Certificare il laboratorio (?)
Apposta vanno selezionate le discussioni...ma quando parlo di censure mi tirate la pietre...
In Italia non si usano le spade (dopo l'"affare gladio" si evita...), ma sono mazzate comunque. Quindi applicare quel poco di buon senso che ci resta serve a scongiurare ogni probabilità di guai.
Come diceva Simon de Laplace: "La teoria della probabilità in fondo non è altro che buon senso ridotto a calcolo."
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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E aveva ragione Laplace! A meno che... non s'imbatta per caso anche lui in un certo appuntato Caruso, che digitando a caso un certa parola su un motore di ricerca...
Ti dice qualcosa Moreno? Rolleyes
(forse bisognerebbe esplicitare la vecchia parabola!)
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Ah! L'appuntato Caruso...quasi mi ero scordato dell'appuntato Caruso...
Che bei ricordi mi affiorano dalla memoria... Grazie Al!;-)
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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@Moreno:
tu che hai un laboratorio di una certa grandezza, mi sai dire qualcosa riguardo alla domanda iniziale?
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Scusate se mi ri-intrometto... argomento come mi consiglia Nexus.
Spesso le leggi, che voglio credere siano sempre fatte con buoni propositi, creano effetti collaterali e riducono solo in parte il vero problema. E dove non arriva una norma restrittiva, spero arrivi il buon senso umano, come già detto; per tanto non vedo nulla di male nel produrre un reattivo che mi identifichi una data sostanza, o sintetizzarne un'altra che ha proprietà chimiche interessanti, geometria molecolare particolarmente bella, o altre caratteristiche innocue e stimolanti la mente. Il rischio è quello di uniformare tutto ancora, di sradicare gli interessi più particolari e render tutto un piattume, dove la massima aspirazione è partecipare ad un reality o ad un talk show. Per di più, ma questa è una mia opinione, la conoscenza della chimica ci difende dagli scorretti luoghi comuni che gli ambientalisti estremisti sfoggiano ultimamente, accusando ad esempio sostanze che hanno fatto la storia dell'uomo, nonchè l'hanno portato alla posizione privilegiata che riveste, solo perchè ne hanno paura. Ma è l'ignoranza a generare la paura, ciò che non conosciamo ci terrorizza, e impedire di conoscere significa far sprofondare tutto in un terrore di tutto.
Per citare anch'io uno che "la sapeva lunga" (dopo Laplace), riporto una frase molto famosa che calza a pennello:

"Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza..."
Queste alcune delle parole che Dante mette in bocca ad uno degli uomini più astuti della storia, Ulisse.
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E' un argomento complesso, da affrontare da differenti angolature, altrimenti si corre il rischio di fare considerazioni di parte.
Quello che posso dire è:
- a privati cittadini, non in possesso dei titoli di studio e delle idonee motivazioni (es. lavoro, ricerca) non sono conferite autorizzazioni di sorta
- occorre bene differenziare tra i vari tipi di laboratorio (analisi, ricerca, microbiologia, clinica, patologia, ecc.) poichè ciascuno deve soddisfare specifici requisiti
- il grosso problema sono gli approvvigionamenti di sostanze chimiche e il loro smaltimento
- a nessuno è vietato detenere sostanze NON pericolose presso la propria abitazione
- le sostanze pericolose sono catalogate come tali ed etichettate con simboli specifici e frasi di rischio
- particolare attenzione (rischio di procedure penali a carico) va rivolta a tutte quelle sostanze che possono generare pericoli per la collettività (es. esplodenti, corrosivi, gas tossici, materiali infiammabili stoccati in grandi quantità, sostanze altamente tossiche o cancerogene, facilmente disperdibili o inquinanti, ecc.)
- meno pubblicità vi fate (rispetto a queste ultime considerazioni), meno grattacapi avrete
- rispettare l'ambiente è doveroso e moralmente vincolante!

Per ora non mi viene alla mente altro da dire.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Rispondo volgarmente ad un esposizione di fatti inconfutabili: io sono suscettibile di avere un pessimo sonno al minimo dubbio di commettere o avere il sospetto di commettere qualcosa di illegale. In altre parole mi piace e voglio essere in regola, con tutto quello che orbita attorno alla mia vita, non solo il laboratorio.
Ho la presunzione di avere dei principi di vita sani, e ho la presunzione di considerarmi una persona onesta e che si sforza di agire in conformità alle regole.

Quando le regole si incrociano con il mio concetto di "giusto", allora c'è un'enorme problema. Sono molto restio a cambiare il mio concetto, a meno che ho anche solo un minimo dubbio che stia sbagliando qualcosa.
Questo è dovuto al fatto che io sono geneticamente incapace/debole/contrario a nascondere qualsiasi (o quasi) cosa.

La mia personale opinione è che chi crede ancora che la legge è uguale per tutti è un'emerito ignorante. La legge può essere uguale solo per coloro che la conoscono completamente e che conoscono tutti gli strumenti per applicarla. Non a caso gli avvocati si fanno pagare ben più dei scienziati...

La legge a sua volta è rappresentata da persone, nel nostro caso concreto difficilmente da dottori in chimica.

Ma posso garantire che se la legge mi vieta la detenzione di determinate sostanze, io tenderò a combattere la legge qualora questa mi impedisse di raggiungere fini scientifici e molto meno a consegnare i miei prodotti.

Questo perchè ritengo che la ricerca scientifica sia un'attività nobile, al pari addirittura della creazione di opere d'arte per esempio.
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Concordo Nexus. Per le persone corrette, soddisfare le proprie passioni andando contro la legge è sempre un problema morale... un paradosso interno. Ma bisogna capire quale delle due sbaglia: in questo caso è la più potente a sbagliare, la legge, se si mettesse a impedire lo sperimentare e l'avanzare della scienza.
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Concordo con quanto scritto sopra, ma in caso ambiguo ritengo che saremmo tutti (rettifico: quasi tutti...) destinati ad essere perdenti, per il semplice motivo che la legge, almeno in Italia, non viene applicata ma sempre "interpretata". E, trattandosi di chimica, indovina dove penderà la bilancia? *Fischietta*
Un esempio ultrabanale sono le sostanze "pericolose etichettate con simboli specifici, ecc.": qui dentro ci cade TUTTO E NIENTE, a seconda di come la si vuol leggere. Ergo: posso detenere acido nitrico? Risposta: sì, no, no, sì, sì, no e via all'infinito a seconda dell'interpretazione che fosse data "dall'ingranaggio" in cui si fosse malauguratamente caduti.
A tal proposito, leggendo un forum tedesco con la bella parola Hausdurchsuchung consigliata da Nexus (che liberamente traduco con "rovistare per casa" così rende l'idea) ho visto un povero sperimentatore che teneva in capsula un po' di bisolfato e i rovistatori non ci credevano, doveva essere per forza T;C;A;P... fin che li ha convinti mettendolo sul fuoco... *help*
Se si vuol trovare il male o il bene si trova dovunque sia uno che l'altro, basta "interpretare" opportunamente, come le reazioni reversibili, che vanno verso destra o verso sinistra a seconda delle condizioni.
[Ma nessuno mi leva dalla testa che se cadi "nell'ingranaggio" vanno sempre e solo in un senso... -_- ]
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Comunque l'ho già fatto una volta questo passo di cercare una certificazione, invitando il chimico cantonale nel mio laboratorio! Si è parlato di diverse cose e alla fine praticamente ho avuto il suo benestare, visto che ha affermato che per lui era tutto in regola :-)
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