Analisi mercurometrica
Anno nuovo, analisi storiche!  :-D

Prima delle vacanze di Natale, mettendo in in ordine in laboratorio di ricerca, ho trovato un interessante e vecchio kit d'analisi. Domandando al mio professore, ho scoperto che non sapeva di che si trattasse, essendo stato probabilmente del suo predecessore. Leggendo le istruzioni ho capito che non si tratta che di un set per effettuare l'analisi dei cloruri per via mercurometrica... Mi son voluto documentare e spero che i risultati della mia "ricerca biografica" possan essere interessante anche per voi!  ;-)

I cloruri, lo sappiamo, sono determinati per via volumetrica mediante delle titolazioni di precipitazione.
I metodi più frequentemente impiegati costituiscono la cosiddetta “argentometria” e si differenziano fra di loro per via dell’indicatore impiegato:
·        col metodo di Volhard è impiegato il solfato doppio di ferro ed ammonio;
·        col metodo di Mohr è sfruttato il cromato potassico;
·        col metodo di Fajans è usato il fluoresceinato sodico.
Il titolante nei suddetti casi è rappresentato sempre da una soluzione di nitrato d’argento.
Il dosaggio dei cloruri, tuttavia, può anche essere condotto per via mercurometrica.
Nel corso di una analisi mercurometrica si titola con una soluzione di nitrato mercuroso e la reazione che avviene è la seguente:
2NaCl + Hg2(NO3)2 à Hg2Cl2 + 2NaNO3
Si tratta sempre di una reazione di precipitazione, pertanto è assimilabile alle tecniche argentometriche.
L’indicatore impiegato può essere sia una soluzione di rodanato ferrico (Fe(SCN)3) che un reattivo organico, il difenilcarbazone.
Sfruttando il rodanato ferrico basterà aggiungere alla soluzione da titolare 1 mL di soluzione 0,05 M di rodanato di ammonio e da 2 a 3 mL di una soluzione concentrata di nitrato ferrico. L’azione dell’indicatore si esplica allorché gli ioni cloruro hanno smesso di precipitare e quindi appare un eccesso di ioni mercurici in soluzione. Questi ultimi interagiscono immediatamente con gli ioni rodanato decomponendo il rodanato ferrico presente nella soluzione e, conseguentemente, decolorandola (precedentemente rossa sangue per via del rodanato ferrico).
Il difetto connesso all’impiego del sale ferrico è dovuto al fatto che è necessario determinare, per mezzo di una esperienza in bianco, il volume di soluzione di nitrato mercuroso da utilizzare per la reazione dell’indicatore presente nel campione, che dovrà essere sottratto al volume finale impiegato per la titolazione della soluzione, essendo che:
Volume totale Hg2(NO3)2 = Volume Hg2(NO3)2 per titolare + Volume Hg2(NO3)2 per reazione indicatore
Consideriamo ora il metodo basato sull’aggiunta del difenilcarbazone. Solitamente questo reattivo organico è impiegato come indicatore metallo-cromico in analisi qualitativa, essendo che in presenza del mercurio porta all’ottenimento di un precipitato dal grazioso color bleu insolubile se non in acido nitrico 6 M. Conseguentemente a ciò, l’analisi mercurometrica potrà essere condotta in un ampio spettro di acidità: da soluzioni 0,2 M a 5 M di acido nitrico. Questo rappresenta un gran vantaggio essendo che sarà quindi possibile condurre determinazioni anche in ambienti fortemente acidi.
Il problema principale di questa metodologia di analisi è il fatto che il nitrato mercuroso disponibile in commercio non è mai puro al 100% (Sigma Aldrich lo vende al 98%, per esempio); solitamente ne viene preparata una soluzione 0,1 M che poi viene titolata con del cloruro sodico per analisi. In più, visto che la soluzione ottenuta conterrà anche ioni mercurici, che reagisco ugualmente bene con lo ione rodanato, sarà necessario aggiungere del mercurio metallico alla soluzione ed attendere qualche giorno per favorire la riduzione di essi in ioni mercurosi.
Il titolo della soluzione di nitrato mercuroso rimane costante per diversi mesi (lasciando al suo interno del mercurio).
Oggigiorno nessuno mai si sognerebbe più di fare un analisi utilizzando come titolante un sale mercuroso, data la sua tossicità, tuttavia questa metodica rimane interessante, a mio parere, sia da un punto di vista "storico" che didattico. 

Un caro saluto (e augurio di buon anno  :-) ),

Egle
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