Piastra riscaldante regolabile
Questa discussione nasce da un problema riscontrato nell'uso della piastra riscaldante per la distillazione. Al mi ha fatto notare che serve un circuito che utilizza un triac per regolare la temperatura perché un semplice potenziometro si fonde subito!
Ho aperto la mia piastra con "regolatore" e ho scoperto che all'interno ci sono solo questi due componenti: uno switch termico TE216 (eccolo QUI) dati: 10A 250V 216°C e quello che immaginavo fosse una resistenza variabile, ma poi sono andato a verificare con il tester ed è solo uno switch on/off un po' camuffato [Immagine: dsc0001p.th.jpg] nel cerchio a sinistra si ve dove va messo i cavi mentre in quello a destra è evidenziato il punto di contatto di quando si gira la manopola. Adesso mi chiedo perché con durante il mio test con il termometro quando era al minimo è arrivato solo a 170° (e questo torna perché la hold temperature è di 178° e all'ora ha staccato fino ad arrivare a 90°), il problema è che quando ho messo la manopola al massimo è arrivato a oltre 280°, perché non è scattato lo switch termico? azz!
Cmq adesso pensavo di fare questo benedetto circuito regolatore, purtroppo non ho la minima idea di come debba essere realizzato... qualche consiglio o qualche schema che avete già sotto mano? O:-)
la piastra ha questi dati: 230V 50Hz 1500W
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
sito web; canale YT
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Adesso si vede bene!
E' un normale termostato a lamina bimetallica settata da un pistoncino, che lavora appunto OFF-ON :-S
Eventualmente ti cerco uno schema di un regolatore a TRIAC; però nel tuo caso non è semplice perchè hai da regolare un kilowatt e mezzo! O_O , quasi come una lavatrice azz!
Tieni presente che un mantello riscaldante per palloni da un paio di litri ha solo 5-600 W.
Puoi provare a cercare un varialuce in un negozio di elettroforniture (ti costa forse meno che farlo, se vuoi fare un bel lavoro...) dicendo che devi regolare un carico di 1500 W dal minimo al massimo.
Poi tari la manopola in funzione della T°, aspettando lo stabilizzarsi della stessa.
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In casa ho delle luci con il variatore, quindi sentirò il mio elettricista che le ha installate e quasi quasi ne prendo 2 on ordini di grandezza diversi e le metto in serie così per avere una maggiore accuratezza... e poi me lo taro per bene!
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
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(2009-12-04, 16:31)theiden Ha scritto: In casa ho delle luci con il variatore, quindi sentirò il mio elettricista che le ha installate e quasi quasi ne prendo 2 on ordini di grandezza diversi e le metto in serie così per avere una maggiore accuratezza... e poi me lo taro per bene!

NON puoi mettere in serie i variatori di luce (e nemmeno in parallelo)!!
Un regolatore a TRIAC è un circuito completo, non una resistenza o un condensatore... e non si può trattare alla stessa stregua asd (e attenzione alla potenza: 1,5 KW sono tanti, non tutti i varilight li reggono!).
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ho visto in giro un video di un tizio che si è fatto un agitatore magnetico riscaldato, usando la tecnica illustrata da mittexx della ventola da pc con il magnete.
l'unità di riscaldamento è costituita da una piastrina ad effetto peltier.

ora, sebbene tali dispositivi consentano di raggiungere temperature piuttosto esigue (dubito che possano andare oltre i 60 gradi) è anche vero che molte volte possono anche bastare.
inoltre è possibile invertire la polarità ed avere una piastra raffreddante, anche a temperature inferiori allo zero.

il controllo è molto semplice perchè legato alla differenza di potenziale e il costo di tali piastine ad oggi è veramente abbordabile.
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(2009-12-04, 19:24)mordr3d Ha scritto: ...inoltre è possibile invertire la polarità ed avere una piastra raffreddante, anche a temperature inferiori allo zero...

