensare che si sia risposata e poi si sia pentita oppure che abbia tentato di suicidarsi, o forse ha commesso il peccato dopo aver dato i voti e quindi abbia picchiato troppo forte uno studente (sono più per il tentato suicidio);
Il modo di ricercare la verità non deve essere etico, altrimenti avrebbe dovuto agire come suggeriva la suora insegnante di storia, ossia non saltare alle conclusioni alle spalle del prete senza averlo interpellato e senza prove, a mio parere accusare una persona solo per un'informazione di seconda mano e per istinto è moralmente sbagliato, sarebbe come insinuare che per la direttrice picchiare i ragazzi sia un piacere più che un obbligo verso la loro educazione. Invece la morale superiore deve staccarsi dalla nostra comprensione comune e possibile del morale, è superiore e quindi incomprensibile, perciò direi che la direttrice per quanto si sforzi non riuscirà mai a seguire una tale condotta morale, perchè non la può comprendere, e perciò qualsiasi sua intenzione e qualsiasi sua azione sarà collegata alla sua morale, al suo istinto e se lo fa pensando di seguire la morale superiore sbaglierà in principio. Cmq appena lo rivedo cercherò di analizzarlo più affondo...
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Allora attendo più approfondita analisi, ma condivido gran parte delle tue osservazioni. Non ho compreso però la tua asserzione: "il modo di ricercare la verità non deve essere etico"...anzi direi che se credi davvero quanto affermi, allora non siamo più in accordo. Guai se non si correlassero etica e ricerca della verità! E te lo dico da bioeticista.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Mi riferivo al seguire la morale superiore, chiedevi che ricerca adottava la direttrice, io volevo dire che non seguiva una condotta etica per seguire la morale, poi visto che seguire la mor. sup. è impossibile, la ricerca sarà sempre influenzata da un'etica, la quale però può non essere condivisa dalla persona che agisce proprio perchè cecadi seguire la suddetta morale, e si finisce per sbagliare o per azzeccarci, dipende anche qui dai punti di vista.
Una cosa del film (non l'ho ancora rivisto) che non ho capito è questa: donald è andato in canonica, motivo: perchè il prete è venuto a sapere del fatto che aveva bevuto il vino, e qui ok, ma perchè quando è tornato puzzava di alcool? se il vino lo aveva bevuto prima di andare in canonica (motivo per cui è andato) come faceva a puzzare "di nuovo" o perchè l'acool non si è sentito prima ma solo dopo il ritorno dalla canonica? la storia non reggeva. solo che non se ne è parlato di questo intoppo, quindi la direttrice non sapeva che il prete mentiva, lo percepiva... siamo sempre intorno allo stesso gira-gira, tutti hanno torto tutti hanno ragione... se trovo altri elementi di critica ritorno...
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Bene, bene. Ho piacere che tu abbia un cervello usato. E non è cosa da poco, credimi. Solitamente molta gente è convinta di spendere meno restituendolo nuovo di pacca!azz!
Continua a osservare...*Si guarda intorno*
Mi sa che Al si è addormentato guardando "Il dubbio"...film troppo lento per uno del suo dinamismo...
ALLLLLLLL....riprenditiiiiiii, la prox sett. c'è Alien vs Predator! EVVAIIII
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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(Fin che scrivevo quanto segue tu mi davi la sveglia... arrivo, eccomi col commentino! Ma se tenti di propinare "La fontana della vergine" a Drako & Company (che loro si aspettano un altro "tipo" di film *Fischietta* ), mi sa che poi ti tocca cambiar forum...)
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Oggi avevo un po' di tempo e mi son visto con calma "Il dubbio".
Solo dopo mi sono letto i vostri commenti; la morale credo si possa riassumere in quanto Moreno ha già detto e che mi trova perfettamente concorde:

"...tutti credono di avere la verità, nessuno la possiede pienamente, poichè ciascuno ha una particolare visione, un proprio punto di vista, differente (a volte antitetico) rispetto agli altri. Pirandello direbbe uno, nessuno e centomila punti di vista, cui corrispondono altrettante sfaccettature della verità. L'ultima battuta del film è però sconvolgente: anche chi vive arroccato nel bastione delle sue certezze, prima o poi vacilla, amettendo tutta la sua limitatezza propria dell'uomo...."

E' altrettanto sconvolgente verificare nella vita quotidiana quanti esempi s'incontrano di chi vive arroccato nelle proprie certezze...

Ma...non commettiamo lo stesso errore! Proprio questa semplice frase (che ci viene spontanea, ma che sottolineo apposta) non è una certezza discutibile?
Vado più in là... --> OGNUNO di noi è, inconsciamente, preso in quest'ingranaggio?
Noi che ne discutiamo, crediamo di essere il prete e invece siamo magari la suora? Questo è uno dei miei dubbi nati da questa filosofica discussione *Si guarda intorno* .
Bellissima e perfetta la metafora delle piume-pettegolezzo! Chi le ferma più?
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Dubbio e invidia...due brutte bestie.
La metto qua, come una battuta. Le mie foto del lab non le ho proposte per suscitare negli amici del forum qualche insano sentimento di invidia o ammirazione. Sono lì solo per spirito di condivisione. Questo davvero ci tengo a dirlo, anche se ho motivo di credere sia superfluo dirlo.
Non vi voglio lividi d'invidia come queste mie primule frutto di violenze agronomiche (sono un violentatore di primule), ma candidi come queste mie "bianchette mammule" (come le chiamo io) o violette albine (come le chiama mia madre).


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(2009-04-15, 21:32)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: ...sono lì solo per spirito di condivisione. Questo davvero ci tengo a dirlo, anche se ho motivo di credere sia superfluo dirlo...

Certo che è superfluo dirlo, almeno per quanto mi riguarda!
Ogni tanto butta lì qualcosa che viene sempre apprezzata... Blush
Carinissime!
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