Università – Il grande dubbio
Buongiorno, forum :-) .
Ho da mesi (se non da anni  asd ) una tacita ossessione riguardante la scelta del mio futuro CdL, ossessione che in questo periodo si sta brutalmente manifestando. Sto terminando il quinto anno del liceo scientifico (delle Scienze Applicate, quello schifo lì, insomma  *Tsk, tsk*), ed è ora che inizi a decidermi.

Fin da piccolino ho avuto una immensa passione per le discipline scientifiche, in particolare per la chimica e per le materie medico-biologiche. Ho sempre studiato e letto di questi campi di studi con curiosità, tanto da volerne replicare i più basilari fenomeni in laboratorio, dal piccolo chimico dell'infanzia a quello un po' più serio che ho messo su dal primo anno di liceo. Ciò che più di ogni altra cosa mi spinge a dedicare molto tempo al laboratorio -con tutte le spese e i pericoli che comporta- è il senso di meraviglia che provo ammirando ogni reazione chimica, ogni struttura biologica, ogni colore, ogni apparecchiatura o pezzo di vetreria. Meraviglia che mi conduce ogni volta ad approfondire, con rinnovato vigore, gli argomenti studiati a scuola o a casa, senza mai annoiarmi. Credo sia impossibile e superfluo (e poco aderente al thread) spiegare la ragione del fascino provocato da tutti i fenomeni naturali e dalle procedure di laboratorio usate per indagarne i misteri, perché voi che leggete lo capite benissimo - altrimenti non esisterebbe questo forum, di cui (OT) ringrazio staff e utenti-. 

Tuttavia, mentre la chimica la vivo più come un fantastico ed importante hobby, la mia più grande passione è la biologia, che considero da sempre come ciò di cui voglio occuparmi nella vita. Durante scuole medie e liceo mi sono interessato, ovviamente a livello amatoriale, di anatomia umana, disegno anatomico, fisiologia, microscopia, microbiologia e altre cosette fantastiche (da fare in laboratorio e non), che mi occupavano le giornate e i pensieri, ed è per me evidente che lo sfogo necessario, inevitabile, e da me tanto desiderato di tutto ciò è la ricerca scientifica in campo biomedico.
Il mio obiettivo è quindi acquisire conoscenze approfondite in biologia molecolare, biochimica, fisiologia, biologia cellulare, tossicologia, biologia dello sviluppo, etc., ed applicarle, in laboratorio, alla ricerca biomedica, com'è ovvio.
Ho individuato 3 potenziali strade da percorrere:

- una quinquennale in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, che, da quanto ho capito, prepara molto bene su chimica organica,     farmacologia e tossicologia, ma si concentra poco (da ciò che mi hanno detto) sulla biologia, e non ho considerato bene tale corso proprio per questo motivo;

- una triennale in Biotecnologie, seguita da una magistrale in Biotecnologie Mediche, poi dottorato e approfondimenti del caso. Queste darebbero un'ottima preparazione in tutte le materie che dicevo, tranne forse anatomia e chimica organica, ed era questo che pensavo di fare prima che due cari amici (un ricercatore in cronobiologia alla Sapienza e un eccellente ingegnere nucleare che conosce bene il mondo del lavoro) mi dissero "Se ti senti di fare biotech, e hai questa passione, perché non Medicina?". Ed è così che l'indecisione tra questa opzione e la seguente mi sta assillando;

- la laurea in Medicina e Chirurgia, seguita dalla magistrale in Biotecnologie Mediche, poi dottorato e approfondimenti del caso. Ciò che mi ha condotto a valutare anche questa possibilità sono i consigli dei due amici, i quali affermano che -conoscendoli posso dire con certezza che sanno bene quello che dicono- facendo biotecnologie mi chiuderei un sacco di strade, strade che solo con una laurea in medicina possono mantenersi aperte. Secondo il loro ragionamento, che io trovo comunque sensato, una volta medico potrei specializzarmi senza problemi in ogni area della ricerca biomedica, orientandomi senza vincoli verso le materie su cui mi sono interessato di più negli anni di medicina. Cosa che non potrei fare, al contrario, partendo da biotecnologie, perché medicina forma una mentalità più aperta, più disponibile ad aggiornamenti ed eventuali cambiamenti di rotta. In ultima analisi c'è il fattore lavoro: a dirigere le ricerche ci sono generalmente medici, molto più richiesti - e meglio retribuiti, ma questo per me è secondario- dei biotecnologi. 

