Preparazione AsI3
La preparazione di questo alogenuro è abbastanza semplice, ma richiede due imprescindibili precauzioni: una è legata alla tossicità dell'As, l'altra alla necessità di lavorare in ambiente con meno umidità possibile, vista la velocità con il quale idrolizza.
Si parte da As4O6 in soluzione fortemente cloridrica e poi si aggiunge KI.
Avviene la reazione:
As4O6 + 12HCl + 12KI ==> 4AsI3 + 12KCl + 6H2O
La succesiva purificazione avviene mediante cristallizzazione in CS2.

Procedura:

Preparare le seguenti soluzioni:
A) 2,5 g di KI in 2,5 mL di acqua
B) 0,5 g di As2O3 in 8 mL di HCl concentrato al 37%. Mescolare con ancoretta magnetica. A freddo quasi tutto passa in soluzione.

Scaldare la soluzione B (a circa 60-70 °C) in una provetta con tappo e nel contempo agitare mediante ancoretta magnetica. Aggiungervi a gocce la soluzione A anch’essa calda. Si forma un precipitato arancione. Lasciare reagire per un paio di minuti sempre sotto agitazione, ritappare e lasciare raffreddare. Il precipitato decanta piuttosto rapidamente.

[Immagine: mkit115zalvgy6g22g0_thumb.jpg]

Filtrare su setto poroso in vetro lavando a freddo con poco HCl al 25%. Aspirare bene in modo che il prodotto sia il meno umido possibile (ma non secco, la presenza di poco HCl rallenta l'idrolisi).
Trasferire subito il prodotto in un contenitore ben tappato, perché l’umidità dell’aria tende comunque a decomporlo.
Si ottiene così AsI3 di colore rosso-arancio contenente ancora cristalli di KCl, come si nota chiaramente nella seguente foto.

[Immagine: 3i6jrq1uj6jdauatu4jf_thumb.jpg]

E’ consigliabile procedere ad un’ulteriore purificazione mediante cristallizzazione. A tale scopo si scioglie il tutto in CS2 (circa 12 ml) a bagnomaria (attenzione a non superare il p.e. del solvente!). Si decanta rapidamente la soluzione di colore rosso scuro e la si trasferisce in una provetta. Con il raffreddamento si separano sulle pareti e sul fondo i cristalli rossi di AsI3.
Si travasa la soluzione rosso scura contenente ancora molto AsI3 (per evaporazione del solvente se ne recupererà parecchio) in un'altra provetta.
In questo modo si possono osservare al meglio i cristalli appena ottenuti.

[Immagine: 0z9nyjekw492e67nsq8_thumb.jpg]

saluti
Mario
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I cristalli ricordano molto la vanadinite!
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Stupendi i cristalli. E interessante sintesi, come sempre...
È sempre un piacere e un onore leggerla.
Buon 1° maggio.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Mario
Non soltanto subisce (seppur lentamente) l'effetto dell'acqua, ma anche quello dell'ossigeno atmosferico. Cede infatti gradualmente iodio e restituisce l'ossido. Può essere più agevolmente cristallizzato da benzene, cloroformio, acetone, toluene e xilene, evitando di dover impiegare il solfuro di carbonio. Altra cosa da tenere presente che lo ioduro non è poi così poco solubile in acqua: un grammo si scioglie completamente in 12 mL di acqua, generando una soluzione intensamente gialla.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Aggiungo una nota che mi pare interessante.
L'AsI3 era uno dei costituenti del liquore o soluzione di Donovan, del quale nientemeno che il The Lancet(!) tesseva le lodi nel lontano 1857. Si citava il caso di un fanciullo guarito da una grave forma di psoriasi guttata eruttiva grazie proprio all'applicazione di quello che la nota rivista chiamava alternativamente come liquor hydriodatis arsenici et hydrargyri.

Ecco la sua composizione: AsI3......0,1g , HgI2.........0,2g , KI........2g , acqua........60g.

Naturalmente e come sempre le notizie che scrivo hanno carattere esclusivamente storico e scientifico e non vogliono essere ne vantare alcun incitamento al loro uso.

saluti
Mario
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quimico
Evaporando lentamente la soluzione in CS2 si ottengono cristalli di AsI3 con dimensioni maggiori, alcuni dei quali di forma esagonale:

[Immagine: axjitb456a2zbuhqnc43_thumb.jpg]

saluti
Mario
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