ANALISI DELLA ACQUE (12) : determinazione del calcio e del magnesio
Si esegue una titolazione complessometrica, impiegato come indicatore la muresside, che assume un colore rosso in presenza del calcio e viola in sua mancanza. Il titolo di magnesio si ottiene sottraendo il tenore di calcio (in mg/L) alla durezza totale (in mg/L).

Occorrente :
-EDTANa M/100
-NaOH circa 2N
-muresside, preferibilmente in polvere

Procedimento :
A un volume d'acqua pari a 100mL, aggiungere 2mL di NaOH, una punta di spatola di indicatore e agitare. Titolare con la soluzione di EDTA fino a viraggio dal rosso al viola.

Prima d'inizio titolazione :    
Al termine della titolazione :    

Calcoli

Calcio(mg/L di CaCO3) = (a x 1000) : c , a=mL di EDTA c=V(mL) campione
Magnesio(mg/L di CaCO3) = b - d , b=durezza totale in mg/L d=Ca (mg/L)

Esempio di calcolo :
A.Calcio
Vf(mL) EDTA = 8,80 mL
C(mg/L) Ca = (8,80 x 1000) : 100,00 mL = 88,0 mg/L
B.Magnesio
durezza totale = 120,0 mg/L
C(mg/L) Ca = 88,0 mg/L
C(mg/L) Mg = 120,0 mg/L - 88,0 mg/L = 32,0 mg/L

L'acqua usata da me è quella del rubinetto di casa.
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Dott.MorenoZolghetti, Mario, jobba
Bene, finalmente qualcuno utilizza le metodiche proposte. ;-)
Hai eseguito anche una prova per valutare la durezza temporanea?
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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No, non ancora, ma eseguirò la prova a breve. :-)
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Ah, bene. Allora attendiamo la determinazione. E' molto interessante vedere la differenza tra le due determinazioni.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Salve,
ho letto che sia possible stabilire il tenore in Ca++ in latte, o siero di latte, usando come indicatore la muresside.
Il procedimento (per me assoluto profano) mi è sembrato complicato e poco adatto ad essere svolto in caseificio, come invece sarebbe una titolazione semplice come quella proposta in questa discussione, ma che è ovviamente destinata all'acqua e non al latte.
Avete dei consigli da darmi a questo proposito?

Grazie in anticipo.
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Mi permetto di farvi osservare che usando l'EDTA 0,01 i milli letti in buretta equivalgono ai gradi francesi di durezza calcica.
Moltiplicando i gradi francesi per 4 li commuto in mg/l di calcio, e la differenza tra durezza totale (quella fatta col NET e il tampone ammonio 10) e quella calcica (pH sopra 10, io ci metto due scaglie di soda caustica tal quale nei 100 milli di acqua in esame, e muresside) mi da la durezza magnesiaca, sempre in gradi francesi (°F), la quale moltiplicata per 2,4 da il magnesio in mg/l.
Un esperto di geochimica mi disse, però, che questo funziona solo in acque carsiche, quelle il cui chimismo è dominato dall'equilibrio calcio-carbonico, tipo quelle della fascia prealpina. Con queste acque il magnesio fatto così per differenza può essere preso per buono.
In acque di bacini vulcanici questo procedimento non funziona, perchè in quelle acque l'equilibrio carbonico è quasi insignificante (infatti hanno durezze totali basse, meno di 10 °F) mentre sono assai condizionate dalla silice, frutto dei processi di caolinizzazione e weathering dei silicati, presenti per lo più come felspatoidi e feldspati, in particolare i primi, che hanno una "vita" piuttosto breve arricchendo le acque di circolazione sotterranea di silice e potassio.
Comunque tornando alle acque carsiche dove questo procedimento da risultati affidabili, è anche possibile distinguere dal rapporto calcio/magnesio il tipo di acquifero che ha dato il maggior contributo alla composizione dell'acqua.
Mi spiego meglio:
la fascia prealpina ha due strati principali (sono più di due ma questi due danno il maggior contributo): la Dolomia Principale da fondovalle fino ad un migliaio di metri circa, più di 500 comunque, e i Calcari Grigi sovrapposti alla Dolomia Principale. Queste sono le formazioni dell'ossatura di tutta la fascia prealpina e anche dell'area dolomitica.
La dolomia è CaMg(CO3)2 e i calcari invece CaCO3.
L'acqua che scorre LENTA nella Dolomia Principale ha un rapporto Ca/Mg di 2:1, mentre le sorgenti in quota (nei Calcari Grigi) ha il magnesio bassissimo e tutto calcio.
Dunque con l'EDTA per titolazione possiamo differenziare l'acqua di affioramenti di fondovalle da quella di sorgenti in quota.
Quella di fondovalle attraversa ANCHE i Calcari Grigi, ma lo fa in una zona di trasferimento rapido (zona vadosa si chiama), in pozzi verticali che la trasferiscono rapidamente nella zona freatica alloggiata nella Dolomia Principale, e lì avviene la massima interazione acqua-roccia che la arricchisce di calcio e magnesio in quel rapporto caratteristico.
Ovvio che in un acquifero vulcanico come nel distretto magmatico laziale questo ragionamento non lo puoi fare.
E nemmeno, per restare in Alt'Italia, nella piattaforma porfirica atesina (dove abbiamo porfidi e non calcari) o ai piedi dei massicci granitici tipo l'Adamello, o anche nell'Appennino emiliano-romagnolo interessato dalla formazione gessoso-solfifera romagnola, dove hai appunto rocce gessose alternate a calcari non dolomitici. Qui hai valori di durezza assai elevati (anche 50 °F) per l'effetto ione comune tra carbonati calcici (calcari) e solfati calcici (gesso): il solfato calcico è un po' più solubile del carbonato e satura l'acqua di calcio facendo retrocedere la solubilità dei carbonati (che precipitano), da cui una enorme quantità di concrezioni, molto belle da vedere nelle grotte, ma un canchero nei rubinetti e nelle condutture.
Dunque il magnesio determinato in questo modo, senza farlo direttamente ma calcolato per differenza, è comodo ma ha delle limitazioni determinate dal tipo di acquifero dell'acqua in esame.
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Mercaptano, myttex




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