Perchè gli elettroliti deboli si dissociano solo parzialmente?
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Mi rendo conto che la dissociazione "più o meno" parziale di un elettrolita non è qualcosa di assoluto, in quanto in generale tutti gli elettroliti tendono a dissociarsi sempre di meno per concentrazioni crescenti, e sempre di più nelle soluzioni via via più diluite, nelle quali la maggiore dispersione degli ioni del soluto riduce le possibilità di interazione fra essi. Tuttavia si trova che, considerando valori di concentrazione discreta come ad esempio 0,1 N, un elettrolita forte è sempre più dissociato di un elettrolita debole a parità di concentrazione. Ma cosa fa sì che alcuni elettroliti (quelli forti) si dissocino completamente in corrispondenza di valori discreti di concentrazione, e che quelli deboli siano in grado di farlo solo in soluzioni molto diluite? Cioè perchè ciò accade per valori di concentrazione cosi diversi fra le due categorie? Ho pensato che ciò avesse a che fare in qualche modo con il concetto di attività, ma ho visto che il coefficiente di attività di una specie in soluzione dipende esclusivamente dalla carica dell'anione e del catione e dalla concentrazione molare, non dalla sua natura: infatti una soluzione 0,1 M di HCl e una soluzione 0,1 M di CH3COOH (in entrambi i casi la carica cationica è +1 e quella anionica -1) dovrebbero avere lo stesso coefficiente di attività, sebbene sia noto che l'HCl in tali condizioni sarà di sicuro più dissociato dell'acido acetico. Se qualcuno riuscisse ad illuminarmi gliene sarei grata ^^
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Il grado di dissociazione dipende da vari fattori:

- dalla natura dell'elettrolito. Poichè ogni elettrolito è in fin dei conti una molecola i cui atomi sono tenuti assieme dalla forza dei vari legami chimici, va da sè che l'appartenere alla categoria dei "forti" o "deboli" dipende dal legame e dall'interazione con il solvente.

Gli elettroliti forti, a differenza di quelli deboli, sono fortemente dissociati anche se la soluzione è piuttosto concentrata.

- dalla diluizione. Il grado di dissociazione aumenta con il procedere della diluizione e qui il ruolo del solvente è fondamentale in quanto diluendo aumentano i fenomeni di solvatazione. Gli elettroliti deboli non sfuggiono a questa condotta, tuttavia anche a forti diluizioni la dissociazione rimane limitata.

Vediamo qualche esempio:

Il cloruro di sodio, un elettrolito forte, è dissociato per il 94% in soluzioni 0,01M. Diluendo di 10 volte, la percentuale aumenta al 98%.

L'acido acetico, nelle stesse condizioni passa dal 4 all'11%.

Anche il ruolo del solvente è determinante. Per l'HCL in soluzione acquosa allo 0,01M la dissociazione raggiunge il 97%, ma se il solvente è il benzene a stento si arriva all'1%.

- la temperatura. Solitamente la dissociazione è un processo endotermico, ragione per cui un aumento di temperatura non fa che incrementare la dissociazione.



saluti

Mario

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