Bloccare una reazione chimica
Ciao ragazzi sono nuovo del forum. Come da titolo vorrei sapere se fosse possibile bloccare una reazione chimica già in corso oppure non farla attivare, attraverso un campo magnetico o elettrico esterno
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Buongiorno.
Magari presentati nella sezione apposita :-D
Momento momento momento.
Quale reazione chimica? Campo magnetico/elettrico di quale entità?
Esistono gli inibitori che sono l'opposto dei catalizzatori, intervengono sempre sull'Ea (l'energia di attivazione) ma loro impediscono che una reazione avvenga. Sono noti ad esempio gli inibitori di corrosione che impediscono che un metallo si ossidi all'aria o in presenza di acqua o di altre sostanze.

La Chimica, si sa, è controllata dall'energia potenziale elettrica; l'energia magnetica è minore di diversi ordini di grandezza e può essere ignorata tranquillamente nel bilancio energetico delle reazioni chimiche. La situazione diventa meno chiara, comunque, quando le velocità di reazione sono considerate. In questo caso, le perturbazioni magnetiche degli incroci superficiali di energia quasi degeneri possono produrre effetti osservabili, e talvolta anche drammatici, sulle velocità di reazione, sulle rese di reazione, e sulle transizioni spettroscopiche. Un esempio che è stato studiato per quasi cinque decenni è la spintronica o chimica elettrone spin-selettiva tramite l'intermediazione di coppie di radicali. I campi magnetici, i campi esterni (permanenti o oscillanti) ed interni di nuclei magnetici, si sono dimostrati stravolgere le reazione di selezione dello spin elettronico per coppie di intermedi reattivi paramagnetici, catalizzando o inibendo i cammini di reazioni chimiche. Gli effetti acceleranti della stimolazione magnetica possono quindi essere considerati dei catalizzatori magnetici. Questo genere di catalisi è più comunemente osservata per le reazioni di una coppia radicalica che vive relativamente a lungo contenente due spin elettronici debolmente interagenti formati dalla dissociazione di molecole o per transfer elettronico. La coppia può esistere negli stati di spin singoletto (spin elettronico totale è zero) o tripletto (spin totale è unitario). Virtualmente in tutti i casi, solo lo stato di singoletto conduce a dei prodotti di reazione stabili. Le interazioni magnetiche con spin nucleari o campi applicati possono quindi influenzare la reattività di coppie radicaliche cambiando il momento angolare delle coppie. La catalisi magnetica, rilevata in precedenza attraverso il suo effetto sulle popolazioni degli stati di spin in risonanza nucleare e spintronica, si è dimostrata funzionare in una grande varietà di reazioni di radicali liberi organici ben caratterizzate. Considerevolmente molto meno studiati sono gli esempi che suggeriscono che il meccanismo base possa anche spiegare gli effetti magnetici che stimolano la sintesi dell'ATP, eliminano la mancanza di ATP nelle malattie cardiache, controllano la proliferazione cellulare, uccidono le cellule cancerose, e controllano la stimolazione magnetica transcranica verso i decessi cognitivi. È stato osservato anche un controllo magnetico per alcuni processi di importanza nella scienza dei materiali e nella scienza della Terra e ambientale e possono giocare un ruolo nella navigazione degli animali. Il meccanismo delle coppie radicaliche è stato applicato come spiegazione esaustiva per diversi nuovi fenomeni magnetici intriganti: l'accelerazione di reazioni allo stato solidi del silicio tramite l'isotopo magnetico 29Si, l'arricchimento dell'isotopo 17O durante la decomposizione termica dei carbonati di metalli e gli effetti magnetici sulla plasticità dei cristalli. In ognuno di questi casi, i risultati sono consistenti con un iniziale trasferimento di un elettrone per generare la coppia radicalica. Processi simili possono spiegare il frazionamento massa-indipendente degli isotopi di mercurio, zolfo, germanio, stagno, ferro, ed uranio sia in campioni ritrovati in natura che prodotti negli esperimenti in laboratorio. Nell'area della biochimica, la catalisi tramite isotopi magnetici è stata recentemente riportata in diverse reazioni di DNA e fosfato ad elevata energia. Sono state indicate anche possibili applicazioni mediche di queste osservazioni.
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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Sezione errata, sposto e warno. Siete gentilmente pregati di leggere il regolamento, grazie.
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(2021-02-11, 10:06)Geber Ha scritto: Buongiorno.
Magari presentati nella sezione apposita :-D
Momento momento momento.
Quale reazione chimica? Campo magnetico/elettrico di quale entità?
Esistono gli inibitori che sono l'opposto dei catalizzatori, intervengono sempre sull'Ea (l'energia di attivazione) ma loro impediscono che una reazione avvenga. Sono noti ad esempio gli inibitori di corrosione che impediscono che un metallo si ossidi all'aria o in presenza di acqua o di altre sostanze.

