Cella elettrolitica
(2010-04-11, 06:18)Chimico Ha scritto: Dott la scelta del titanio piuttosto che del platino dipende dall'esperienza. [Omissis]

Sullo stato di suddivisione del metallo siamo in sintonia, il nero di platino sull'elettrodo di riferimento è l'esempio emblematico, ma davvero la superficie è così differente da metallo a metallo? Non sto parlando di estensione della superficie (a questo dovrebbe servire il nero di platino, cioè ad aumentare la superficie di contatto), ma di differente aspetto microscopico del metallo, tale da far variare in modo significativo l'andamento (velocità e/o resa) della reazione elettrolitica. La mia è ignoranza, intendiamoci, mi sto ponendo la domanda e la giro a te (a voi). A me pare strano che ci sia davvero tutto questo determinismo dettato dalla tipologia di superficie (non dalla sua estensione).
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
Cita messaggio
Si, la scelta del metallo cambia l'andamento della reazione, questo è anche dovuto al fatto delle diverse strutture cristalline di ogni metallo, citando le 3 più importanti: cubica (a corpo centrato, a facce centrate) e esagonale compatta, questo tipo di strutture è possibile vederle anche su alcune tavole periodiche, ad esempio il ferro è cubica a corpo centrato e il titanio è esagonale compatta. Queste cose le sto studiando adesso in una materia che ho iniziato questo semestre che tratta dei meccanismi di corrosione dei materiali metallici con relativi processi di protezione e prevenzione.
Ogni cosa che sentiamo è un'opinione, non un fatto.
Ogni cosa che vediamo è una prospettiva, non la realtà.
Cita messaggio
Quindi mi stai suggerendo chessò, che la tendenza alla corrosione di un metallo è funzione del suo stato cristallino? Spiegami...
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
Cita messaggio
Non te lo so dire con assoluta certezza perchè ho solo gli appunti sotto mano, ma la corrosione di un metallo è in funzione di molte variabili, non solo del reticolo cristallino, ma anche delle lavorazioni a caldo o a freddo che ha ricevuto, della grandezza dei grani che compongono il metallo, del grado di impurezze presenti e se il materiale è policristallino o monocristallino. Ti faccio un esempio con due acciai inox:
1) acciaio inox martensitico (vedi martensite nel diagamma Fe-C): La sua composizione è:
-C 0,2-1,2%
-Cr 13-18%
-tracce di vanadio
Questo tipo di acciaio è tra i più resistenti meccanicamente (carico di rottura di circa 800 MPa anche se dovrei ricontrollare questo valore). Gli acciai di questo tipo hanno minor resistenza a corrosione visto che la loro struttura cristallina è fortemente distorta, crea un film discontinuo di Cr2O3 e quindi più soggetto a corrosione.

2)acciaio inox ferritico:
-C <0,1%
-Cr 18-26%
-traccie di molibdeno
Questi acciai non hanno la struttura cristallina distorta dei martensitici, resistono molto di più quindi alla corrosione, ma hanno una resistenza meccanica molto bassa (più o meno 400MPa).

Da questi due esempi si può vedere che quello che si guadagna in resistenza meccanica modificando il reticolo cristallino lo perdiamo in resistenza alla corrosione.

Ti voglio segnalare i libri di testo che uso io per studiare, sono veramente molto validi ed esaurienti su questo argomento:
-Scienza e ingegneria dei materiali, una introduzione. Autore: William Callister. Edises
-Corrosione e protezione dei materiali metallici (volume 1 e 2). Autore: Pietro Pedeferri. Polipress
Ogni cosa che sentiamo è un'opinione, non un fatto.
Ogni cosa che vediamo è una prospettiva, non la realtà.
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano frangio89 per questo post:
Dott.MorenoZolghetti
scusate, probabilmente sono andato in OT, ma riallacciandomi al discorso della cella elettrolitica, non ho capito se il disco di plexiglass è fissato in qualche modo al contenitore o è apribile senza problemi?
Ogni cosa che sentiamo è un'opinione, non un fatto.
Ogni cosa che vediamo è una prospettiva, non la realtà.
Cita messaggio
Non è per niente fissato, solo appoggiato, dato che l'idrogeno deve uscire (ed esce senza alcun problema da dovunque non sia ermetico).
Il becker senza beccuccio serve a fare in modo che non sfuggano particelle di liquido trascinate dal gas; senza la piastra ben aderente questo sarebbe un inconveniente fastidiosissimo.
Cita messaggio
si certo adesso ho capito, no perchè mi sembrava fissato tipo con il silicone e mi ero domandato appunto del gas che doveva uscire. Però mi sono chiesto se ad esempio se era possibile generalizzare l'uso di una coppia di elettrodi per un certo tipo di reazioni rispetto ad un'altra coppia. Mi spiego meglio, in pratica se per un certo tipo di reazione o una reazione specifica c'è una coppia di elettrodi che opera meglio rispetto ad altre coppie, ad esempio che si corrodono di meno.
Ogni cosa che sentiamo è un'opinione, non un fatto.
Ogni cosa che vediamo è una prospettiva, non la realtà.
Cita messaggio
(2010-04-13, 21:20)frangio89 Ha scritto: ...se per un certo tipo di reazione o una reazione specifica c'è una coppia di elettrodi che opera meglio rispetto ad altre coppie, ad esempio che si corrodono di meno.

Questo è poco ma sicuro!
Le elettrolisi industriali si fanno con un mucchio di materiali diversi per gli elettrodi, a seconda del bagno e della reazione da ottenere.
Per quelle hobbystiche si usa in genere il carbone di storta (ex pile) perchè è il materiale meno attaccabile dai reagenti e non inquina il bagno con sostanze poi ineliminabili.
Cita messaggio
So che questo non centra molto con questa discussione, ma parlando di celle elettrolitiche...
Siccome adesso ho a disposizione una fornace che, gia' verificato, riesce a sciogliere (appena dico questo capirete di cosa si tratta), NaCl e altri sali... In che modo dovrei costruire una camera per contenere Na (elementare) in caso di elettrolisi? Il funzionamento di una cella di Downs e' abbastanza semplice....

Al catodo (-) vengono attratti i cationi Sodio, mentre all'anodo (+) vengono attratti gli anioni Cloro, sviluppando ad uno Sodio e all'altro Cloro elementare. (Ma penso che questo, chiunque con qualche base di elettrochimica lo sappia)
Quali sono le difficolta' nell'elettrolizzare NaCl fuso, utilizzando una fornace e NaCl (l) per ottenere sodio? (So' che si puo' aggiungere del Cloruro di Calcio per facilitare la fusione del sale, tanto il calcio non va' a depositarsi al catodo in presenza di sodio).
Cita messaggio
anche se non è molto in linea con la discussione ti voglio dire che per poter fare quello che vuoi devi eliminare completamente l'aria...questo è il requisito minimo...se sai come eliminare il contatto del sale fuso con l'aria possiamo iniziare a parlare...
Cita messaggio




Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)