Caffè
La seguente notizia è comparsa oggi sul Corriere della sera:

Energie alternative
Un caffè nero e bollente può ricaricare il cellulare.
One Puck trasferisce via Usb, con un cavetto, l'energia alla batteria del telefonino

[Immagine: 5rk5jk2yqh966pek0sky_thumb.jpg]


Il caffè del mattino può darti la carica per affrontare la giornata. Una bevanda fredda può rigenerarti dopo un duro lavoro. Entrambi possono ricaricare il tuo cellulare. One Puck è un disco poco più grande di un sottobicchiere: ricava energia dal caldo o dal freddo e la trasferisce via Usb, con un cavetto, alla batteria del telefonino. Il sistema segue lo stesso principio del motore di Stirling del 1816, cioè sfrutta la differenza di temperatura tra il punto più caldo e quello più freddo per innescare e garantire il funzionamento. E così un tazza di tè caldo, un cappuccino bollente o una candela, appoggiati sul lato giusto del dispositivo (quello rosso), azionano le turbine all'interno del disco e generano elettricità. Lo stesso fanno le bevande refrigerate e il ghiaccio, se appoggiati invece sul lato azzurro.

5 WATT DI POTENZA - Secondo l'azienda che ha realizzato il primo prototipo funzionante, la Epipfany Labs, una tazza di caffè americano in una fredda giornata d'inverno può essere sufficiente, tra un sorso e l'altro, a caricare per intero la batteria del proprio smartphone. One Puck è infatti progettato per produrre 5 watt di potenza massima, la stessa di un caricatore standard per smartphone.

Cristina Pellecchia


Commento:
Evito di fare sarcasmi sull'utilità di un simile dispositivo.
Passiamo invece agli aspetti tecnici e umani.
Vediamo assieme la perla rara annidata nell'articolo:
.......azionano le turbine all'interno del disco e generano elettricità.

Evidentemente costei non ha mai sentito parlare di effetto Seebeck.
Chissà quali meravigliose rotelle, si sarà chiesto, gireranno mai in quel minuscolo congegno. Mah.
Se avesse messo in moto prima quelle inattive donatele dalla mamma non saremmo qui a leggere simili amenità. Ma dove le recluta il Corriere?


saluti
Mario
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Ah, come mi piacciono questi post!
Ogni riga è tutto un programma!
Quante belle perle, tutte condensate in un sottotazza.
Povero geniale Stirling, che riposi in pace.
Ma la vera perla è il numero: 5 Watt!
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Ben 5 W con la sola differenza di temperatura tazza/ambiente (che si riduce tragicamente in pochissimo tempo... credo che a mala pena riesca ad accendersi, altro che carica completa); l'ennesima "cineseria", con tutto il rispetto per i cinesi. Perchè non specificano l'energia erogata, ben piu' significativa, invece della potenza, che potrebbe essere (magari!) 5W per 0.5 s , 2.5 J... ma poi colerebbe a picco in modo imbarazzante. Ce ne sarebbero talmente tante da dire asd
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Quanto sarcasmo... io lo trovo geniale.
Non sapete quante volte mi capita di appoggiare la tazza del thè sul comodino e trovarci poi il segno, perfettamente stampato, sul centrino ricamato dalla zia Carolina. Con questo sistema invece avrei risolto il mio problema, senza conflitti generazionali. Sì, perchè dovete sapere che chi frequenta la mia casa, mi addita come "vecchia zitella" se ricorro ai sottobicchieri in argento dello zio Berto.
Non è facile per me...non è facile! Grazie Stirling.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Ahahah, anche io eviterei di bocciarlo a priori, dài :-)

Piuttosto, perdonatemi, ma mi diverto un po' con qualche calcoletto. Non riesco a trattenermi quando c'è di mezzo "l'arte di fare stime sul mondo" (dal titolo di un bellissimo libercolo che consiglio a tutti).

Partiamo dalla tazza: un bel "mug" di bevanda calda può contenere un 300mL buoni di liquido, che equivalgono ad una capacità termica superiore al kJ/K. Anche la ceramica della tazza, che può costituire una buona metà del peso del sistema, ha una sua non trascurabile capacità termica, seppur decisamente inferiore a quella del liquido (di circa 4 volte). Diciamo che in totale la tazza ha una capacità termica di circa 1,5 kJ/K.
Supponiamo inoltre che il nostro geek di turno abbia avuto la premura di scaldare la tazza prima di versarci la bevanda preferita, e che il fondo del recipiente possa avere una temperatura che si aggira sugli 80°C all'inizio dell'esperienza.
Ora, considerando con relativa sicurezza che la consumazione avvenga in un'ambiente dalla temperatura di 20°C circa, per il teorema di Carnot abbiamo un limite superiore al rendimento del motore Stirling che si stabilisce presso il 17%. In termodinamica particolarmente, tuttavia, teoria e pratica non vanno a braccetto volentieri, e dobbiamo pensare che il motorino, con poi tutte le dissipazioni del caso anche a "valle" della conversione in energia meccanica, non superi il 40% di rendimento pratico (che è già buono, ma gli Stirling fanno mezzi miracoli e noi ci sentiamo generosi). Scendiamo così al di sotto del 7%, e direi più facilmente tra 5% e 6%, sempre parlando del "picco" di inizio funzionamento.
Per operare quindi alla massima potenza di 5W, bisognerebbe che il sistema assorbisse poco meno di un centinaio di watt dalla tazza, che inizierebbe così a raffreddarsi al ritmo di 4°C al minuto, più o meno.

