Reazioni collaterali - breaking bad
Volevo segnalarvi un recente telefilm "parzialmente" uscito in Italia, a base di chimica.
"Breaking bad" il titolo, reazioni collaterali.

Da wiki: Walter White (Bryan Cranston) è un professore di chimica in una scuola superiore del Nuovo Messico. Quando gli viene diagnosticato un cancro non operabile ai polmoni con una aspettativa di vita di due anni, decide di sfruttare le sue conoscenze chimiche per cucinare metanfetamine e, con l'aiuto di un suo ex-studente Jesse Pinkman, diventa uno spacciatore di alto livello nel tentativo di assicurare un futuro economico alla sua famiglia.

La trama non è scontata, anzi dal punto di vista morale lascia degli spunti interessanti: se sapeste che morirete a breve, fareste qualcosa di illegale pur di permettere alla vostra famiglia di vivere degnamente? Anche perchè per un chimico non è così diverso sintetizzare indometacina invece che amfetamine o simili...

Mia opinione: consigliato ai chimici e non solo per i temi trattati. Sconsigliato per il modo in cui nel telefilm si fa la chimica: in una scena si vede una distillazione con un allihn come refrigerante orizzontale...asd E neppure collegato ai tubi dell'acqua! azz!
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Se vogliamo fare una discussione sull'etica accetto volentieri.
Asserire che per un chimico sintetizzare anfetamine illegali o farmaci è in sostanza la stessa cosa...va molto oltre la buona ragione. Così pure pensare che il fine possa giustificare i mezzi. Un'azione illecita resta illecita anche se compiuta in vista di un fine buono. E una cosa buona, ottenuta per il tramite di una cattiva, non rende merito all'autore dell'azione. Se rapino una banca e dò ai poveri il bottino, resto comunque un rapinatore.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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(2010-05-28, 19:59)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Se vogliamo fare una discussione sull'etica accetto volentieri.
Asserire che per un chimico sintetizzare anfetamine illegali o farmaci è in sostanza la stessa cosa...va molto oltre la buona ragione.

Concordo, ma mi sono male espresso. *Hail*
Intendevo dire che la chimica organica è quella, quindi le stesse reazioni che portano alla sintesi di un farmaco sono le stesse che portano a molecole illegali quindi la distinzione non è sul piano chimico, ma applicativo (viene dopo la sintesi). Ricordo un interessante brano di Primo Levi (dal Sistema Periodico) che raccontava di come la produzione di un cosmetico necessitasse di un composto presente nel guano; ora, se le signore avessero saputo qual'era il materiale di partenze sicuramente sarebbero rimaste schifate, ma agli atomi questo non importa. Trovo infinitamente romantico e commovente, in questo senso, quell'aforisma della legge della conservazione di massa "...tutto si trasforma...". In questo senso era da intendere, in senso chimico, non "applicativo", sia intesi!

Sulla seconda parte concordo, anche se credo che quando ci si trovi in determinate situazioni non sia prevedibile il nostro comportamento. Mi spiego con un esempio: sono contrario alla pena di morte, ma ciò non toglie che se un ubriaco/drogato al volante mi mandasse al creatore la famiglia, non sarei io il primo a sparargli. Con ciò voglio dire che noi a freddo abbiamo determinati principi, ma a caldo queste idee sarebbero ancora valide? Questo tema è preponderante nel telefilm.

Spero di aver chiarito ciò che intendevo, e chiedo scusa se ho mal espresso alcuni importanti concetti.
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(2010-05-28, 19:01)Fluoro9 Ha scritto: ... diventa uno spacciatore di alto livello nel tentativo di assicurare un futuro economico alla sua famiglia...

... e quella famiglia, poi rimasta orfana ma ricca, vivrà a lungo felice e tranquilla grazie alle prodezze "a fin di bene" del povero protagonista... Ovvero, sempre alleluia al dio denaro *Hail* : degli altri, che magari ho rovinato, chi se ne frega?
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Non mi pare sia paragonabile la situazione con uno che ti ha ammazzato la famiglia; il contesto e le implicazioni psicologiche sono assolutamente diverse e molto lontane, sia a caldo che a freddo! :-/
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(2010-05-28, 23:15)al-ham-bic Ha scritto:
(2010-05-28, 19:01)Fluoro9 Ha scritto: ... diventa uno spacciatore di alto livello nel tentativo di assicurare un futuro economico alla sua famiglia...