Io, se realmente c'è un vantaggio così grande nel fare medicina (e c'è, ne sono abbastanza convinto), non avrei problemi a imboccare tale percorso, purché io risolva i miei più grandi timori: 

-Riuscirò, partendo da Medicina e Chirurgia e poi con la dovuta specialistica, ad ottenere le conoscenze necessarie nei campi che tanto amo?
-Riuscirò a mettere da parte, conclusi gli studi, l'attività puramente clinica e dedicarmi alla ricerca?
-Potrò mai lavorare in laboratorio, manualmente, con pipette e colture cellulari ? Certamente potrei farlo da biotecnologo, ma non mi sentirei insoddisfatto e un po' deluso nel dover lavorare effettuando meccanicamente delle pratiche di laboratorio, considerato da tutti quasi come un semplice tecnico (ovviamente non intendo offendere i biotecnologi, ci mancherebbe)? 
-Che fanno esattamente i medici nelle ricerche biomediche? Danno solo ordini dai loro uffici o lavorano anche sotto cappa? 

Concludo dicendo che, pur essendo ben consapevole che si tratta di faticare parecchio, non ho paura di studiare per molti anni le materie biologiche, perché mi piacciono e credo che potrei farlo per tutta la vita (senza l'ansia degli esami, ovvio). I dubbi, come vedete, sono tanti, forse molti banali, ma è dura trovare qualcuno a cui chiedere. Mi sono rivolto a voi per semplici consigli, delucidazioni -conscio del fatto che la scelta devo farla io- perché vi conosco, so che siete tutti seri e preparati, anche se non del settore (a parte Beefcotto e pochi altri, credo), ma comunque mi fido sempre di ciò che dite, ed è sempre meglio che affidarsi a yahoo answers  asd . In ogni caso grazie per l'attenzione e la pazienza nel leggere tutto (mi sono dilungato forse troppo, e me ne scuso, ma la domanda striminzita non mi avrebbe risolto nulla). 
Grazie,
Claudio.
"C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima." V. Hugo, I Miserabili.
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LuiCap, quimico
Invece ti dico che se hai questi interessi interdisciplinari la scelta migliore sarebbe biotecnologie. Questa figura diventa sempre più importante nella ricerca e non sono solo gente che esegue a memoria ordini. Tutti eseguono ordini all'inizio poi chi ci arriva a essere titolare di progetti di ricerca dirige ma all'inizio in tutte le discipline si eseguono ordini.
" Non veni pacem mittere sed gladium " - Mt 10,34
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ClaudioG.
Grazie, Zodd, per aver risposto.
Io non ho mai avuto problemi, e non credo ne avrei, a eseguire ordini e attuare procedure prestabilite, ma quello che mi chiedo è se, da biotecnologo, potrò mai (chiaramente dopo i giusti e necessari anni di esperienza e di pratica lavorativa) avere un ruolo decisionale e non solo esclusivamente esecutivo (per quanto, ripeto, io sia amante della pratica). Non intendo con questo un ruolo di dirigente, o di capo, o cose simili, ma di qualcuno che prende parte all'impostazione della ricerca da fare e alle valutazioni in merito.
Tengo a ripetere che non mi interessa farlo per soldi, per prestigio o per ambizione, ho sempre odiato queste cose, ma per pura soddisfazione personale, per poi poter dire a me stesso 'ho studiato e lavorato parecchio e ho raggiunto l'esperienza necessaria per avere un tale compito di supervisione o decisione'.
Grazie ancora,
Claudio
"C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima." V. Hugo, I Miserabili.
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Io dico solo che il titolo di studio non sempre ti incanala verso certi ambiti lavorativi o possibilità di carriera...

