Un diamante è per sempre
E' sempre un piacere spigolare tra le pagine dei quotidiani alla ricerca dell' articolo insolito o curioso.
Indubbiamente quello comparso stamane su La Stampa, oltre ad avere i requisiti pocanzi elencati, ha forte attinenza con la nostra materia prediletta, coinvolgendo in un solo colpo chimica organica, trasformazioni di fase, forme allotropiche e tanta tecnologia.
Ah, dimenticavo di inserire le ripercussioni in campo spirituale, così non manca niente.

Riporto l'articolo integrale (sperando di non violare alcuna legge):

A riaccendere l’attenzione ci pensa ora un disegno di legge del senatore Carlo Giovanardi, che propone di vietare la «diamantizzazione», estendendo il reato di vilipendio di cadavere. L’iniziativa non è sfuggita all’attenzione di Mendizza. «Il senatore - dice - forse non ha capito bene lo spirito dell’iniziativa. Per noi, la cosa peggiore è l’abbandono dei defunti. Intendo i nostri cimiteri, luoghi senza alcuna grazia, inadatti ad accogliere i nostri cari. Peggio ancora per la dispersione delle ceneri in aria. Capisco l’aspetto romantico, ma siamo agli antipodi. Il defunto deve essere sempre con noi, in un diamante che portiamo al collo o al dito». E mentre parla, indica un diamante che porta al collo: «È mia madre».  

 
A sette anni dal lancio dell’iniziativa in Italia, si può azzardare un primo bilancio. Il cliente-tipo di Algordanza è una donna, di buona o ottima cultura, non necessariamente di alta classe sociale. Vive rigorosamente nel Centro-Nord. C’è stato un unico caso in Sicilia, l’eccezione che conferma la regola.  
 
In tanta ritrosia italica, c’entra sicuramente l’aspetto economico: l’operazione di trasformare in Svizzera le ceneri del defunto costa 14 mila euro se si richiede un diamante da 1 carato, 4 mila se si vuole il diamante più piccolo da 0,3 carati. Ma la questione è innanzitutto culturale. Gli italiani evidentemente non se la sentono di fare questo tipo di salto nella tecnologia. «Ormai - racconta ancora Walter Mendizza - abbiamo accumulato una certa esperienza. Di fronte alla nostra proposta, gli italiani si dividono radicalmente tra entusiasti e inorriditi. Una via di mezzo non c’è».  
 
Gli entusiasti sono quelli che vedono nella «diamantizzazione» l’occasione per non dimenticare i loro cari. Per averli sempre con sé, in senso letterale. La stragrande maggioranza di chi ha stipulato un contratto con Algordanza ha scelto il formato del diamante da anello. Gli inorriditi, al contrario, sono quelli che vedono un immondo commercio nel procedimento di Algordanza. Una macabra operazione commerciale. L’ennesimo insulto che la tecnologia lancia contro i buoni sentimenti.  
 
«Polvere sei e polvere ritornerai», dice la Bibbia. La religione cattolica prevede non a caso la cerimonia delle Ceneri come atto di contrizione. Non era previsto che nel Terzo Millennio la polvere, ossia la cenere umana, attraverso un complesso procedimento che la trasforma prima in carbonio e poi in grafite attraverso acidi, presse, e forni, riproducendo in laboratorio i processi millenari della Terra, potesse diventare uno splendente diamante. E ora che la tecnologia ci pone di fronte all’ennesimo problema bioetico, come ce la caviamo? A giudicare dalla risposta italiana con un secco «no, grazie».  

saluti
Mario

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ClaudioG., luigi_67, quimico, NaClO
Anche il cuore del defunto in formalina sul davanzale del camino ci sta bene, dai
asd asd
Ci si dovrebbe interrogare piuttosto sul perché nel 2016 si spendono ancora soldoni per fare cretinate simili   no no .
"C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima." V. Hugo, I Miserabili.
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Interessante, conoscevo già l'argomento per averlo letto in passato.

Che dire, secondo me è solamente un discorso culturale.
Prendiamo ad esempio la semplice cremazione: fino a un po' di anni fa veniva vista molto negativamente poi pian piano la gente si è abituata alla cosa, è stata riconsiderata e anche la religione cattolica da qualche anno non fa più obiezioni su tale pratica, diventata oggi prassi assai comune ( e secondo me il modo migliore tra tutti...)
Siamo sopravvissuti poi alla dispersione delle ceneri su montagne, mari, nello spazio per i più facoltosi ed eccentrici, io penso sopravviveremo anche all'anello con il caro estinto.
Scegliere cosa fare del proprio corpo dopo la morte penso sia un atto di responsabilità e perchè no, anche un modo di sfatare questo evento misterioso ed ineluttabile che ci aspetta a tutti.
Poi che si stia chiusi in un loculo, in un urna, sul fondo del mare o in una vetrina, alla fine è importante il ricodo che ci si è lasciato dietro per chi rimane...
Un saluto
Luigi
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ClaudioG.
Luigi, per quanto l'idea sia carina sono sempre almeno 4000 euro. Io non conosco i costi di una cremazione, ma secondo me in ogni caso c'è una spesa esagerata per questo genere di cose. Sarò forse troppo realista, ma preferirei destinare il corpo alla scienza o a qualcosa di utile piuttosto che spendere migliaia di euro in sofisticazioni che non portano a nulla di concreto.
Poi ovvio, ognuno fa come vuole con i propri morti. Certamente, come dici tu, c'è molta paura a discutere sul tema, così come si ha timore di parlare di sesso o di critica alle religioni. Sono quei tabù che non credo riusciremo mai a rendere meno inconfessabili.
"C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima." V. Hugo, I Miserabili.
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luigi_67
Come chimico non posso esimermi dal fare due conti.
Mediamente dall'incenerimento escono fuori 2,5 kg. di ceneri (individuo adulto).
La maggior parte (85%) sono fosfati alcalino-terrosi. Il resto è costituito principalmente da carbonati come il CaCO3 (12%).
A conti fatti il C presente si aggira sui 30-40 g.
Non conosco quasi nulla sul procedimento che permetta di trasformare questi carbonati in C tetraedrico.
Mi viene difficile immaginare una tecnologia in grado di convertire un solo ettogrammo o poco più di CO2 nella trasparente gemma.
Non vorrei che usassero una ben più comoda bombola............  :-S

Ed ora un paio di considerazioni personali:
Trovo di pessimo gusto questa pratica, pienamente kitsch.
Anche la cremazione la vedo come il fumo negli occhi e non è solo un modo di dire. Altro mercurio che si disperde nell'ambiente.
Niente di meglio dell'inumazione nella nuda terra, magari piantando un albero lì accanto. Un gesto ecologico dalle notevoli implicazioni in chiave di trasformazione della materia organica.

saluti
Mario

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