piccoli chimici grandi danni
Chi di noi non ha mai ricevuto un piccolo chimico in regalo?

Io...perchè la prima volta che ho "visto" la chimica è stato in terza media quando sono tornato a casa con un etto di solfato di rame in un foglio di giornale. Il mio solfato di rame "puro", quello che scioglieva l'alluminio.....
Quello che ho poi scoperto essere miscelato con NaCl...qualcosa come una anno fa -_-...

Ma non sono qui a parlare della mia triste infanzia, triste perchè non ho mai avuto un piccolo chimico, ma del piccolo chimico che ho comprato oggi (5 Euro!).
Non quelli che vendono oggi (semplici scatole in cartone e 3/4 del materiale in plastica.) che penso essere i responsabili del fatto che tutti pensano che la chimica sia:

1) Provette

2) Bicchieri

3) Pila a patate 
[Immagine: bae4a6b4259b06e8a180b7c69417ff7b.jpg]
4) Vulcani aceto+bicarbonato
[Immagine: maxresdefault.jpg] 
 (ogni riferimento al mondo della Aperture è pura casualità)


Ma di quelli di una volta, magari quella della Pan Ludo, con la loro scatola in legno (non compensato delle cassette della frutta, ma legno), le loro provette con i vari reagenti (sigh...in plastica -_-), il pallone, la beuta, il beckerino in pyrex, 2 tubi in gomma, i tappi forati, il treppiede, il vetrino da orologio, la fiamma ad alcool, carta da filtro e tornasole, imbutino,
pinza di legno, scovolino per pulire ecc....
   
   

Quelli della Pan Ludo erano dei lazzaroni difatti quella che vi ho mostrato è la scatola che ho trovato io, ossia la scatola N.3, la Pan Ludo vendeva 5 scatole di piccolo chimico, la n.1 era per chi aveva pochi soldi, la n.5 per i figli col papà con i soldi (9000 lire!!! Erano altri tempi...), aveva 2 scomparti, non uno solo, e c'era anche un matraccio a collo d'oca.

Il mio manca di alcuni elementi: paglietta in acciaio, calamita, cucchiaino e 3 provette con i sali (sicuramente una era il ferrocianuro di potassio), le istruzioni ed un foglio illustrativo.
In compenso il proprietario ha lasciato dentro una manciata di provette in vetro e 5 boccettine che erano di qualche microscopio (alcool, balsamo di canada, potassio ioduro ormai finiti ed una boccettina con del liquido e dei pezzettini di insetto (pezzi di ape da poter analizzare XD) )

   


C'è da dire che noi abbiamo una certa età e quindi siamo ben consci dei rischi e pericoli (anche se alcuni hanno pensato che fossimo trovo giovini per usare il bunsen all'università...meglio una "pratica" piastra per far bollire un po' d'acqua...).
I più piccoli invece non si rendono conto ed anche applicando un bollino in bella vista sul contenitore non è sempre detto che non facciano qualche stupidaggine.

Qui abbiamo il permanganato di potassio, lo zolfo, il ferrocianuro, HCl diluito ecc... nessun bollino, neppure un banale "pericolo"....

