La Birra fatta in casa: i primi passi... Barcollanti
Come per molti, anche per me la birra è un piacere della vita, e così, un giorno, ho deciso di provare a produrmela in casa invece di andare al supermercato per comprarla: nel mio caso, si tratta di una birra di tipo weizen, ovvero birra fatta con frumento ed orzo, invece di essere solo di orzo, come nelle comuni birre. Per quanto riguarda questo tipo particolare di birra, preferisco trattarlo poi a parte, in una discussione ad hoc, perché c'è molto da dire, e le birre fatte bene sono ben diverse da quelle che ho fatto io ;-)
Infatti intendo condividere con voi delle semplicissime metodiche, quasi primitive, per la produzione della birra, nella fattispecie "da kit pronto".

INGREDIENTI:
 
·      Malto pronto Urban Baviera Weizen 1,8 Kg (luppolato) – (Estratto di Malto di FRUMENTO, Estratto di Malto d'ORZO, estratto di luppolo, lievito in bustina. Puo' contenere tracce di FARRO, SEGALE, AVENA.)
·        6,3 g di Lievito liofilizzato in bustina
·        1 Kg di zucchero per il fermentatore
·        23 litri di acqua
·        X g di zucchero per le bottiglie
·        Oxisan, sanificante a base di Percarbonato di Sodio
·        Metabisolfito di Sodio, sanificante
·        Candeggina ACE, sanificante
 
MATERIALE:
 
·        Pentola con capienza 8 litri
·        Fermentatore da 25 l con tappo, rubinetto e gorgogliatore
·        Paletta
·        Termometro adesivo
·        Dosatore per zucchero per priming
·        Densimetro e cilindro per densimetro con base
·        Scovolino
·        Avvinatore per bottiglie
·        Tappatrice a colonna con boccole da 26 e 29 mm
·        Tappi a corona da 26 mm e 29 mm
·        19 Bottiglie da 0,75 litri riutilizzate
·        2 Bottiglie con tappo a gabbia da birra acquistata
·        5 Bottiglie con tappo a corona da birra acquistata
·        Caraffa in plastica da 3 litri
·        Bacinella capiente
·        Apri-barattoli
·        Mestolo in acciaio
·        Guanti in lattice
 
 
PROCEDIMENTO:
 
Sia bacinella che caraffa in plastica sono state deterse e sanificate con candeggina profumata ACE ed abbondantemente risciacquate con acqua calda fino a scomparsa dell’odore. Sono stati inseriti 6 litri di acqua nella pentola, e messa sul fuoco. Il barattolo col malto è stato messo per 10 minuti a bagnomaria in acqua calda di rubinetto, poi aperto con l’apribottiglie e versato nell’acqua bollente a fuoco spento, con risciacquatura del barattolo, quindi mescolato bene con un mestolo d’acciaio.
Viene aggiunto un Kg di zucchero, aspettato che si dissolvesse, quindi rimesso sul fuoco fino a ripresa della bollitura; nel frattempo, il lavandino è stato riempito di acqua fredda per raffreddare il mosto più velocemente. Una volta tolta dal fuoco, la pentola è stata immersa in acqua fredda cambiata più volte, mentre si è passati alla sanificazione della strumentazione. Usando i guanti, nella bacinella sono stati aggiunti 3 litri di acqua calda e 12 cucchiaini di metabisolfito di Sodio, quindi tutta la strumentazione escluso il fermentatore, in cui sono stati aggiunti 5 litri di acqua e 20 cucchiaini di MS; una volta aggiunto MS, è stato lasciato tutto a sanificarsi. Successivamente, è stato tutto sciacquato ed asciugato, quindi montato secondo istruzioni: nel gorgogliatore del tappo è stata aggiunta della grappa, mentre è stato avvitato il rubinetto e montato il densimetro manuale. Dopo una prima aggiunta di 5 litri di acqua fredda nel fermentatore, lo stesso è stato alloggiato in cantina (il fermentatore è stato chiuso per più tempo possibile durante le operazioni varie): è stato posizionato su tre mattoni coperti da del cartone, a 6,5 cm da terra.
Il mosto, dopo 1 ora e 30 minuti è stato aggiunto nel fermentatore, quindi, a più riprese, è stata aggiunta acqua fino a 23 litri, e dopo è stata misurata la densità iniziale, risultata:  di= 1.041 g/dl. Quindi è stato fatto riposare il tutto per 30 minuti.
Passati i 30 minuti, è stato aggiunto il lievito, prima lasciandolo qualche minuto sulla superficie del mosto, poi il tutto è stato agitato vigorosamente per 30 secondi con una paletta di plastica, quindi chiuso il coperchio, sigillato con dello scotch e lasciato a riposare per 11 giorni, a questo punto i guanti sono stati tolti; il materiale utilizzato è stato lavato con acqua calda e MS. Dopo 11 giorni è stato rimosso il nastro adesivo dal fermentatore.
 
