Che genere di reagenti si usano nelle scuole?
mi chiedevo quali reagenti si usano in quelle scuole superiori che hanno i laboratori. Dopo tutte le restrizioni dell'ue si possono usare ancora cose tipo acido nitrico, solforico e cloroformio?
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Su questo forse saprà risponderti bene Luisa che essendo ex insegnante conosce bene la materia.
Posso dirti che tra quelli che hai citato sicuramente il cloroformio, essendone oramai riconosciuti da anni i rischi, sicuramente in un laboratorio scolastico non lo trovi.
Ma non lo trovi solo perché è pericoloso in se, il reagente.
Come si parlava qualche tempo fa, l'uso di sostanze chimiche espone a rischi che per la tutela della salute di lavoratori e studenti devono essere mitigati e per i quali devono essere prese le necessarie contromisure. L'attuale normativa in materia è molto vasta e esigente.
Questo impone una analisi dei rischi, una analisi delle contromisure in termini di dpi, procedure, revisione attrezzature... per non parlare poi della questione smaltimento rifiuti.... quindi mettere in piedi un sistema che va gestito.
Capisci che questo è un costo e neanche tanto contenuto nei budget già striminziti della scuola pubblica dove bisogna pure portarsi la carta igienica da casa: figurati se si mettono a fare una roba del genere.
Il costo della sicurezza vale sicuramente la salute delle persone ma spesso è inaffrontabile dalle amministrazioni scolastiche. Risultato: le cose a maggior rischio non si fanno più e si da preferenza a esperimenti più "tranquilli", semplici da gestire.
Ecco perché non troverai il cloroformio ma non troverai anche molte altre cose, eliminate alla radice del problema.
Le restrizioni sono una parte delle cause ma sono convinto che in molti casi il loro peso sia trascurabile rispetto a problemi di altro tipo.

Un saluto
Luigi
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Esatto, il CHCl3 presenta delle frasi di rischio che comporterebbero il dover organizzare delle visite mediche per attestare che i lavoratori e le lavoratrici che lo usano non siano esposti a livelli significativi di questo composto. Naturalmente la via più semplice è sostituire i reagenti pericolosi. La cosa che mi rincuora, e che dimostra che queste regole non sono fatte a casaccio, è che le sostanze che invece non comportano rischi per la salute a lungo termine, ma che sono pericolose in altro modo, vengono usate ancora. Ad esempio l'acido fluoridrico al 48% e la sodio azide ci sono ancora. Poi è ovvio che sta alla sensibilità dell'insegnate predisporre esperienze di laboratorio che non comportino rischi inutili, tant'è che io personalmente, a scuola, non ho mai usato questi reagenti che ho citato. Non credo però che queste regole siano uniformi su tutto il territorio nazionale. Conosco diverse persone (insegnanti e studenti) che in altre regioni usano tranquillamente esano, diclorometano, piombo, cromati ecc. Mi sembra strano che ci siano così tante infrazioni di un'ipotetica legge valida in tutta Italia.
Cordiali saluti,
Edoardo 


"Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e sulla prima ho dei dubbi"  (A.Einstein)
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Ho visto pure io in università casse di tetracloruro di carbonio, solvente che ormai andrebbe eliminato dai laboratori (anche di ricerca se ci sono alternative green), tenuto per non si sa quale motivo e magari figlie di un passato in cui si benedicevano i laboratori con esso.
Poi è ovvio che ci siano reagenti ben peggiori sul breve termine. Vedi il sopracitato HF 48% oppure, giusto per dirti quelli che usavo io, tert-butillitio o diisobutilealluminio idruro o sali di cromo(VI)... Ma non penso questi siano usati in laboratori delle superiori visto che sono per ricerca universitaria. Ma non è che passando dalle superiori all'università la solfa cambi.
La chimica è una cosa che serve a tutto. Serve a coltivarsi, serve a crescere, serve a inserirsi in qualche modo nelle cose concrete.
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