La Chimica, si sa, è controllata dall'energia potenziale elettrica; l'energia magnetica è minore di diversi ordini di grandezza e può essere ignorata tranquillamente nel bilancio energetico delle reazioni chimiche. La situazione diventa meno chiara, comunque, quando le velocità di reazione sono considerate. In questo caso, le perturbazioni magnetiche degli incroci superficiali di energia quasi degeneri possono produrre effetti osservabili, e talvolta anche drammatici, sulle velocità di reazione, sulle rese di reazione, e sulle transizioni spettroscopiche. Un esempio che è stato studiato per quasi cinque decenni è la spintronica o chimica elettrone spin-selettiva tramite l'intermediazione di coppie di radicali. I campi magnetici, i campi esterni (permanenti o oscillanti) ed interni di nuclei magnetici, si sono dimostrati stravolgere le reazione di selezione dello spin elettronico per coppie di intermedi reattivi paramagnetici, catalizzando o inibendo i cammini di reazioni chimiche. Gli effetti acceleranti della stimolazione magnetica possono quindi essere considerati dei catalizzatori magnetici. Questo genere di catalisi è più comunemente osservata per le reazioni di una coppia radicalica che vive relativamente a lungo contenente due spin elettronici debolmente interagenti formati dalla dissociazione di molecole o per transfer elettronico. La coppia può esistere negli stati di spin singoletto (spin elettronico totale è zero) o tripletto (spin totale è unitario). Virtualmente in tutti i casi, solo lo stato di singoletto conduce a dei prodotti di reazione stabili. Le interazioni magnetiche con spin nucleari o campi applicati possono quindi influenzare la reattività di coppie radicaliche cambiando il momento angolare delle coppie. La catalisi magnetica, rilevata in precedenza attraverso il suo effetto sulle popolazioni degli stati di spin in risonanza nucleare e spintronica, si è dimostrata funzionare in una grande varietà di reazioni di radicali liberi organici ben caratterizzate. Considerevolmente molto meno studiati sono gli esempi che suggeriscono che il meccanismo base possa anche spiegare gli effetti magnetici che stimolano la sintesi dell'ATP, eliminano la mancanza di ATP nelle malattie cardiache, controllano la proliferazione cellulare, uccidono le cellule cancerose, e controllano la stimolazione magnetica transcranica verso i decessi cognitivi. È stato osservato anche un controllo magnetico per alcuni processi di importanza nella scienza dei materiali e nella scienza della Terra e ambientale e possono giocare un ruolo nella navigazione degli animali. Il meccanismo delle coppie radicaliche è stato applicato come spiegazione esaustiva per diversi nuovi fenomeni magnetici intriganti: l'accelerazione di reazioni allo stato solidi del silicio tramite l'isotopo magnetico 29Si, l'arricchimento dell'isotopo 17O durante la decomposizione termica dei carbonati di metalli e gli effetti magnetici sulla plasticità dei cristalli. In ognuno di questi casi, i risultati sono consistenti con un iniziale trasferimento di un elettrone per generare la coppia radicalica. Processi simili possono spiegare il frazionamento massa-indipendente degli isotopi di mercurio, zolfo, germanio, stagno, ferro, ed uranio sia in campioni ritrovati in natura che prodotti negli esperimenti in laboratorio. Nell'area della biochimica, la catalisi tramite isotopi magnetici è stata recentemente riportata in diverse reazioni di DNA e fosfato ad elevata energia. Sono state indicate anche possibili applicazioni mediche di queste osservazioni.

Grazie geber della sua risposta, purtroppo sono nuovo del forum e non sapevo bene la sezione corretta. Mi scusi se ci ho messo tanto tempo a rispondere ma mi ci è voluto un po' di tempo per analizzare il suo messaggio, data la sua ricchezza. Lei quindi mi ha elencato una serie di osservazioni fatte nel tempo, per quanto riguarda le reazioni chimiche, io prendo in considerazione quelle organiche, nello specifico quelle che coinvolgono gli esseri umani. Io infatti credo che si possano fermare le reazioni tramite l apporti di un campi esterno, ma come lei mi ha detto questo campo deve essere di natura elettrostatica. Io difatti avevo pensato che durante una reazione si formano i prodotti intermedi che non essendo completi possono formare legami, quindi se applicato un dato campo esterno in questo istante si possono ottenere dei legami con il campo esterno per far bloccare una reazione chimica. Poi per quanto riguarda i radicali non essendo un chimico non so se fanno parte dei processi organici e soprattutto a quale livello. Io nella domanda le avevo elencato una serie di soluzioni dato che erano più confermi all' ambito fisico, ma volevo conferme sul lato chimico. Quindi signor geber, è possibile poter bloccare una reazione chimica tramite l utilizzo di un campo esterno (elettrostatico o magnetico), come successo con i complessi dei carcerando in chimica??
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Non serve nessun signore davanti ad un nickname che manco è il mio nome. Quindi resta pure sul colloquiale.
Già non amo quando mi chiamano signore i ragazzini asd figurati su un forum...
La risposta è sì, si può bloccare nel senso di inibire. D'altra pare parlare di magnetismo e di elettricità, in modo slegato, non ha senso. L'una forza implica la presenza dell'altra e viceversa. Ma di questo argomento non so abbastanza per poterti dire di più.
Sicuramente esisteranno articoli nel mare magno della Scienza. Nella domanda iniziale non c'era scritto nulla. Quali serie di soluzioni avrebbe elencato?!
Certo che i radicali fanno parte dei processi organici... Come pensi che funzionino i radicali liberi che ti dicono vanno combattuti con vitamine C ed E?! I radicali possono essere sia inorganici che organici. I radicali sono usati per fare reazioni di polimerizzazione, sono coinvolti in tantissimi processi nel nostro organismo, e sono responsabili dell'invecchiamento.
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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