Agitatore magnetico; come costruirli e varie tipologie
Salve a tutti, vi presento qui sotto il mio agitatore magnetico:-)
[Immagine: img0124vi.jpg]
L'esterno è costituito da lastre in plexiglass, tenute insieme da quattro placche in alluminio e rivetti, all'interno è presente una ventola per PC, collegata ad un interruttore, LED, e ad una batteria da 9v, inoltre è fornito di tre ancorette magnetiche in P.T.F.E.
Questo è il modello base, ma soddisfa le mie esigenze.
Spero vi risulti interessante

Saluti.
Ci sono soltanto due possibili conclusioni: Se il risultato conferma le ipotesi, allora hai appena fatto una misura. Se il risultato è contrario alle ipotesi, allora hai fatto una scoperta. (Enrico Fermi)
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Non riesci a trovare anche un potenziometro :-)? con quello sarebbe perfetto al 100%. Cmq mi piace per come è fatto, semplice, efficace :-D!
Domani se mi ricordo posto il mio che funziona però....il contenitore non è proprio adatto...
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Ho letto nel post del "laboratorio personale" che ogni tanto ti si inceppa.
Un consiglio che posso darti è
1) mettere qualcosa fra la calamita ed il "motorino" della ventola (io per esempio ho usato 2 monete da 5 cent attaccate con il biadesivo)
2) aumentare la distanza fra il contenitore con l'ancoretta magnetica e la ventola.
In questo modo la ventola dovrebbe lavorar meglio ;-).
8-)  Tanto vetro zero reagenti 8-)
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(2013-02-25, 22:49)TrevizeGolanCz Ha scritto: Non riesci a trovare anche un potenziometro :-)? con quello sarebbe perfetto al 100%.

Con un semplice potenziometro purtroppo farebbe piu' danni che altro, trasformando la poca potenza disponibile dalla pila in calore per le stelle :-P
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(2013-02-25, 23:50)Rusty Ha scritto: Con un semplice potenziometro purtroppo farebbe piu' danni che altro, trasformando la poca potenza disponibile dalla pila in calore per le stelle :-P

Esatto! Il potenziometro funziona meglio se accoppiato ad un circuito di controllo in PWM, come questo.

In caso contrario si trova a dissipare lui la corrente e ciò non è buono.
Infine penserei ad una alimentazione a 12V e non a batteria, tra l'altro a 9V. Scommetto che non ti agita un bel niente che non abbia una viscosità comparabile con l'acqua.

Se devo dirla tutta la realizzazione non mi piace neanche un po'. Quelle placche di alluminio per tenere insieme il plexiglass sono inguardabili! Se vuoi fare una cosa fica in plexy dopo non puoi rovinarla con tagli fatti a mano e nemmeno carteggiati, viti, bulloni e galletti! Una scatola di giunzione elettrica impermeabile da 5€ dava un risultato migliore.

E poi perché così grande? Dalla foto sembra grande 3 volte la ventola. Che bisogno c'era? So che ti sarai impegnato un sacco a farla, ma il mio parere è che si può fare molto meglio in questo campo, sia come scatolo, sia come schema elettrico.
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Sì, avete belle idee e appena vedremo i vostri, bruceremo su pubblica piazza quello del nostro amico...
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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(2013-02-25, 23:50)Rusty Ha scritto: Con un semplice potenziometro purtroppo farebbe piu' danni che altro, trasformando la poca potenza disponibile dalla pila in calore per le stelle :-P
è vero...nel mio caso lo uso più che altro perchè alimento la ventola con 12 V, ma la velocità della ventola è troppo elevata e l'ancoretta il più delle volte "saltella" invece di ruotare all'interno della beuta...
ps. potrei anche trovare altre soluzioni, ma non sono un grande esperto nel campo... :-/
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(2013-02-26, 00:32)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Sì, avete belle idee e appena vedremo i vostri, bruceremo su pubblica piazza quello del nostro amico...

Difficilmente vedrai il mio perché non ne ho mai costruito uno e al momento non ho alcuna necessità di farlo, ma sono convinto di saper far di meglio: ma non è questo il punto.

Basta andare indietro di una pagina e troviamo realizzazioni migliori. Quelli di davide93 e di valvale97 per esempio, sono lavori davvero ben fatti.

Dal punto di vista puramente estetico la scelta di usare il plexiglass è coraggiosa ma vista la sua difficile lavorabilità porta sempre a dei compromessi. Io questo ho fatto notare, ma son sicuro che Copper-65 se ne sarà già accorto da solo durante la sua realizzazione.

Per quanto riguarda il taglio se lo fai a caldo - a filo rovente oppure a lama di coltello arroventata - il plexy si arriccia. Se lo fai a freddo con lama di seghetto rischi che si rompa, si scheggi, si crepi o che si righi. La piegatura tramite riscaldamento con pistola ad aria calda - se non fatta perfettamente - porta a micro-crepe ben visibili e antiestetiche.
La foratura surriscalda il materiale, la punta del trapano si grippa, il foro si sbava, a volte si crepa. Infine si sporca facilmente prendendo ditate, graffi, gocce di solvente. L'incollaggio è difficile e richiede colle speciali, che comunque lasciano la linea di incollatura ben visibile. L'incollatura con silicone o colla a caldo, seppure fattibile, porta a risultati inguardabili. Insomma, è un materiale bastardo che non ti concede errori.

Per la parte elettrica ho già detto la mia.
Si può lodare l'impegno; ma per il risultato, ripeto, si può far di meglio.
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valvale97
Arky, per quanto tu possa aver ragione, almeno per quanto mi riguarda, dell'estetica non mi frega una mazza, non devo mica agitare soluzioni in Montenapoleone....
Sulla parte elettrica mi rimetto completamente al tuo insegnamento in quanto ignoratone!
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Dott.MorenoZolghetti
Ottima critica, Arkypita.
Mi è assai piaciuta.
Per l'impegno profuso siamo ben al di sopra della sufficenza.
Per tutto il resto invece........

saluti
Mario
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Tra un agitatore discutibile per materiali e parte elettrica, ma funzionante e uno ideale (o idealizzato...), ma inesistente, io preferisco il primo. Comunque le critiche costruttive sono sempre utili, almeno per chi le formula. ;-)
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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