Libro: La doppia elica
Ne ho parlato a proposito della discussione su di un altro testo. Ora vorrei presentarvi questo libro che rappresenta un documento ormai ineluttabile del cammino scientifico dell'uomo. Scritto da James D. Watson nel maggio del 1968, divenuto negli USA un vero best-seller e immediatamente tradotto nelle principali lingue del Mondo, questo testo racconta l'emozionante scoperta della struttuta del DNA, "chiave della vita", come lo stesso Watson la definisce. Questa prima edizione (Garzanti) non è così rara, visto l'enorme successo, se sarete fortunati la troverete tra gli usati di qualche bancarella, così come è successo a me due anni fa. Altrimenti si trova come ennesima ristampa.
E' un testo che vi consiglio per la chiarezza dell'esposizione, per la ricchezza di aneddoti e per l'umanità con cui è scritto da un Watson ancora con i piedi ben piantati per terra. Ciò che scriverà dopo non godrà della stessa "innocenza".
In questa opera Watson parla di Crick, di Wilkins, di Bragg, di Huxley, di Crawford, di Franklin, di Pauling e di molti altri nomi illustri della scienza di quel tempo, ma sarebbe meglio dire, di tutti i tempi. Pagine, le loro, che hanno tracciato il solco in cui oggi si semina e a piene mani si raccoglie.
Non mi è possibile riassumere il testo in poche parole: vi invito piuttosto a leggerlo, la sera, nel letto, prima di spegnere la luce. Una volta iniziato, vi rimarrà difficile spegnerla.


AllegatiAnteprime
   
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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