Calcolo conducibita' equivente -elettroliti deboli
Ho la seguente formula:

Conducibilita' equivalente = k *1000 /(C*z)

Dove:
k= conducibilita specifica (vore sperimentale)
C=concenttazione ione
Z= carica ione


Ora se per gli elettroliti forti:
NaCl 0.01M...ho che C ione= 0.01M

Per gli elettriti deboli come CH3COOH 0.01M la concentrazione C quale sarebbe?

Perche CH3COOH non si dissocia del tutto...lo ione CH3COO- non potra avere la conc di 0.01M,cioe' la concentrazione analitica

Insomma per gli elettroliti deboli quale concentrazione dovrei considerare ? Quella totale del composto indissociata o quella effettiva degli ioni generati?

Grazie molte,che sto impazzendo XD
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Il fatto che l'acido acetico sia un elettrolita debole, quindi con grado di dissociazione minore di 1, influisce sul valore sperimentale della conduttanza specifica, quindi nella formula della conduttanza equivalente C è quella analitica.
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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(2019-01-14, 16:58)LuiCap Ha scritto: Il fatto che l'acido acetico sia un elettrolita debole, quindi con grado di dissociazione minore di 1, influisce sul valore sperimentale della conduttanza specifica, quindi nella formula della conduttanza equivalente C è quella analitica.

Grazie per la risposta ma non riesco a capirne il motivo :-(


Allora io sperimentalmente misuro la conduttanza...che dipende dal numero di particelle cariche...quindi il balore di conducibilita' (anche equivalente quindi)che rilevo non dovrebbe essere legato piu' che altro alla concentrazione effettiva di ioni..quindi alla sola parte dissociata dell'acido?


Perche' dovrei considerare la concentrazione totale quando solo una piccola parte dell'acido si dissocia e quindi contribuisce alla conducibilita'?

ESEMPIO pratico:
Avessi la conducibilita specifica di NaCl 0.1M per calcolare quella equivalente dovrei dividere al numenatore per C=0.1M (e vabbe' la carica z=1l giusto?

E se avessi CH3COOH dovrei dividere ugualmente per 0.1M nonostante qua se ne disciolga solo una piccolisssima parte di CH3CO-?

Non riesco a capirlo e purtroppo gli esami si avvicinano...
Potresti chiarirmelo ? Grazie!!

Aggiungo i due esempi che mi hanno fatto sorgere appunto i dubbi :
http://i63.tinypic.com/289diro.jpg
http://i63.tinypic.com/21c5zjb.jpg

Cioe' nel calcolo della ka dell' acido benzoico la concentrazione C nella formula della conducibilita' equivalente la pone uguale alla concentrazione ANALITICA dell'elettrolita debole

Mentre nel calcolo della Kps(ma pure nel prodotto ionico kw) di AgCl la concentrazione che compare nell'espressione della conducibilita' Equivalente la fa diventare la concentrazione d'EQUILIBRIO del singolo ione (e non la conducibilita' dell'elettrolita originario)

Allora pure per l'acido benzoico la concentraziome C di quella formula (la stessa dei due esempi)non dovrebbe essere quella d'equilibrio del singolo ione ,cioe' CH3COO-/ H+??

:-(
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La conduttanza equivalente limite a diluizione infinita Λ0 è il valore massimo di conduttanza equivalente della soluzione di un elettrolita a diluizione infinita, cioè quando il suo grado di dissociazione è uguale 1.
L'acido benzoico è un elettrolita debole solubile in acqua, ma a diluizione infinita la concentrazione dei suoi ioni è uguale alla concentrazione analitica della soluzione.
L'argento cloruro è un elettrolita forte, quindi il suo grado di dissociazione è sempre uguale a 1; però è poco solubile in acqua. La concentrazione analitica di AgCl in soluzione acquosa, ovverò la sua concentrazione massima in soluzione o solubilità, è numericamente uguale alla concentrazione degli ioni Ag+ e Cl- in soluzione.
Se metti 1 mol di AgCl solido in acqua, solo una minima parte passa in soluzione acquosa ovvero s = radq Ks = 1,26·10^-5 mol/L; la parte restante 1 - 1,26·10^-5 = 0,999987... mol restano come corpo di fondo.
AgCl(s) + H2O(l) <==> AgCl(aq) --> Ag+ + Cl-.......... alfa = 1 sempre
Ciao
Luisa