Avere una piastra raffreddante in senso classico ("ci appoggio sopra il becker") è possibile, ma solo in teoria (o con enormi complicazioni pratico-esecutive).
Perchè una superficie della Peltier raffreddi occorre che l'efficienza del contatto termico sia perfetto da entrambe le parti e che la faccia opposta alla raffreddante sia dotata di un efficientissimo radiatore di calore. Non è possibile semplicemente invertire il senso della corrente nella piastrina sic-et-simpliciter, pena la bruciatura della stessa in un minuto. Puoi vedere altre notizie, se vuoi e se non l'hai già fatto, in "Peltier cooler" in questa stessa sezione del forum.
D'altra parte non ha nessun senso (a meno che non la si voglia proprio bruciare o in casi eccezionali) usare una Peltier per riscaldare, quando basta una banale resistenza, che ha un rendimento termico del 100% a tecnologia zero! Rolleyes
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si, ho omesso quei dettagli perchè credo siano impliciti nell'uso di una piastra peltier.
la mia idea era appunto quella di fare un sandwich con due dischi di rame spesso almeno mezzo centimetro usando una pasta conduttiva (quella che si usa per i dissipatori delle cpu)

indubbiamente per riscaldare è meglio una resistenza, ma se non si necessita di temperature elevate e se può essere comodo avere la possibilità di gestire la temperatura in tutte e due le direzioni, credo che sia una soluzione da non trascurare.

inoltre se consideriamo che il succitato agitatore magnetico è fatto con una ventola, direi che questa tornerebbe molto utile nel gestire la dissipazione del calore sulla faccia calda della piastina (a limite si monta sotto un dissipatore lamellare da CPU)

io con le opportune accortezze e in condizioni particolari, ho portato una piastrina peltier a -70 gradi.
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(2009-12-04, 23:30)mordr3d Ha scritto: ...io con le opportune accortezze e in condizioni particolari, ho portato una piastrina peltier a -70 gradi.

Puoi essere più preciso a tale riguardo? (Hai raffreddato la parte calda con CO2 o simili per ottenere il giusto delta-T°?)

Ci sarebbe da discutere sull'uso delle Peltier, ma da prove fatte sono piuttosto scettico; non sul sistema in sè (che è interessantissimo), ma sul reale-effettivo-pratico utilizzo per la costruzione di una piastra efficiente. Per quanto riguarda l'agitatore con ventola (che ho provato) esso funziona abbastanza decentemente senza pretese, ma va subito in tilt se la viscosità del liquido è appena sopra la norma, come spesso accade.
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si ho usato del ghiaccio secco per raffreddare la faccia calda e un bel po di polisitolo per isolare il tutto.

in merito all'utilizzo in ambito chimico, non mi sbilancio più di tanto. la chimica è una branca collaterale al mio hobby che è la fotografia.
mi è sempre piaciuta, l'ho sempre studiata con grande passione a scuola ben oltre i libri, ma sono perfettamente consapevole di avere appena una infarinatura, rispetto a molti di quelli che frequentano questo forum.

il che a mio parere è un vantaggio, poichè la diffusione avviene in modo più efficente in presenza di grandi differenze di concentrazione :-)

in merito all'efficenza con i liquidi viscosi, credo dipenda da due fattori:
1: ste ventole non hanno una grande potenza, per fermarle basta davvero sfiorarle.
2: proprio per la scarsa potenza, bisogna aumentare la distanza tra i magneti, altrimenti l'attrazione farebbe da freno e la ventola non ce la farebbe nemmeno a partire. con un motore più potente, si potrebbe avvicinare un pizzico i magneti e aumentare così l'intensità del vincolo magnetico. questo permetterebbe al sistema di funzionare anche con liquidi viscosi.
tale distanza andrebbe ergolata in modo molto critico con aggiustamenti molto piccoli al fine di ottimizzare al massimo il sistema.
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(2009-12-05, 00:11)mordr3d Ha scritto: ... il che a mio parere è un vantaggio, poichè la diffusione avviene in modo più efficente in presenza di grandi differenze di concentrazione :-)

Buono il ragionamento...! ;-) ;-)

Per quanto riguarda gli agitatori, ti ho già risposto in "motore lento" su come trovare la soluzione.
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