La fotografia dell'ambra fossile
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Il mio divertimento è ottenere il massimo possibile, anche con il minimo disponibile.
 
Prendiamo uno dei soggetti più difficili da fotografare, l’ambra fossile, e proviamo ad utilizzare un microscopio super economico, come quelli che si regalano ai ragazzini e dal costo di una decina di Euro.
 
Vediamo assieme come è possibile, con alcuni accorgimenti, ottenere delle immagini di qualità accettabile, pur con strumenti che, normalmente, vengono considerati solo dei giocattoli.
 
Il problema principale delle ambre risiede nella loro corretta illuminazione: la loro stessa forma ed il taglio, il colore più o meno accentuato, i difetti meccanici, creano mille riflessi che sottraggono luce al soggetto ed aggiungono invece tanti altri punti di luce che abbassano il contrasto e la risoluzione della nostra immagine.
 
   

 
In condizioni normali, come era da aspettarsi, salta fuori una schifezza. Assurdi i riflessi della corona di led che da l’illuminazione principale, orribile il riflesso di una luce estranea al set, probabilmente una finestra ed altre luci sparse ed incontrollate che disturbano il nostro soggetto.
 
Ora la corona di led sarà anche comoda se non abbiamo altro per illuminare, ma è una illuminazione totalmente errata e va usata solo se l’alternativa è il buio completo e quindi siamo nell’impossibilità di fotografare.
 
Allora, molto meglio spegnere i led ed utilizzare un faretto tipo Ikea, meglio ancora se ad intensità luminosa regolabile. Quello che otterremo è qualcosa di simile a questa foto:
 
   

 
Ancora, magari per motivi diversi, ma ancora una vera schifezza.
Questa volta quello che più disturba è l’ombra netta che l’unica sorgente luminosa proietta, inoltre c’è ancora il riflesso della finestra aperta e si è aggiunto un riflesso nuovo che è quello del faretto utilizzato.
Sembra proprio che il rimedio sia molto peggio della corona di led, invece siamo ad un passo dalla soluzione.
Quello che ci serve ora è il fondo di un bicchierino di plastica traslucida, tipo caffè o yogurt, a cui facciamo una apertura sul fondo ed una su una parete laterale, qualcosa di simile:
 
   

 
Il nome tecnico che si usa in Fotografia per un simile accessorio è “gabbia di luce” ed il suo scopo è quello di diffondere in modo uniforme la luce al suo interno.
Il nostro set fotografico diventerà quindi qualcosa di simile a questo:
 
   

 
Naturalmente non vedete l’ambra che sarà al centro, sotto al fondello di plastica bianca.
La luce dello spot entrerà nella “gabbia” da una parete laterale e poi comincerà a rimbalzare un po’ ovunque, sul pavimento, sulle pareti, dappertutto, eliminando così qualsiasi ombra ed attenuando qualsiasi riflesso.
Finalmente la nostra immagine appare ora pulita, con un buon contrasto e ben illuminata, nonostante l’utilizzo di una sola sorgente di luce.
Ombre e luci inopportune sono così state eliminate.
 
   

 
 
 
 
Un altro problema che incontriamo nel fotografare le ambre è nella loro forma, o meglio, nella posizione che ha una eventuale inclusione rispetto alla forma della pietra.
La maggior parte delle ambre viene lavorata a cabochon, quindi con una superficie semi sferica sopra ad una base piatta, ma non sempre l’inclusione risulta in posizione favorevole per essere fotografata.
 
   

 
In questo caso il soggetto da fotografare è proprio sulla costa della pietra, in una posizione che non ha alcuna possibilità di equilibrio.
Una soluzione molto pratica è allora l’utilizzo di una pinzetta fornita di manico, in grado di ruotare attorno al proprio asse. Può essere auto costruita con una molletta per capelli, una cicogna,  rubata alla moglie, oppure acquistata per pochi Euro. In ogni caso, vi consiglio di incollare alla sua base un disco magnetico, in questo modo se il piano del microscopio è in metallo, troverà sempre un saldo appoggio, altrimenti basta un qualsiasi pezzo di ferro per formare una base più che solida per lo scopo.
 
   

 
Questo semplice accessorio vi permetterà così di trattenere la pietra nella giusta posizione mentre fate la foto:
 
   

 
Eventualmente poi l’immagine può venire rifinita ritagliando il particolare o eliminando la vista del fermaglio.
 
 

Altro grosso problema delle ambre sono i difetti superficiali. L’ambra è un materiale abbastanza tenero, si riga con facilità, si spezza a seguito di urti, invecchiando in cattive condizioni di conservazione forma talvolta una fitta retinatura che avvolge la pietra togliendole la sua naturale lucentezza. Come possiamo eliminare questi difetti che ci precludono la vista del vero soggetto sottostante ?
 
   

 
Questa pietra è completamente coperta da abrasioni superficiali che mascherano le forme della inclusione che, in queste condizioni, si intravvede appena.
Un rimedio molto semplice a questo problema è quello di cospargere la pietra con un liquido molto fluido (deve penetrare facilmente nelle fessurazioni) e che abbia un indice di rifrazione il più possibile uguale alla nostra ambra. In questo modo il liquido penetra nelle abrasioni e le rende invisibili. Guardate il risultato di una sola goccia di questo liquido:
 
   

 
Penso che la differenza sia piuttosto evidente, anzi, ho lasciato apposta un paio di errori che ho fatto in quanto spiegano meglio quello che è avvenuto.
Con un contagocce ho depositato una sola goccia sopra alla zanzara. Il liquido è scivolato ed è passato sotto alla pietra bagnandola anche sotto, ne vedete il limite indicato dalle frecce rosse sulla sinistra. Ma, data la pendenza della pietra, non è andato sulla destra, era in salita, ed allora una parte delle abrasioni sono rimaste normalmente visibili, le vedete a destra, di nuovo indicate dalle frecce rosse.
Resta ora il punto principale: qual è il liquido che compie questo miracolo ?
Va benissimo del comune olio di semi, qualche goccia e le imperfezioni superficiali spariscono. Dopo l’uso, ricordatevi però di pulire per bene sia la pietra, sia la base del microscopio, perché essendo un prodotto naturale, tende a degradarsi nel tempo. A livello professionale si utilizza al suo posto dei prodotti sintetici altamente stabilizzati, tipo l’olio da microscopia o, ancora meglio, il benzoato di benzile.
 


Naturalmente, tutto quanto abbiamo detto per la fotografia delle ambre vale anche in senso generale, tutte quelle volte che i problemi fotografici sono simili.
Quindi sarà utile per i collezionisti di conchiglie, minerali, monete, ecc.


*yuu*
Andrea

URL: http://spazioinwind.libero.it/andrea_bosi/index.htm

Ogni oggetto ha la sua storia,
. . . io non vendo oggetti,
. . . . . . io racconto storie. (Enotria)
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RhOBErThO, ClaudioG., NaClO, Beefcotto87
Ciao,

per questo genere di reportistica ti consiglio una reflex con ottica per macro Tokina 100 ATX e illuminatore a led.

Un notevole salto di qualità.
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Ti ringrazio per il consiglio, ma forse ti sei perso la prima riga del post:


Citazione:Il mio divertimento è ottenere il massimo possibile, anche con il minimo disponibile.



*yuu*
Andrea

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Mario
Mea culpa, non ho letto le prime righe del post.

Però credimi, il salto di qualità sarebbe enorme e senza paragoni.

Con i tuoi soggetti verrebbero delle foto TOP.  si si
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