Metodi di estrazione
Question 
Carissimi all' esame di sintesi in cui si delineano i vari metodi di isolamento e purificazione di un prodotto da un grezzo di reazione,si parla anche e sopratt di estrazione..........dal libro che sto usando (Vogel) mi si fa una distinzione netta tra ESTRAZIONE IN CONTINUO e in DISCONTINUO.........se vi dovessi dire la verità,la differenza ancora non l'ho capita.......potreste illuminarmi.....grz
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In un'estrazione discontinua si immette in un recipiente il grezzo e il solvente. Dopo un certo tempo di contatto e agitazione si lascia decantare o si filtra permettendo così al solvente, arricchitosi di soluto, di separarsi dalla fase solida.
E' un procedimento monostadio molto semplice e di solito richiede più passaggi (ognuno dei quali è sempre discontinuo) per estrarre tutto il prodotto.
Se l'estrazione viene effettuata in maniera continua, si usa un sistema che lavora in controcorrente. Il grezzo viene caricato in continuo e incontra il solvente in controcorrente. I due flussi (grezzo e solvente) vengono regolari in modo che il grezzo abbia una concentrazione di prodotto vicina allo zero. Questo sistema permette elevate produttività e lo si applica quando l'investimento impiantistico (per forza di cose più costoso) permette un ammortamento in tempi relativamente brevi.

saluti
Mario
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quimico, (Alfredo)
Se si parla di Vogel e di "esame di sintesi" presumo che si tratti di metodi di estrazione da laboratorio e non industriali.
In sostanza l'estrazione discontinua è quella che si esegue con un imbuto separatore: dopo aver aggiunto la prima porzione di solvente estrattore si agita, si lasciano stratificare le due fasi immiscibili e si separano la fase estratta da quella esausta. Sulla fase esausta si esegue una seconda, terza, ecc. estrazione ogni volta con porzioni nuove di solvente. È discontinua perchè dopo ogni estrazione è richiesto l'intervento dell'operatore per separare le fasi.

L'estrazione continua è quella che si esegue con apparecchiature tipo quella di Soxhlet.
L’apparecchiatura, una volta montata, esegue cicli di estrazione in modo continuo, sempre utilizzando la medesima quantità di solvente puro introdotta all’inizio nel pallone.
Il solvente è riscaldato nella pallone ed il vapore puro sale attraverso un tubo di bypass, unico percorso possibile, e raggiunge il corpo centrale dell’estrattore Soxhlet. Il vapore continua a salire fino ad un refrigerante a bolle montato verticalmente dove condensa cadendo goccia a goccia nel contenitore (detto ditale) che contiene il campione pesato dal quale si vuole estrarre una sostanza. Questo ditale è poroso, in modo da lasciar passare all’interno il solvente e agisce anche da filtro evitando che il materiale blocchi il tubo del sifone: nel ditale entra il solvente ed esce la fase estratta, cioè una soluzione del composto estratto disciolto nel solvente estrattore.
Quando il livello del liquido nell’estrattore Soxhlet raggiunge lo stesso livello della parte superiore del sifone, la fase estratta ricade nel pallone.
Da questo evapora di nuovo solo il solvente (in quanto molto più volatile del soluto in esso disciolto) ed il ciclo ricomincia.
Il risultato finale è che il campione nel ditale è sottoposto ad un ripetuto ciclo di estrazioni multiple sempre con solvente puro, e questo rende il processo molto più efficiente rispetto ad un’estrazione singola, nella quale la concentrazione del soluto estratto dal solvente aumenta costantemente, giacché forma uno strato che ne impedisce progressivamente la liberazione della matrice.
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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buonocore10
Luicap hai capito xfettamente ciò che mi interessava....semplicemente grazie.....ps posso disturbarti in seguito x altri chiarimenti qualora ne avessi bisogno???....grazie
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Sarebbe grave se dopo 41 anni che insegno queste "robe" non capissi una domanda di uno studente!!!!!!!!!!!!!!!
Chiedi pure, ma sono certa di non sapere tutto :-)
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
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(Primo Levi)


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