... e quella famiglia, poi rimasta orfana ma ricca, vivrà a lungo felice e tranquilla grazie alle prodezze "a fin di bene" del povero protagonista... Ovvero, sempre alleluia al dio denaro *Hail* : degli altri, che magari ho rovinato, chi se ne frega?
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Non mi pare sia paragonabile la situazione con uno che ti ha ammazzato la famiglia; il contesto e le implicazioni psicologiche sono assolutamente diverse e molto lontane, sia a caldo che a freddo! :-/

Non so se sia paragonabile o meno, grazie a dio sono situazioni che non mi sono mai toccate, e spero non tocchino a nessuno. Non so cosa farei io (e non voglio saperlo!). Ma il punto è un altro: certamente però dev'essere una situazione terribile, qualcosa che "veramente" mette alla prova le nostre convinzioni: dalla religione, in primis, e poi tutto il resto; c'è chi non cambia, chi cambia donando agli altri ciò che gli resta, e chi cambia come nel telefilm.
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(2010-05-29, 07:41)Fluoro9 Ha scritto: ... c'è chi non cambia, chi cambia donando agli altri ciò che gli resta, e chi cambia come nel telefilm.

Giusto! E noi, ancora fortunati, diciamo la nostra... ;-)
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Sì, mi era chiaro quello che volevi dire. Non scusarti, non è davvero il caso, si discute...tutto qui.
L'allantoina (se non ricordo male...Rolleyes) è certamente la stessa, che derivi dal guano o meno. Beviamo continuamente e ciclicamente l'acqua contenuta nella nostra urina, per non parlare dell'azoto fecale immagazzinato degli spinaci che sto cucinando proprio ora. Questo però non è attinente alla discussione. Il chimico si presuppone provvisto della ragione, quindi applica le sue conoscenze sul governo (sul "buon governo" direbbe il Cavaliere!) delle leggi di natura. Però, se applica la sua scienza per fare "male", allora non è tanto da lodare il suo operato.
Similmente, un uomo che avendo avuta distrutta la famiglia da un pirata della strada, pretendesse di farsi giustizia sopprimendo il meschino autista, sarebbe a sua volta peggiore della sua vittima. Dove sta la maggiore negatività? Nella predeterminazione dell'atto. Il chimico che per sbaglio sintetizzò la dietilamide dell'acido lisergico non è un bruto, mentre è certamente infame il chimico che produce coscientemente (in "scienza e coscienza) dell'ecstasy e poi la offre a tuo figlio, in discoteca. Oppure no?
Perchè poi tuo figlio sale in auto e guida sotto l'effetto della sostanza e tira sotto bimba e moglie di un uomo che si trova per caso a camminare sulla sua strada. Lo ammazzeresti ancora l'autista di quell'auto? Credo di no.
La morale?
E' bene formarsi una coscienza a freddo, da usare nei momenti in cui la lucidità di giudizio viene meno e prevalgono le bufere interiori sospinte delle emozioni. Questo discrimina l'uomo dagli altri animali: la ragione.

Scusa se mi sono dilungato...anzi credo di aver bruciato gli spinaci...azz!
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(2010-05-29, 10:50)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Dove sta la maggiore negatività? Nella predeterminazione dell'atto.

Questo è davverio un concetto molto bello, ma forse troppo poco "intuitivo". Sarebbe bello se tutti avessimo una non-limitata concezione del rapporto causa effetto: voglio dire, se bevo ubriaco non è colpa della fatalità che succede l'incidente ("si vede che era destino"), o meglio, sarà anche colpa della fatalità ma buona parte la giocano anche l'etanolo e il thc in circolo nel sangue, di cui l'assunzione è però volontaria.
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Non so se ho ben capito...
Comunque l'ubriaco alla guida della sua auto non ha l'intenzione di investire la famigliola. Non si mette al volante con quella precisa intenzione. Magari lo ha già fatto venti volte ed è giunto a casa senza fare danni. E' imprudente, questo sì. E' un alcolizzato, è un drogato, certamente, ma non ha intenzione di nuocere, forse neppure a se stesso.
Il chimico che sintetizza l'ecstasy lo fa sapendo bene di nuocere. Trae profitto dal suo sapere, lucra sulla vita degli altri uomini.
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(2010-05-29, 11:12)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: E' un alcolizzato, è un drogato, certamente, ma non ha intenzione di nuocere, forse neppure a se stesso.

Posto che non abbia l'intenzione di nuocere, il rischio che succeda qualcosa di brutto aumente moltissimo se è alcolizzato/drogato, quindi, a parer mio, incidenti che si verificano perchè il guidatore è in condizioni fisiche e mentali volontariamente alterate sono da classificare come omicidio colposo, a prescindere dall'intenzione non cattiva.

Per quanto riguarda il discorso del chimico, concordo!
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