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(2019-01-14, 20:47)LuiCap Ha scritto: La conduttanza equivalente limite a diluizione infinita Λ0 è il valore massimo di conduttanza equivalente della soluzione di un elettrolita a diluizione infinita, cioè quando il suo grado di dissociazione è uguale 1.
L'acido benzoico è un elettrolita debole solubile in acqua, ma a diluizione infinita la concentrazione dei suoi ioni è uguale alla concentrazione analitica della soluzione.
L'argento cloruro è un elettrolita forte, quindi il suo grado di dissociazione è sempre uguale a 1; però è poco solubile in acqua. La concentrazione analitica di AgCl in soluzione acquosa, ovverò la sua concentrazione massima in soluzione o solubilità, è numericamente uguale alla concentrazione degli ioni Ag+ e Cl- in soluzione.
Se metti 1 mol di AgCl solido in acqua, solo una minima parte passa in soluzione acquosa ovvero s = radq Ks = 1,26·10^-5 mol/L; la parte restante 1 - 1,26·10^-5 = 0,999987... mol restano come corpo di fondo.
AgCl(s) + H2O(l) <==> AgCl(aq) --> Ag+ + Cl-.......... alfa = 1 sempre

Ho capito il secondo discorso sull'AgCl

Ma per il caso dell'acido benzoioco ho che la sua concentrazione e' 1.7*10^-4
E il grado di dissociazione e'0.2 in questo caso..non credo si possa considerare tutto dissociato no?

Parlo della formula usata nell 'esercizio della conducibilita equivente (non a diluizione infinita,perche' 10^-4 non e' una fortissima diluizione)...non quella equiv. A diluizione infinita.


Sbaglio qualcosa?
O semplicemente la formula per la conducibilita 'equivalente ionica richiede di mettere sempre la conc. analitica? Grazie
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Sono un po' stanca, ma nell'esercizio dell'acido benzoico c'è scritto che la soluzione è 1,00·10^-3 M., quindi 1,00·10^-3 eq/dm^3 = 1,00·10^-3 eq/1000 cm^-3 = 1,00·10^-6 eq/cm^3.
1,711·10^-4 non è la concentrazione dell'acido benzoico, ma la sua conducibilità in ohm^-1.
O leggo male???
Ciao
Luisa

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(2019-01-14, 22:32)LuiCap Ha scritto: Sono un po' stanca, ma nell'esercizio dell'acido benzoico c'è scritto che la soluzione è 1,00·10^-3 M., quindi 1,00·10^-3 eq/dm^3 = 1,00·10^-3 eq/1000 cm^-3 = 1,00·10^-6 eq/cm^3.
1,711·10^-4 non è la concentrazione dell'acido benzoico, ma la sua conducibilità in ohm^-1.
O leggo male???


Si hai ragione scusa

E' 10-3M la concentrazione(che non mi pare una conc troppo diluita,sicuramente non tendente a zero)...che appunto non posso considerarlo tutto dissociato HA ,infatti il grado di dissociazione che trova dopo e'0.2,meno della meta' e' dissociato:

Eppure nella formula della conducibilita equivalente ("standard,non quella a diluiz infinita)mette la concentrazione analitica (0.00100 al denominatore )sebbene in realta' se ne sia dissociato poco: questo mi domando,non avrebbe dovito mettere la concentrazio e effettiva dell'anione "A- " dissociato dall'acido HA,piuttosto che la conc tot di HA messa in soluzione?

E' questo che non capisco
Devo metterci li la concentrazione analitica dell'elettrolita in toto(la conc. iniziale di acido benzoico)anche se debole oppure devo considerare solo la conc. degli ioni dissociati(quindi la conc. dell'anione dell' acido)??


Appena possibile vorrei capirci di piu',grazie ancora
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Provo a spiegartelo in altro modo.

La conducibilità specifica (che il tuo libro simboleggia con k) è l'inverso della resistenza specifica, ovvero la conducibilità (che il tuo libro simboleggia con Λ) dovuta agli ioni contenuti in 1 cm^3 di soluzione. Perciò per calcolare k di una soluzione sarebbe sufficiente misurare Λ usando una cella conduttometrica nella quale le superfici affacciate dei due elettrodi siano esattamente di 1 cm^2 e la loro distanza reciproca esattamente di 1 cm. Poiché tali condizioni geometriche si realizzano con difficoltà, ogni cella possiede una costante di cella B nota espressa in cm^-1.
Da cui:
k = B · Λ
k = 0,500 cm^-1 · 1,711·10^-4 omh^-1 = 8,555·10^-5 ohm^-1·cm^-1
Non capisco perché il tuo libro scriva = 8,554·10^-1 ohm^-1·cm^-1

