Benzina dall'aria
Alcuni giorni fa compariva sulla stampa nazionale il seguente articolo:

[undefined=undefined]Usare l'aria per produrre la benzina. A farlo è stata una piccola azienda britannica, la Air Fuel Synthesis di Stockton-on-Tees, che da agosto ad oggi è riuscita a produrre 5 litri di carburante usando l'anidride carbonica ricavata dall'aria e il vapore acqueo.

L'aria, non si vede, non si sente, eppure riesce a far muovere un veicolo. Come? Attraverso un impianto pilota che cattura l'aria ricavando da essa la CO2. Duplice quindi il vantaggio: in primo luogo si sostituirebbe all'attuale benzina inquinante un carburante più pulito; in secondo luogo per produrlo si elimina l'anidride carbonica dall'aria e riducendo i gas serra derivanti dalla combustione di combustibili fossili come il petrolio e il carbone.

Già lo scorso aprile, la AFS era riuscita creare un combustibile a metanolo provando dapprima le tecnologie su dei reattori che utilizzavano anidride carbonica e idrogeno. Da qui si è passati poi alla produzione di benzina dall'aria e dal vapore acqueo. Il primo progetto è avviato e l'azienda sta lavorando per dar vita alla prima unità commerciale che produca metanolo. E tutto senza l'utilizzo degli additivi adoperati nella benzina tradizionale.

"Ora siamo pronti a costruire il primo impianto commerciale per la produzione di carburante” ha spiegato Peter Harrison, amministratore delegato della società, nel corso di una conferenza presso la Institution of Mechanical Engineers di Londra. “Ulteriori investitori e partner ci consentiranno di commercializzare rapidamente le nostre tecnologie”.

“Abbiamo preso l'anidride carbonica dall'aria e l'idrogeno dall'acqua e trasformato questi elementi nella benzina. Nessun altro lo fa in questo paese e neanche all'estero, per quanto ne sappiamo. Sembra benzina e puzza come la benzina, ma si tratta di un prodotto molto più pulito rispetto a quello derivato dal petrolio” continua Harrison.

Purtroppo però tale sistema va ancora migliorato, perché è ancora troppo costoso. La società adesso sta lavorando per abbattere i costi visto che per estrarre l'anidride carbonica dall'aria occorrono circa 400 sterline per ogni tonnellata di CO2. [/undefined]

Una visita nel sito della AFS non chiarisce i dettagli del processo.
Pare che il passaggio chiave consista nel concentrare in modo efficace la CO2 dall'aria (ricordo che questa è oggi presente a livelli di circa 400 ppm). Per farlo la si fa assorbire da una soluzione di NaOH che verrà poi elettrolizzata (dovrebbe più propriamente trattarsi di elettrodialisi) per rigenerare CO2 e NaOH. La CO2 così ottenuta verrebbe fatta reagire con H2 (ottenuto per elettrolisi dell'acqua) ottenendo del metanolo, secondo un ben noto processo. Potrebbe già bastare così, comunque da qui alla benzina il passo è breve.
Niente di nuovo quindi. Forse il merito degli ingegneri inglesi consiste nell'avere progettato un impianto automatizzato compatto ad alta resa.
Rimane il nodo dell'energia, in questo caso sopratutto elettrica, necessaria per far funzionare il tutto.
A mio parere la cosa potrebbe avere senso solo se si intende il tutto come un sistema per accumulare energia in modo duraturo nel medio periodo. Si pensi ad un pannello fotovoltaico, a un generatore eolico o altre fonti rinnovabili a produzione discontinua. Esse generano elettricità in quantità variabile nell'arco della giornata, ma se si potesse trasformarla in un combustibile liquido (accumulabile, trasportabile e stabile) allora la cosa diventerebbe interessante. E poi si sottrarrebbe, sebbene temporaneamente, della CO2 dall'aria. Forse è un poco come svuotare il mare con un cucchiaio, ma è pur sempre un passo nella direzione giusta.

saluti
Mario
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