Rilevare % NPK
Ciao a tutti, colgo l'occasione del primo post per presentarmi, sono un profano ed ultimamente mi sono trovato a dover affrontare dei problemi chimici per un progetto che sto creando.. Ho pensato di chiedere con voi, esperti o appassionati..meglio ancora tutte e due.
Chiedo scusa in anticipo per eventuali inesattezze concetti incorretti.

Sto creando un sistema di fertirrifazione automatizzato e vorrei sapere che variabili devo poter monitorare per stabilire come portare il pH di una soluzione al valore ottimale. Conosco il ph e l'ec dell'acqua fertilizzata e conosco quello dell'acido da aggiungere.
Secondo problema che sinceramente mi lascia molti più dubbi è: in una soluzione dove gli elementi principali sono N P K, ho modo di sapere in che quantità sono disciolti quindi regolare le fertilizzazioni in base ai reali fabbisogni di una pianta?
Il tutto andrebbe integrato in un sistema automatico quindi mi servirebbe un metodo elettronico (mi pare esistessero delle cartine per fare quel tipo di test).

Vi ringrazio per ora per dubbi o domande sono qua
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Ci si presenta nell'apposita sezione.
Per richieste di questo genere esiste, anche in questo caso, una sezione apposita. Non certo questa.
Regolamento non si legge?
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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ops, la sezione presentazione non l'avevo vista, ho rimediato..per quanto riguarda il 3d non saprei proprio dove postarlo scusami, se me lo dici lo cancello e ricreo.
grazie
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Tranquillo, lo sposteranno mi sa.
Sinceramente, non saprei che consigliarti per il tuo problema.
Forse, avrai risposta da qualcuno più adatto :-D
Saluti
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Prima però ci deve spiegare cos'è la fertirrifazione.

Salti
Mario
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Penso intendesse fertirriGazione *Si guarda intorno*
L'evoluzione degli impianti di irrigazione ha portato ad una localizzazione dell'acqua più precisa e più efficiente ed il volume di terreno bagnato, in cui si sviluppa l'apparato radicale, è diventato limitato e molto intensivo, pertanto la concimazione controllata e mirata è una necessità. L'incorporazione dei fertilizzanti nell'acqua e la loro somministrazione con l'impianto d'irrigazione, chiamata fertirrigazione, serve a realizzare questo obiettivo.

http://cespevi.it/art/fertirr.htm
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Irrigazione con acqua fertilizzata;in pratica si agiunge acqua fertilizzata in un sistema chiuso, la pianta assorbe (tralsciando i microelementi) i 3 nutrienti fondamentali, N P e K. In genere dopo qualche tempo si cambia tutta l'acqua e si ripristinano i valori ottimali di ph e riaggiunge il fertilizzate.
Il mio progetto consiste nel creare un sistema continuo dove non si sprechi mai acqua, ma analizzando la presenza dei 3 minerali nella soluzione la si possa ri bilanciare.
Ora, so che esistono sonde per ph, sonde per ec (conducibilità elettrica) ma quest'ultimo è solo un valore "totale" del grado di saturazione; non esiste un modo per sapere nello specifico cosa c'è nella mia acqua?

Grazie Pietro

p.s. scusate ancora la svista di prima, ci tengo a rispettare le norme per una civile convivenza e per poter attingere dalla magnifica realtà dei forum.
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Ai nutrienti fondamentali bisognerebbe aggiungere calcio e magnesio.
Per quanto riguarda l'azoto è necessario fare distinzione tra ammoniacale e nitrico.
Se ci aggiungiamo il pH arriviamo a sette parametri da controllare. Ma non basta ancorain quanto si sarebbero anche i controlli della contaminazione batterica e fungina. E ancora non abbiamo parlato dei micronutrienti.
Controllare tutta questa roba diventa un problema di costi e di spazio: temo che costi più la salsa che il pesce.

Dimentichiamo per un attimo il fattore costo.
Ci sono due modi (i meno onerosi) per affrontare il problema. Quello con elettrodi ionospecifici e con un'analisi chimica semiquantitativa.
Con i primi si possono analizzare il pH, il potassio, magnesio, calcio, nitrati, ammonio.
Le allego un link ad un file che spiega in modo introduttivo l'argomento: http://www.acdm.it/dettaglio_prodotto.php?id=101
L'analisi chimica semiquantitativa, ovvero determinare in modo approssimativo la concentrazione di un dato analita, si può fare in due modi: con le cosidette cartine e con metodi tradizionali da homelab.
Il primo è attraente ma non economico. Prendiamo il caso dei nitrati, tanto per fare un esempio. Una confezione di cartine può arrivare a costare oltre 40 euri per 100 strisce reattive. La precisione è spannometrica.
Ci sono poi i kit, ma anche qui il costo non è poco.
Rimane forse conveniente farsi i reattivi in casa partendo da reagenti per analisi. L'investimento iniziale è alto, ma poi di analisi se ne possono fare davero tante. Per contro richiedono conoscenze chimiche non banali e tanta abilità manuale.


saluti
Mario
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