La conduttanza equivalente Λc della soluzione di un elettrolita debole dipende, a parità delle altre condizioni, dal numero di ioni liberi contenuti nel volume di soluzione che contiene disciolto 1 equivalente di elettrolita.
0,001 eq : 1000 cm^3 = 1 eq : V(equivalente)
V(equivalente) = 1000 cm^3 · 1 eq / 0,001 eq = 10^6 cm^3
Essendo l'acido benzoico un acido debole monoprotico si ha che 1 eq = 1 mol
Perciò:
Λc = k · V(equivalente)
Λc = 8,554·10^-5 ohm^-1·cm^-1 · 10^6 cm^3 = 85,55 ohm^-1·cm^2
Poiché il numero di ioni liberi in soluzione dipende ovviamente dal grado di dissociazione dell'elettrolita, si ha:
Λc = f · alfa............(1)
A diluizione infinita della soluzione alfa = 1, perciò a diluizione infinita si ha:
Λ0 = f....................(2)
Perciò facendo il rapporto della (1) con la (2) si ottiene:
Λc / Λ0 = alfa
85,55 ohm^-1·cm^2 / 382,05 ohm^-1·cm^2 = 0,224
Ciao
Luisa

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(2019-01-15, 00:08)LuiCap Ha scritto: Provo a spiegartelo in altro modo.

La conducibilità specifica (che il tuo libro simboleggia con k) è l'inverso della resistenza specifica, ovvero la conducibilità (che il tuo libro simboleggia con Λ) dovuta agli ioni contenuti in 1 cm^3 di soluzione. Perciò per calcolare k di una soluzione sarebbe sufficiente misurare Λ usando una cella conduttometrica nella quale le superfici affacciate dei due elettrodi siano esattamente di 1 cm^2 e la loro distanza reciproca esattamente di 1 cm. Poiché tali condizioni geometriche si realizzano con difficoltà, ogni cella possiede una costante di cella B nota espressa in cm^-1.
Da cui:
k = B · Λ
k = 0,500 cm^-1 · 1,711·10^-4 omh^-1 = 8,555·10^-5 ohm^-1·cm^-1
Non capisco perché il tuo libro scriva = 8,554·10^-1 ohm^-1·cm^-1

La conduttanza equivalente Λc della soluzione di un elettrolita debole dipende, a parità delle altre condizioni, dal numero di ioni liberi contenuti nel volume di soluzione che contiene disciolto 1 equivalente di elettrolita.
0,001 eq : 1000 cm^3 = 1 eq : V(equivalente)
V(equivalente) = 1000 cm^3 · 1 eq / 0,001 eq = 10^6 cm^3
Essendo l'acido benzoico un acido debole monoprotico si ha che 1 eq = 1 mol
Perciò:
Λc = k · V(equivalente)
Λc = 8,554·10^-5 ohm^-1·cm^-1 · 10^6 cm^3 = 85,55 ohm^-1·cm^2
Poiché il numero di ioni liberi in soluzione dipende ovviamente dal grado di dissociazione dell'elettrolita, si ha:
Λc = f · alfa............(1)
A diluizione infinita della soluzione alfa = 1, perciò a diluizione infinita si ha:
Λ0 = f....................(2)
Perciò facendo il rapporto della (1) con la (2) si ottiene:
Λc / Λ0 = alfa
85,55 ohm^-1·cm^2 / 382,05 ohm^-1·cm^2 = 0,224


Credo che abbia sbagliato e sia come dici 8.554×10^(-5)
Perche' poi dopo quando calcola Λc mette questo valore giusto

Comunque ho capito il tuo messaggio ma NON capisco appunto l 'esercizio o meglio non capisco perche' quando calcola Λc,cioe la conducibilita' equivalente della nostra soluzione 0.001M di HA (non qiella a diluizione infinita ma quella relativamente concentrata,la nostra reale soluzione insomma) al denominatore sceglie come concentrazione C, C=0.00100M,cioe' la concentrazione analitica di HA

Non dovrebbe mettere per Λc=( 1000* k)/ z*C la concentrazione C degli ioni " Benzoato"dissociati?! E non la concentrazione analitica dell'elettrolita debole HA...mettere 0.001M al denominatore signfica iootizzare che tutto e' dissociato ma e' falso per la Λc ...quando so che se ne dissocia molto poco del mio HA 0.001M


E' quel C al denominatore di questa formula per la conducibilita' equivalenteΛc che non capisco (ripeto la Λ0,non la Λc ,li ho capito che a diluiz infinita il grado di dissociazione e' 1 e quindi e' corretto mettere per gli ioni generati a dissociazione la concentraziine analitica,in quanto la loro conentrazione coincide con essa)
Cioe' per un elettrolita debole 0.001M il grado di dissociazione non e' 1 e quindi non e' sbagliato mettere la conc iniziale di HA ? (0.001M) ?

Grazie..
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Scusami, ma se ti chiedo di dirmi quanti equivalenti (o moli) di HA ci sono in 1 L di soluzione di HA 0,00100 M tu, sapendo la Ka, vai a calcolare le moli di H+ e di A- o dici semplicemente che in 1 L ci sono 0,00100 moli (o equivalenti)???
Prova a guardare il seguente esempio relativo ad una titolazione di HA debole con base forte:

   
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
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