Ragionevole? Abbastanza, suvvia! É un flusso termico che un mug può sopportare senza grandi problemi, anche valutando la conduttività termica della ceramica. Certo sarebbe opportuno coprire la tazza e magari isolarla, altrimenti la metà della dissipazione se la becca la stanza, altro che lo Stirling. xD
Forse un dato un pochetto pompato, ma con le giuste condizioni probabilmente ricreabile.

Passando al fattore importante, quello dell'energia: una batteria di iPhone 3G pare abbia una capacità di 4,7Wh; quella del mio ben-poco-smart phone arriva a poco meno di 3Wh. Se vogliamo caricarle da 0 con 5W abbiamo bisogno sicuramente di oltre mezz'ora. Un tempo che, decisamente, non abbiamo.
É pur vero che le batterie non le ricarichiamo quando sono completamente vuote, ma certo neppure quando sono pressochè piene, nè possiamo dire che i 5W vengano mantenuti nel tempo.
Allora torniamo ai nostri conti. Diciamo che il nostro amico, ansioso di ricaricare il cellulare più che di riscaldarsi lo stomaco, decida di attendere senza bere una goccia finchè la temperatura della tazza è di 50°C. Abbiamo 30°C di intervallo su cui lavorare, integrando la potenza tramite il rendimento in funzione della temperatura e del tempo su questo intervallo. Vista la natura del forum e l'orribile aspetto che assumerebbe qualsiasi formula senza formattazione LaTeX, vi chiedo di fidarvi quando fornisco un risultato (approssimato) di 2300J in circa 10 minuti. (L'ho ricavato lavorando poi in FEM barbaro via Pascal).
Ovvero, tenendoci sul generoso, un 13% di carica dell'iPhone e un 22% di carica del mio cellulare. (Leggi 10% e 20% max, IMHO)
Bevendo un tè tutt'altro che bollente ;-)

Comunque è un aggeggino interessante! Sicuramente lo userei per altre applicazioni, ma questa è un'altra storia.
Attendo, a questo punto, la finestra ricarica-PC. Mi pare dovuto!  si si



Uh! Mi ero dimenticato di dire qualcosa sull'effetto Seebeck citato da Mario.

Anche se il dispositivo usasse un sistema del genere (anche a mio avviso di applicazione decisamente più pratica in un aggeggino simile, rispetto ad un mini-stirling), i rendimenti non potrebbero purtroppo essere superiori. Anzi, calerebbero drasticamente: per quanto di geniale semplicità, un generatore Seebeck non riesce ancora a pareggiare un classico motore termico.
Invece di ottenere un rendimento attorno al 6%, ritengo si avrebbe qualcosa di prossimo all'1% (ma potrei sbagliarmi, naturalmente).
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(2013-02-28, 17:37)Daedalus Ha scritto: Ahahah, anche io eviterei di bocciarlo a priori, dài :-)

Piuttosto, perdonatemi, ma mi diverto un po' con qualche calcoletto. Non riesco a trattenermi quando c'è di mezzo "l'arte di fare stime sul mondo" (dal titolo di un bellissimo libercolo che consiglio a tutti).

Partiamo dalla tazza: un bel "mug" di bevanda calda può contenere un 300mL buoni di liquido, che equivalgono ad una capacità termica superiore al kJ/K. Anche la ceramica della tazza, che può costituire una buona metà del peso del sistema, ha una sua non trascurabile capacità termica, seppur decisamente inferiore a quella del liquido (di circa 4 volte). Diciamo che in totale la tazza ha una capacità termica di circa 1,5 kJ/K.
Supponiamo inoltre che il nostro geek di turno abbia avuto la premura di scaldare la tazza prima di versarci la bevanda preferita, e che il fondo del recipiente possa avere una temperatura che si aggira sugli 80°C all'inizio dell'esperienza.
Ora, considerando con relativa sicurezza che la consumazione avvenga in un'ambiente dalla temperatura di 20°C circa, per il teorema di Carnot abbiamo un limite superiore al rendimento del motore Stirling che si stabilisce presso il 17%. In termodinamica particolarmente, tuttavia, teoria e pratica non vanno a braccetto volentieri, e dobbiamo pensare che il motorino, con poi tutte le dissipazioni del caso anche a "valle" della conversione in energia meccanica, non superi il 40% di rendimento pratico (che è già buono, ma gli Stirling fanno mezzi miracoli e noi ci sentiamo generosi). Scendiamo così al di sotto del 7%, e direi più facilmente tra 5% e 6%, sempre parlando del "picco" di inizio funzionamento.
Per operare quindi alla massima potenza di 5W, bisognerebbe che il sistema assorbisse poco meno di un centinaio di watt dalla tazza, che inizierebbe così a raffreddarsi al ritmo di 4°C al minuto, più o meno.

