Il reattivo di Montequi
Rispolverando la mensola dei ricordi di gioventù, mi è capitata tra le mani un bottiglietta con su scritto: REATTIVO DI MONTEQUI
e il mio ippocampo ha trasmesso alcune sensazioni alla corteccia...cose ancestrali, di cui ora vi propongo l'essenziale...

Preparazione del reattivo: 30 g di cloruro mercurico, 33 g di tiocianato d'ammonio in 100 mL di acqua distillata. Mescolare bene e lasciare a riposo almeno 5 giorni prima dell'uso.
Si forma il sale complesso mercurotiocianato d'ammonio o meglio detto "tetratiocianomercurato di ammonio", solubile e incolore.

Il reattivo reagisce con molti cationi metallici per dare precipitati colorati:

Zinco (bianco)
Cobalto (II) (azzurro)
Rame (II) (verde giallastro)
Zinco e Rame (da viola a nero)
Zinco e Cobalto (blu)
Rame e Cobalto (da verde scuro a nero)
Zinco, Cobalto e Rame (nero)
Maganese (II) (rosso)

Con Alluminio, Nickel (II), Stagno (II), Cromo (III) nessuna particolare reazione. Con Ferro (III) si ottiene un'intensa colorazione rosso sangue dovuta alla presenza dello ione tiocianato nel reattivo.

Solitamente i saggi con il reattivo di Montequi si fanno in piastra multipozzetto in porcellana bianca.
Per il saggio si possono utilizzare soluzioni madre di cationi (circa 1% in acqua) di solfato rameico, solfato di zinco, cloruro di cobalto, solfato di manganese. Si mescolano direttamente in piastra 1 goccia di soluzione cationica e due di reattivo. Il rapporto deve restare sempre 1:2, così, quando si pongono in piastra una goccia di Cu, una di Co e una di Zn, le gocce di reattivo dovranno essere 6.
Si mescola con bacchettina e si osserva il colore del precipitato ottenuto.

Altro non ricordo...per ora!
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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[-] I seguenti utenti ringraziano Dott.MorenoZolghetti per questo post:
Elettronvolt, Nexus, **R@dIo@TtIvO**, Rusty, jobba
wow... questa mi giunge nuova, ergo mi metto in silenzio ad ascoltare asd
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Questa di Carneade (pardon, Montequi...) non la sapevo.
Datemi il tempo di cercare una nuova piastrina di porcellana e di provarla.
Inoltre "Mescolare bene e lasciare a riposo almeno 5 giorni prima dell'uso" sa di chimica sperimentale old-style come piace a me!
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i buon vecchi complessi di una volta non li fanno più asd

deve esser davvero affascinante questo metodo
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Fatti oggi 50 ml di reattivo di Montequi :tossico: --> (NH4)2Hg(SCN)4
(Ne avrò per tutta la vita e oltre O:-) ma ha un nome che suona troppo bene: tetratiocianomercurato di ammonio! O_O )

Il complesso si forma con reazione discretamente esotermica ed è bello limpido; ora è là che riposa, in attesa della piastrina di porcellana...
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ottimo lavoro Al
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Allora... ho provato il reattivo di Montequi per i cationi detti da Moreno, aggiungendone qualche altro visto che c'era spazio sulla piastrina di porcellana. Guardando la medesima da sinistra a destra e dall'alto in basso, le sostanze analizzate con l'ammonio tetratiocianomercurato (nome-goduria!) sono state:

-zinco cloruro, rame cloruro, cobalto cloruro, stagno cloruro
-ferro III solfato, piombo nitrato, manganese solfato, zinco+rame cloruro
-cadmio solfato, ferro II formiato, cobalto+rame cloruro, prova in bianco

L'unica incongruenza con quanto detto da Moreno è la reazione col manganese, che non dà affatto una colorazione rossa ma un rosa pallidissimo con poco significato. Idem per il cadmio e il piombo (non citati). Lo stagno (anch'esso non citato) dà invece un bel grigio. Lo ione ferroso si colora di giallino pallido, ma basta una traccia di Fe III per mettere in azione il potente rosso del tiocianato. Poi un conto è vedere i colori dal vivo appena formati, un altro è come appaiono in foto. Per concludere, direi che il reattivo si inquadra solo come una bella curiosità storica, quando si era più di bocca buona (insomma, va d'accordo col mio lab!! asd )


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ottima prova pratica... davvero interessante (specie otticamente...)

hai una scrittura stupenda, davvero! mi piace...

attendiamo cosa dirà Moreno ;-)
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Il rosso del manganese era un vecchio appunto scritto da me sul mio libro di chimica analitica delle superiori...mi sa che lo devo cancellare...

Quanto ai colori rosati pallidissimi...direi potrebbero essere generati dalle tracce di ferro dei sali usati (generazione di tiocianato ferrico).

Lo stagno (II) l'avevo citato come negativo al saggio. Quel grigio credo (ma non ne ho la certezza) potrebbe essere dovuto alla riduzione del mercurio (II) a mercurio (0).

Interessante il giallo del sale di ferro (II)... credo però non sia un precipitato, ma un prodotto solubile...vero?
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Adesso che mi ci fai pensare convengo perfettamente che il grigio dello stagno (cloruro stannoso!) è quasi al 100% mercurio; comunque qualcosa di cromatico è successo!

Il giallo del Fe 2+ in realtà era molto meno giallo subito, ed è andato accentuandosi, probabilmente per ossidazione.
Confermo che non è un pp ma del tutto solubile.

Il rosato pallido potrebbe benissimo essere generato da tracce di Fe 3+ , vista la sensibilità del tiocianato.
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