Cacotelina
Per chi possiede della brucina questa è una ghiotta occasione per sintetizzare un suo nitroderivato, la cacotelina.

Reagenti:
- brucina (C23H26N2O4 · xH2O)
- acido nitrico 33%
- acido nitrico 6%
- acetone

Vetreria:
Oltre alla normale vetreria ci vuole un bagnomaria regolato sui 60 °C e un apparato filtrante con Gooch con setto di vetro poroso.


Procedura:
In una provetta con tappo a chiusura si introducono 2 g di brucina, si inizia a mescolare con un'ancoretta magnetica. poi si aggiungono10 mL di acido nitrico al 33%. Quando la reazione è cessata e il liquido si è ben amalgamato, si chiude la provetta e la si pone nel bagnomaria a 60 °C e la si lascia per circa 15 minuti.
Si noterà la formazione di un precipitato giallastro.
SI lascia riposare il tutto per 4 ore.
Ecco come appare il contenuto nella provetta:

[Immagine: p7a1ildegxufbe7lsvs_thumb.jpg]

Si filtra su Gooch lavando i cristalli con la soluzione di acido nitrico al 6% e poi con acetone. Asciugare in essicatore su H2SO4 per almeno 24 ore.

La resa è soddisfacente, io ho ottenuto 1,73 g di prodotto.
La cacotelina si presenta sotto forma di bellissimi cristalli aranciati.

[Immagine: wsmr7suulz5afr3zywb_thumb.jpg]


saluti
Mario
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E tanto tuonò... che piovve! Lo sapevo io che Mario... *Fischietta*
Ottimo lavoro!
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Questa mi manca, la devo fare assolutamente.
La volevo comprare, ma...è più facile farla che ordinarla dalla SA.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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E quindi adesso si va di "chiodo in ferro" e colori violetti?
Mi ricordo questo particolare quando facevo a scuola l'analisi dei gruppi. Arrivati al secondo gruppo, sulla mensola del laboratorio, oltre ai vari flaconi C. Erba e Merck (allora andavano per la maggiore) di reattivi adatti al gruppo, vi era un vasetto con dei chiodini di ferro. Cosa curiosa per uno studente...
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(2012-12-24, 21:23)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: E quindi adesso si va di "chiodo in ferro" e colori violetti?
Mi ricordo questo particolare quando facevo a scuola l'analisi dei gruppi. Arrivati al secondo gruppo, sulla mensola del laboratorio, oltre ai vari flaconi C. Erba e Merck (allora andavano per la maggiore) di reattivi adatti al gruppo, vi era un vasetto con dei chiodini di ferro. Cosa curiosa per uno studente...

Farei una distinzione.
La cacotelina veniva usata al II gruppo come reattivo per lo stagno bivalente, dove si aveva una colorazione violetta.
I chiodi di ferro si usavano un passo prima.
Come ben ricorderà, ad un certo punto nell'analisi del II gruppo si separavano le cosidette solfoanidridi (comprendenti tioarseniti, tioarseniati, tioantimoniti,tioantimoniati e tiostannati) le quali erano convertite nei rispettivi solfuri per trattamento con HCl diluito a bagnomaria.
Trattando il residuo dei solfuri così ottenuti con HCl concentrato si separavano i solfuri di As da quelli di stagno (IV) e antimonio che passavano in soluzione come cloruri o clorocomplessi.
E' a questo punto che intervengono i chiodini!
Trattando la soluzione dei cloruri con un chiodino si separava l'antimonio metallico sotto forma di fiocchi neri mentre lo stagno rimaneva in soluzione cone ione bivalente. Seguiva poi la reazione identificativa della cacotelina sulla soluzione limpida centrifugata.

Ho ancora davanti agli occhi, come se fosse ieri, questa reazione e rimembro distintamente il precipitato nero di Sb formarsi nella provetta attorno alla sagoma indistinta del chiodino.


saluti
Mario
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Citazione:Ho ancora davanti agli occhi, come se fosse ieri, questa reazione e rimembro distintamente il precipitato nero di Sb formarsi nella provetta attorno alla sagoma indistinta del chiodino.


saluti
Mario


Il "cappotto" di antimonio...
comandante diavolo *yuu*
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Approfittando della giornata uggiosa, ho prodotto 5 g circa di cacotelina, seguendo il metodo proposto da Mario.
Mi sento di poter proporre due semplificazioni:
- il lavaggio con il nitrico diluito può (dico "può") essere sostituito con un ulteriore lavaggio in acetone. Ne ho usati circa 150 mL.
- la disidratazione con acido soforico è possibile evitarla appunto aumentando il volume di acetone, purchè sia esente da acqua.

Invece ho notato che lasciata al sole (che è escito, timido e debole, solo per farmi dispetto...) la cacotalina tende a scurire. Meglio quindi lavorare al riparo dalla luce intensa. A seguire le foto dell'esperienza.


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Ottima replica della sintesi.
Il lavaggio con acido nitrico diluito non deve essere omesso in quanto serve ad asportare alcuni sottoprodotti che si generano a seguito dell'azione ossidante dell'acido nitrico.
Naturalmente si può abbondare con l'acetone, io ne usai relativamente poco per risparmiare.

Mi sta bene evitare la fase di essicazione su H2SO4, tuttavia usare l'acetone per disidratare è controproducente in un'atmosfera con alta umidità relativa specie durante la stagione estiva causa condensazione di umidità a seguito del raffreddamento provocato dall'acetone che evapora.


saluti
Mario
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Sì, vero. Ho notato una leggera variazione di massa ponendo il prodotto in essiccatore (già confezionato...ma aperto ;-)), senza dubbio imputabile a umidità residua.
Quindi riabilito immediatamente la disidratazione in essiccatore, come da metodica originale. :-)
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