Ma parlando in maniera più articolata: ho notato che hai considerato anche Medicina, quindi io ti consiglierei di essere oltremodo critico con te stesso e di lasciare, per un attimo, da parte il futuro remoto e dedicarti a quello prossimo.
In primis, fatti delle domande su medicina:
a- Sono in grado di entrare a medicina? (se c'è ancora, il test XD); b- In quale facoltà vorrei entrare? (fidati, cambia molto tra le varie università, sia in difficoltà che in preparazione); c- Mi rendo conto che dovrò fare 6 anni in cui potrei non vedere quasi mai un laboratorio? d- Mi rendo conto di dover fare 6 anni più un altro mezzo per poter anche solo accedere alla specialistica?; e- Mi rendo conto di dover avere a che fare con persone vere e di dover lavorare clinicamente ed obbligatoriamente?; f- Ho problemi con fluidi biologici, germi, socializzare o trattare i malati?; 

Oltre a queste, devi metterti di fronte alle tue capacità di studente: sei capace di rinunciare a molto per il solo studio? Hai tanti hobbies o impegni ad oggi? Come te la cavi con le materie mnemoniche? Ecc... 

Prima di considerare il "fuori", considera il "dentro", questo è il mio consiglio ;-)
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[-] I seguenti utenti ringraziano Beefcotto87 per questo post:
ClaudioG.
Grazie anche a te, Beef.
Se non ricordo male tu eri passato da medicina a biotecnologie, vero?

Per il test di ammissione non posso saperlo, so che non è semplice, ma finché non lo faccio...
Per l'Università una di quelle di Roma (preferirei Roma 2), o L'Aquila. Per gli impegni e gli hobbies sono piuttosto pigro, e le poche attività che faccio sono sacrificabili (questo credo valga per ogni corso di laurea). La vista di fluidi biologici (vivo in campagna e ne ho visti -e sezionati per impararmi qualcosa :-D  - in quantità di animali uccisi) e di malati non mi dà particolari problemi, e comunque credo che ci si possa abituare.
In realtà hai azzeccato in pieno, i problemi più grandi, relativi al prossimo futuro, sono i tre che hai detto: il fatto di non poter stare mai in laboratorio potrebbe demoralizzarmi, spingermi ad abbandonare, ed è un gran problema; non sono bravo a imparare montagne di roba memoria, ho sempre preferito ragionare sul momento; dover lavorare con malati e problemi clinici, fare diagnosi e curare, non è ciò che vorrei fare, potrei non farlo con passione, e di questo ho paura. Mi impegnerei, è chiaro, ma credo che la medicina vada praticata da chi ha passione e competenza, e solo con la competenza potrei fare danni  asd . 

L'unica ragione per cui potrei frequentare i 6 anni di Medicina è quella che dicevo prima, cioè l'aumentata possibilità, in seguito alla specialistica, di fare ricerca in modo più attivo, più partecipe e non solo esecutivo. Secondo te un biotecnologo può riuscire a farlo o rimane sempre e comunque uno scienziato che svolge ricerche e studi impostati da altre cariche?

Io sarei felicissimo, nell'immediato, di studiare biotecnologie, perché è un corso in cui studierei OGNI disciplina (tranne solo fisica e matematica) con enorme impegno e passione, ma nel futuro avrò qualche possibilità di arrivare a ciò a cui i medici giungono più facilmente? 

Grazie mille ancora,
Claudio.
"C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima." V. Hugo, I Miserabili.
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Già solo il fatto che ci si arrivi dopo 9-11 anni, dimostra come i medici NON ci arrivino più facilmente ;-) In ogni posto non partirai mai facendo quel che vuoi, ma col tempo credo che, medico o biotecnologo, ci si possa arrivare! Poi, anche Biotec ha le sue specialità dopo, non te lo scordare ;-)
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[-] I seguenti utenti ringraziano Beefcotto87 per questo post:
ClaudioG.
Grazie ancora per la risposta.
Fortunatamente ho ancora tempo per valutare a fondo la situazione, ma per ora mi avete chiarito molte idee. Beef, tu pensi di specializzarti dopo?
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