Un poeta scomodo
Ben pochi italiani sanno dell'esistenza di Marradi, piccolo centro di poche migliaia di abitanti situato sullo spartiacque appenninico tra Romagna e Toscana. Come è vero che nelle botti piccole si cela il vino migliore, anche questo luogo custodisce un'insolita ricchezza, fatta di tradizioni e culla di autentici valori.
Ricordiamo innanzitutto la sua medaglia d'oro al valor civile a riconoscimento dei tragici avvenimenti dell'ultimo conflitto mondiale, per passare poi alle popolari rievocazioni di un passato inquisitorio come le Notti delle streghe ( a proposito, mancano pochi giorni all'avvenimento) per terminare con la celebre sagra del marrone, qui autentica icona gastronomica.
Ma è l'elevata concentrazione di personaggi famosi che qui hanno avuto i natali o hanno vissuto che stupisce. Cardinali, artisti vari, persino un pluricampione di scacchi infoltiscono la numerosa schiera, ma tra questi come non porre in prima fila colui che da molti è ricordato come uno dei più grandi poeti del novecento italiano, Dino Campana.
E' un invito, il mio, a rileggere alcune sue le sue opere, a partire dai Canti Orfici, dei quali sono appena passati cent'anni dalla loro stampa.
Forse è meglio partire da una biografia, quella magistralmente scritta dal Turchetta.

   

Qui lo vediamo, il Poeta, assieme alla femmina* che ebbe al suo fianco per un breve tratto della sua vita.
*Marta Felicina Faccio, personaggio discutibile sotto svariati aspetti.


Si avrà così una preparazione adeguata per affrontare la sua prosa, capire i suoi problemi psichici, comprendere il suo disperato tentativo di evasione di fronte al pregiudizio che non lo accetta.
Termino con qualche estratto dei suoi componimenti, accomunati dalla centralità della figura femminile.......

come questo, tratto da "Specie di serenata agra e falsa e melodrammatica"
......
O greca dal nero profilo

O bocca rossa come una ferita
O troia incommensurabile
Ed amo le tue pose schife
O triglia condita al ragù
Di gelsomino biacca e baccalà,
O romana delinquente ferina
E te capra languida greca
Dal profilo come bambagia.
E dall'occhio velato e pecorile!
.......

o il seguente, direttamente e crudemente da "O poesia,poesia,poesia"
......
Stride la troia perversa al quadrivio

Poiché l'elegantone le rubò il cagnolino
Saltella una cocotte cavalletta
Da un marciapiede a un altro tutta verde
E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram
......

buona lettura
Mario

PS: il post è incasellato in offtopic/Libri e film, ma con la chimica c'è un nesso visto che il nostro frequentò da giovane un corso in Chimica pura per poi passare a Farmaceutica.
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[-] I seguenti utenti ringraziano Mario per questo post:
quimico, ohilà
Conosco il paese perché un partigiano/ferroviere che ho conosciuto anni fa quando ero nell'ANPI nacque lì e ce ne parlava spesso. Ci sono anche stato fugacemente una volta. Il marrone è un most qui e non potete non assaggiare tale lecornia. Sono posti che una persona dovrebbe visitare, portare nel cuore e nell'animo. Sono posti del nostro Paese, carichi di storia, ricordi, dolore, realtà dura e cruda. Un po' come Marzabotto e tanti altri posti. Non dobbiamo dimenticare.
Grazie Mario per la poesia.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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