E voi :-)? Avete mai giocato con il piccolo chimico?
8-)  Tanto vetro zero reagenti 8-)
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano TrevizeGolanCz per questo post:
LuiCap, ClaudioG., luigi_67, fosgene, Raffaele, quimico, LegiiT
Mai avuto (e neppure desiderato) "Il piccolo chimico".
Alle medie inferiori che ho fatto io si faceva latino, niente fisica o chimica ... adesso fanno gli orbitali :-(
Infatti volevo fare il classico e sono capitata all'ITI per chimici come "rimedio"... e ci sono rimasta quasi cinquant'anni :-)
Adesso però la vorrei quella scatola magica.
Belle le foto che hai messo e le considerazioni che hai fatto.
Oggi i ragazzini delle medie arrivano in prima superiore all'ITI che sanno un sacco di nozioni, si sono riempiti gli occhi con i video di reazioni spettacolari, ma quando arrivano in laboratorio hanno paura ad accendere un bunsen o si tappano il naso appena sentono un impercettibile odore di ammoniaca.
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano LuiCap per questo post:
Raffaele, ClaudioG., luigi_67
Ovviamente sì, l'ho avuto da piccolo. Era fantastico. Non ricordo l'età precisa ma andavo alle medie. Me lo comprarono i miei a Milano ma per una sfortuna era l'edizione in francese e non si capiva un cavolo. Ci provai a far gli esperimenti sopra elencati e descritti ma... Erano uno schifo. Finì che ci pasticciai e basta. Era comunque ben fornito, con sostanze anche pericolose ma non ricordo molto. Ho un ricordo fumoso. Ero ancora nella casa vecchia, dove avevo un giardino in cui pasticciare. Peccato ora non si trovino più giochi del genere. Non che mi serva visti gli anni passati a far chimica e qualche cosa che mi sono preso e che ho a casa... Ora, per tanti motivi, validi o no, ci sono 4 sostanze e tutto è in plastica. Bella merda.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
Cita messaggio
Io ne ho avuti 4 o 5 ( asd ), a più riprese (tra la 4^ elementare e la 2^ media), ma di quelli nuovi della Clementoni. Non è che non siano serviti a nulla (primi concetti di pH, filtrazioni, miscele, etc.), ma rivedendoli adesso, dopo aver visto e usato laboratori veri, mi rendo conto di quante cose sono state abolite per un timore irrazionale. Già togliere il vetro e il fornello ad alcol è stata, secondo me, una pessima mossa, perché ha impedito una miriade di esperimenti in cui veniva allenata la vigilanza e la cautela su ciò che si faceva. Non parliamo poi dei reagenti.
È che è triste vedere i nuovi set, che non danno quasi per nulla incentivi all'ingegno o alla creatività, con quei bruttissimi portaprovette gialli, e con i becher sostituiti dai barattolini tipo quelli per la raccolta di feci o urine. È ancora più triste pensare che sono il riflesso (secondo voi, grossolanamente, ne sono la causa o la conseguenza?) della società in cui viviamo, fatta di adulti a cui non frega nulla della scienza (se va bene, se va male -e va male troppo spesso- ne hanno timore) e di bambini e ragazzi quasi privi delle più scontate abilità tecniche, come dice Luisa hanno paura ad accendere un Bunsen, e il liquido più pericoloso con cui sono stati a contatto è lo shampoo che brucia negli occhi. Non dico che si debba armeggiare con anidride cromica o acido fluoridrico, ma almeno prendere confidenza -sempre in sicurezza - da piccoli appassionati con le sostanze e gli strumenti  del mestiere, senza troppe paure infondate, beh,  quello sì. Ma questo dipende soprattutto dalla bravura dei genitori, che spesso non sono adatti a fare gli educatori scientifici, o semplicemente non sanno fornire i giusti stimoli. E qui si torna a quanto dicevo prima. Che caos  :-D.
"C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima." V. Hugo, I Miserabili.
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano ClaudioG. per questo post:
quimico
Bello!

Dico bello perche il piccolo chimico è uno dei regali di babbo natale che ancora a distanza di 40 anni ricordo come fosse un minuto fa.
Lo ricevetti a 8 anni, per Natale, era un magnifico scatolone in cartone e polistirolo con dentro 20 contenitori con una discreta quantità di reagenti, un pallone e un paio di becher in vetro, un fornelletto ad alcool, un supporto per il pallone, un tappo forato, una miniserpentina refrigerante ad aria ovviamente, cartine tornasole e ph... insomma in piccolo tutto quello che si potesse desiderare, molto simile alla scatola presentata da Trevize.
Tra i reagenti c'erano cose che a nominarle oggi farebbero rabbrividire... permanganato di potassio, bicromato di potassio, cloruri di nichel e ferro, acido tartarico, carbone in polvere, zolfo, zinco in polvere, il classico solfato di rame, il cloruro di cobalto (...) insomma davvero di tutto.
Ci giocai molto ricordo, ovviamente mio padre mi aiutava ed assisteva dato che a quella età non potevo fare tutto da solo, però imparai ad accendere il fornellino ad alcool, e a fare tutte le altre cose in sicurezza e senza casini, grazie appunto all'opera educativa dei miei genitori.
Il corredo era accompagnato da un opuscolo, scritto in italiano in cui spiegava gli esperimenti.
Lo ho ancora a casa, ieri l'ho cercato ma non lo ho trovato, come lo trovo ne metto qualche foto.