Ragionevole? Abbastanza, suvvia! É un flusso termico che un mug può sopportare senza grandi problemi, anche valutando la conduttività termica della ceramica. Certo sarebbe opportuno coprire la tazza e magari isolarla, altrimenti la metà della dissipazione se la becca la stanza, altro che lo Stirling. xD
Forse un dato un pochetto pompato, ma con le giuste condizioni probabilmente ricreabile.

Passando al fattore importante, quello dell'energia: una batteria di iPhone 3G pare abbia una capacità di 4,7Wh; quella del mio ben-poco-smart phone arriva a poco meno di 3Wh. Se vogliamo caricarle da 0 con 5W abbiamo bisogno sicuramente di oltre mezz'ora. Un tempo che, decisamente, non abbiamo.
É pur vero che le batterie non le ricarichiamo quando sono completamente vuote, ma certo neppure quando sono pressochè piene, nè possiamo dire che i 5W vengano mantenuti nel tempo.
Allora torniamo ai nostri conti. Diciamo che il nostro amico, ansioso di ricaricare il cellulare più che di riscaldarsi lo stomaco, decida di attendere senza bere una goccia finchè la temperatura della tazza è di 50°C. Abbiamo 30°C di intervallo su cui lavorare, integrando la potenza tramite il rendimento in funzione della temperatura e del tempo su questo intervallo. Vista la natura del forum e l'orribile aspetto che assumerebbe qualsiasi formula senza formattazione LaTeX, vi chiedo di fidarvi quando fornisco un risultato (approssimato) di 2300J in circa 10 minuti. (L'ho ricavato lavorando poi in FEM barbaro via Pascal).
Ovvero, tenendoci sul generoso, un 13% di carica dell'iPhone e un 22% di carica del mio cellulare. (Leggi 10% e 20% max, IMHO)
Bevendo un tè tutt'altro che bollente ;-)

Comunque è un aggeggino interessante! Sicuramente lo userei per altre applicazioni, ma questa è un'altra storia.
Attendo, a questo punto, la finestra ricarica-PC. Mi pare dovuto!  si si



Uh! Mi ero dimenticato di dire qualcosa sull'effetto Seebeck citato da Mario.

Anche se il dispositivo usasse un sistema del genere (anche a mio avviso di applicazione decisamente più pratica in un aggeggino simile, rispetto ad un mini-stirling), i rendimenti non potrebbero purtroppo essere superiori. Anzi, calerebbero drasticamente: per quanto di geniale semplicità, un generatore Seebeck non riesce ancora a pareggiare un classico motore termico.
Invece di ottenere un rendimento attorno al 6%, ritengo si avrebbe qualcosa di prossimo all'1% (ma potrei sbagliarmi, naturalmente).

Eccone un'altro che è convinto che li dentro ci sia uno Stirling.

saluti
Mario
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Non sono convinto, ho preso per buona la descrizione fatta!
In ogni modo, Stirling o no, le turbine non ci sarebbero affatto. Pensavo che la critica si riferisse a quello soprattutto.
Chiedo scusa se ho interpretato male.

Sono perfettamente d'accordo sul fatto che sia estremamente più semplice fabbricare un generatore Seebeck per questo genere di cose, come ho peraltro scritto.

E, per la cronaca, viene affermato l'utilizzo di un motore Stirling come dispositivo generatore nel sito ufficiale del produttore, dove viene pubblicizzato e presentato questo oggetto (a quanto pare ancora in fase "beta", non lanciato sul mercato).

Non vedo perchè, siccome più volte ripetono che non è loro intenzione "puntare sulla novità", dovrebbero spacciare informazioni false.
Cos'ha un Seebeck di così vergognoso rispetto a uno Stirling? xD
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Bravissimo per la buona volontà nel fare i calcoli. *clap clap*

Detto questo, io amo la teoria ma sono uno molto pratico, e capita pure che di stirling (reali) ne abbia visti tanti.
Vorrei proprio vederlo quello "stirling", come vorrei vedere i ruotismi per l'annesso ovvio generatore elettrico (in corrente continua suppongo), il relativo riduttore/stabilizzatore e tutto ciò che compete al funzionamento effettivo per dare i cosiddetti... WATT! in uscita *help*
Capita pure che mi figuri perfettamente cosa significa IN PRATICA accendere una lampadina da qualche watt prendendo la fonte da uno "stirling" o da un seebeck (o magari da un peltier).
Qui sono tutti giovani ( *Si guarda intorno* ) e nessuno ha mai pedalato di notte con il fanale della bici alimentato dalla vecchia "dinamo (che era un alternatore); se qualcuno l'avesse fatto ricorderebbe la grande differenza di fatica che comportava la generazione "a piede" di qualche misero watt per i due fanalini.
Adesso ci sono gli avvisatori a LED made in ciaina, e nessuno usa più i vecchi mezzi. Troppa fatica!
Appunto... c.v.d.
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