Inizio Fermentazione: 17/10/2017 ore 13.00
28/10/2017 à parte del mosto è stato analizzato organoletticamente: presenta spiccato odore di lievito, moderato di alcol e leggero odore di malto non fermentato. Al gusto sono confermati gli odori. Il mosto non è ancora completamente fermentato.
31/10/2017 à parte del mosto è stato analizzato organoletticamente: moderato odore di lievito e di alcool, non è percettibile odore di malto (banana?). Al gusto sono confermati gli odori, presenta spiccata acidità e buona carbonatazione.
02/11/2017 à il fermentatore è stato spostato in un luogo più caldo, dopo aver sigillato con scotch il coperchio. Le condizioni organolettiche sono simili al precedente prelievo.
Fine Fermentazione: 06/11/2017 ore 10.00
 
La densità finale al 6/11/2017 è risultata: df = 1.008 g/dl
 
La gradazione alcolica (secondo la guida) all’imbottigliamento è risultata come:
%EtOH = (1041 – 1008) / 7,45
%EtOH = 4,4
 
 
IMBOTTIGLIAMENTO
 
Le bottiglie da 0.75 litri necessarie sono: 23 l / 0.75 l = 30.67 = 30 bottiglie (e il resto si butta). Da precedente esperienza, risultano 28 bottiglie reali, con avanzo di 2 litri, consistenti in: mosto fermentato estratto per densimetria/test vari, volume perso nell’ambiente, fondello rimasto nel fermentatore (strato di lieviti depositati sul fondo, che non andrebbe bene in bottiglia), volume residuo nel fermentatore che non può essere spostato tramite rubinetto, volume non esattamente corretto nelle bottiglie. Nella pratica sono state riutilizzate 19 bottiglie derivanti dalla scorsa birrificazione, più 7 bottiglie riutilizzate da birra acquistata (5 con tappo a corona, 2 con tappo a gabbia). La vasca di plastica è stata sanificata con candeggina ed acqua calda, ed in essa sono state poste le bottiglie, lavate sia dentro che fuori, quindi sciacquate e lasciate ad asciugare. Al giorno dell’imbottigliamento sono state sanificate, mettendo 4 litri di acqua calda con 16 cucchiaini di MS, quindi lavando e sciacquando; sono state quindi lasciate 15 minuti a scolare. Dopo aver aggiunto, grazie al misurino, lo zucchero nella quantità per bottiglie da 0,5 l, ogni bottiglia è stata riempita fino al segno, presente a 4,5 cm dal restringimento della bocca; successivamente ogni bottiglia è stata chiusa con un tappo a corona da 29 mm, grazie alla tappatrice a colonna, e contrassegnata con un numero progressivo, a partire da 1. Dopo una leggera agitazione, sono state poste in porta bottiglie in plastica, quindi in sacchi di plastica e posizionate in un luogo buio.
 
Inizio fermentazione in bottiglia: 06/11/2017

in allegato c'è il grafico con le temperature medie giornaliere a cui è stato sottoposto il mosto; la temperatura minima per la fermentazione era indicata come 18°C, cosa che, come si può notare dal grafico, è stata purtroppo superata. Sempre nel grafico, le barre di colore diverso indicano lo spostamento del fermentatore stesso: in verde il primo luogo, in arancione di transizione, in rosso il luogo definitivo. 

Tra un mesetto circa, farò il primo assaggio e vi comunicherò il risultato! Mi scuso per le innumerevoli imprecisioni, per la mancanza di dati più tecnici e soprattutto per la scarna descrizione delle azioni, alla prossima farò anche foto!


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[-] I seguenti utenti ringraziano Beefcotto87 per questo post:
luigi_67, NaClO, ohilà, Roberto
Bel lavoro.
Per il mantenimento della temperatura più costante possibile durante la fermentazione, pensai tempo fa di utilizzare un bagno ad acqua: si può indatti porre il fermentatore in una vasca più grande capace di contenerlo e utilizzare un riscaldatore per acquari: in quel modo si dovrebbe riuscire a tenere una temperatura costante e stabile al valore richiesto per tutto il tempo necessario.
Non ho mai provato a farlo ma penso che la cosa potrebbe funzionare.
Facci sapere cosa uscirà fuori... :-)

un saluto
Luigi
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[-] I seguenti utenti ringraziano luigi_67 per questo post:
Beefcotto87
Esatto Luigi, mi fu proprio consigliato quello! In alternativa, ci sono le serpentine riscaldanti apposite... L'unico problema del bagno d'acqua sono le dimensioni del fermentatore, che richiederebbe una vasca grandicella (ed io, di spazio, ne ho pochino xD).
Grazie per i complimenti, ma mi rendo conto di come sia un lavoro un po' grezzo ;-)
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Ma come niente foto ?
" Non veni pacem mittere sed gladium " - Mt 10,34
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Eh, purtroppo è stata una cosa "sincopata" colpa della salute e di impegni improvvisi :S
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