Oggi le cose sono molto diverse, il piccolo chimico esiste ancora, lo presi qualche anno fa al figlio grande ma non ha nulla a che vedere con quello che è davvero la chimica, le considerazioni di trevize circa la batteria a patata e il vulcano sono purtroppo vere.
I reagenti si contano sulle dita, poca roba in quantità minime, per becher si usano i contenitori delle urine, e il resto non ne parliamo.
Secondo me è un peggoramento, ma è anche l'indice del peggioramento generale che la nostra società sta vivendo.
Oramai di questa tipologia di giochi se ne vedono sempre meno in giro, spesso sono fini a se stessi, insegnano poco e niente, creatività zero.
Figuriamoci se i ragazzini di 8 anni di oggi, già esperti di tablet, playstation, cellulari ecc, con il loro il mondo che corre e corre (dove, poi?), si mettono a perdere tempo a capire come si apre una fialetta con i reagenti utilizzando l'apposita chiavetta o se preparano una soluzione di solfato di rame e aspettano due settimane per vedere un cristallo di qualche mm formarsi sul fondo del contenitore da urina...
Da soli di certo non lo fanno, se poi, come purtroppo spesso accade, ai genitori frega ancora meno, la frittata è fatta.

Io e quelli della mia generazione siamo sopravvissuti al piccolo chimico con il bicromato di potassio, il cloruro di cobalto e il fornelletto ad alcool... chissà se questi oggi sopravviveranno ai loro cellulari...

Un saluto, grazie a trevize per aver iniziato questa bella discussione. :-D
Luigi
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano luigi_67 per questo post:
quimico, LuiCap, ClaudioG.
Alla Feltrinelli spesso vendono i giochi educativi, fra questi la "pila a patata". 15 euro di una scatola con 2 fili due laminette ed un display che potrebbe essere facilmente sostituito da qualsiasi orologio da un euro cinese. Il tutto ovviamente è accompagnato dal libricino, la matita, l'appoggia patata ecc....insomma un insieme di cose che per me hanno lo stesso valore del polistirolo e della carta che trovi in grande quantità negli scatoloni contenenti oggetti fragili.

Oggi la scienza serve per stupire non per far capire, invece sarebbe necessario stupire la gente insegnandogli qualcosa allo stesso tempo, perchè se chiedete a qualcuno di fare il vulcano vi dirà che serve aceto e bicarbonato, ma se voi gli dite "io però non ho il bicarbonato di sodio, ho quello di calcio, ho la soda caustica ecc..." vi diranno "no non si può", ma non vi diranno di no perchè effettivamente fra soda e bicarbonato il secondo è meno pericoloso, ma solo perchè a loro così è stato mostrato. Per i più la soda oltretutto sarà un acido, perchè "brucia" (l'unico a sapere la differenza fra acido e base è Orazio Caine su CSI...).

Certamente un bambino si emoziona di più a giocare con il solfato di rame piuttosto che con il cloruro di sodio, ma a questi bambini qualcuno ha mai detto che bei cristalli si possono ottenere dal sempliciotto sale da cucina?

Non mi piace il fatto che si cerchi di rendere sensazionale la scienza facendole fare però la figura del saltimbanco... e neppure che per cercare finanziamenti sia necessario farla apparire come qualcosa di esatto al 100% (forse detta così non si capisce bene, ma vediamo se qualcuno ne coglie il significato :-) )

Di nulla Luigi :-)!!
ps. se siete interessati ecco un link dove potrete trovare molti altri giochi del passato --> http://www.claudiocostantini.it/ricordi/giochi2.html
C'era anche il piccolo ingegnere elettronico XD!!!
8-)  Tanto vetro zero reagenti 8-)
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano TrevizeGolanCz per questo post:
quimico, LuiCap, ClaudioG., Mario
Buonasera,
ci fu un tempo, la cui fine si colloca negli anni '70, in cui i giovani di allora avevano una visione del futuro completamente diversa dall'attuale. Per molti di loro studiare era essenziale sia per ambire ad una carriera lavorativa gratificante che per emanciparsi socialmente. Ogni anno che passava segnava sempre un miglioramento economico. Si lavorava duramente sacrificando anche il tempo libero, ma si aveva la certezza che il domani avrebbe portato maggiore benessere.
Per un'adolescente che iniziava ad affacciarsi su questo mondo affascinante e brulicante di novità c'erano i casidetti giochi educativi. Grazie ad essi si iniziavano a percorrere i primi propeudetici passi verso la maturità e l'indipendenza.
Il piccolo chimico era tra questi. Il fascino che sprigionava era senza uguali. Un'autentico scrigno di meraviglie e stupefacenti segreti.
Di quel vivere e sognare oggi resta solo il ricordo. Provate a togliere lo smartphone ad un giovane e vedrete cosa ne rimane.
Ma forse è meglio così. Un bel gioco dura sempre poco. Oggi poi non avrebbe alcuna possibilità di esistenza.
C'erano infatti ingredienti tossici, cancerogeni, corrosivi e comburenti. Ad elencarli pare sfogliare un manuale dei veleni: cloruro di cobalto, solfato di nichel, cloruro di Hg(II), bicromato di sodio, permanganato di potassio, acido ossalico, polvere di zinco, etc.
Non da meno erano gli accessori a corredo, su cui primeggiava la lampada ad alcool. Certi esperimenti poi sembravano fatti apposta per chi era in cerca di guai. Ricordo ancora quello che insegnava come  ottenere scintille luminose mescolando permanganato e polvere di ferro seguito da relativa accensione.
Ma ve li immaginate oggi questi oggetti/reagenti? Sono pronto a scommetere che 10 minuti dopo l'apertura della scatola, sempre che la cosa abbia destato qualche interesse, il giovane di turno sia già incorso in un'incidente tipo scheggia di vetro in un'occhio o allergia da Ni.

saluti
Mario
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano Mario per questo post:
quimico, ClaudioG., LuiCap, luigi_67, TrevizeGolanCz
Era il natale del 1971 quando trovai sotto l'albero un inatteso quanto misterioso piccolo chimico della Merit.
Penso sia stato il sacro rigore con cui quelle scatole erano concepite a farmi desistere dall'irresistibile tentazione di mischiare tutto 
a caso,  ma anzi di evitare sprechi inutili di costosi reagenti o rotture delle vetrerie con un approccio quasi da collezionista.
Da quel Natale in poi per ogni festività c'era almeno una scatola o uno scatolone di rifornimenti, a 18 anni possedevo già un capanno degli orrori
come quei pazzi di teenager's americani di Youtube... ah ah ah  :-D
C'erano e vero sostanze pericolose, irritanti, velenose, cancerogene ecc ecc ma noi ragazzi degli anni 60' eravamo invulnerabili e al massimo 
ci scottavamo prendendo con le dita provette troppo calde...
Non so se adesso abbiamo esagerato con l'eccessiva sicurezza, nata  da motivi legali, o dal fatto che vendere di più hanno deciso di abbassare l'età 
dai 14-15 anni del 70' agli 8-10 anni attuali dove la fascia giochi pseudoscientifici li adesso rende di più, ed è logico che a quella età anche il bicarbonato e l'aceto sono pericolosi.
Probabilmente è giusto così, ma mi dispiace un pò per quei ragazzi che non sono potuti crescere facendo esperienza con quello che sostengo essere il vero
spirito della chimica, passione e curiosità.
Almeno non sotto L'albero....

Roberto
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano Roberto per questo post:
quimico, luigi_67, LuiCap, ClaudioG.




Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)