Chi è e che cosa fa l'Ingegnere Chimico?
Molto spesso ho dovuto spiegare cosa si studia ad Ingegneria Chimica e che ruolo ha questo titolo in ambito lavorativo, perciò proverò qui sotto a rendervi più chiara la situazione. 
Questo topic sarà più un introduzione al Corso e spero diventi anche una discussione aperta a domande e a qualsivoglia tipo di curiosità, pubblicando magari su richiesta materiale didattico di corsi dei quali vorrete chiedere maggiori informazioni. (anteprima di materiale)
Dopo esservi documentati al seguente link sulla storia di come è nata questa facoltà e sulle differenze col corso di chimica, ho deciso di rispondere a 5 delle domande più frequenti che mi sono state fatte, per poi magari continuare in futuro la discussione aggiornandola o rispondendo ad altre domande nel limite delle mie conoscenze da studente alla triennale.


1) Cosa si studia ad Ingegneria Chimica? 
Il corso di Ingegneria Chimica possiede molteplici campi di studio, volti ad acquisire un quadro generale ed una propria cultura personale grazie al quale lo studente può risolvere processi realmente esistenti nell'industria che necessitano di determinati percorsi di applicazione.
Il nome lascia spesso ingannare: gli studi non sono infatti concentrati sulle scienze chimiche intese nel senso intrinseco della materia, ma alla meccanica che viene applicata nei processi chimici prettamente industriali. D'altronde è un corso di Ingegneria, non di Chimica...

   

Nell'allegato precedente è possibile osservare che le "materie chimiche" totali sono 4/5 nella triennale e sono comunque concentrate su argomenti rivolti all'industria. 
Al seguente link invece è possibile cliccare sulle materie per vedere il programma del corso. 

2) C'è tanta matematica ad Ingegneria?

Si..ma quanta? Basti pensare che intanto sono 4 le materie puramente algebriche e matematiche e sono: Analisi Matematica I, II, Algebra e geometria, Analisi numerica
Tutte le altre materie di cosa trattano? Semplicemente la traduzione di concetti teorici in modelli matematici risolvibili mediante calcoli differenziali e integrali sia manuali sia tramite computer(Analisi Numerica). 
Ogni legge, ogni formula infatti che viene utilizzata anche nell'ambito chimico è una profonda traduzione matematica del concetto teorico che deve necessariamente essere tradotto in formule per poterne determinare il valore numerico. La conoscenza matematica è quindi non necessaria, ma fondamentale per poter capire quei concetti primitivi che ti consentono di arrivare con la logica, e non con la memoria, a tutte quelle formule necessarie per il quotidiano. Una volta appresi questi concetti di base al primo anno, ci si avvale quindi dell'informatica: modelli matematici tradotti in linguaggio macchina (MatLab) mediante il quale è possibile costruire un modello matematico che risolva ad esempio calcoli termodinamici, energie di legame, simulazioni di parametri variabili nel tempo in modo corretto e veloce. 
Sicuramente il primo anno risulta un po' ostico apprendere tutti i ragionamenti matematici che stanno dietro alle formule, ma col tempo grazie ad altri corsi si capisce finalmente il suo reale utilizzo. 

3) È così difficile Ingegneria? 

Studiare ti porta inevitabilmente al confronto con altre facoltà e a trarre conclusioni più o meno oggettive. Che sia difficile non serva io che ve lo dica; sicuramente la mole di studio è maggiore rispetto a facoltà umanistiche, ma anche ad altre scientifiche. Quello che voglio dire però, non serve essere superuomini per poterla studiare. Se la tua passione è questa non serve essere un genio, ma una persona normodotata con la passione e con la voglia di apprendere riuscirà sicuramente nella propria impresa. Quello che ho imparato io vedendo gli studenti abbandonare già dal primo anno è che se realmente non ti applichi non ce la fai. Il fatto di avere talvolta 5 materie in un semestre non è semplice da digerire ed arrivare ad essere in pari, ma ho conosciuto persone che già dal primo anno sono rimasti con 6/7 esami indietro. Perchè? Perchè hanno iniziato la facoltà per il nome che porta, per il titolo, altri per l'alto stipendio, senza la passione che li avrebbe spinti a provarci a tutti i costi. Ho conosciuto comunque altre persone che pur studiando non sono riusciti ed hanno abbandonato...Ognuno fa le sue scelte, ma io scrivo questo per cercare di incoraggiare il più possibile. Si boccia un esame? Pace, lo si ripete... non si getta la spugna alla prima difficoltà. Se ne boccia 2 o 3? Si rifanno subito, senza perdere tempo. Ne ho conosciuti davvero tanti che hanno bocciato anche 10-12 esami ma comunque si sono laureati in tempo. Perchè? Perchè avevano passione in quello che facevano. Morale della favola? Si è difficile, gli esami sono pieni di matematica, non hai più tempo libero, ti chiedi ogni giorno chi te l'abbia fatto fare, ci sono tante ore di lezione a settimana (25-32) e ci vuole un impegno quotidiano per stare al pari, con uno stress davvero alto. Però ricordate una cosa:"Un fallimento non ti rende un fallito". 

4) Cosa fa l'Ingegnere Chimico?

L'Ingegnere in generale risolve problemi e crea procedimenti per la realizzazione del processo desiderato. 
Se il processo è chimico allora saranno appunto necessarie conoscenze tecnico-scientifiche per la realizzazione dell'impianto. Ipotizziamo un processo semplice di miscelazione: Si progetta il reattore che in questo caso sarà un semplice miscelatore e si progettano tutti i tubi necessari. Ma come? Grazie alle materie apprese nella Triennale ed approfondite alla magistrale, si ricorre all'utilizzo della Termodinamica per il bilancio di materia ed energia di correnti in entrata ed uscita grazie al quale si può determinare lo stato fisico di una miscela (liquido, liquido-vapore ecc) con tutte le sue caratteristiche che in seguito mi consentono di progettare le tubazioni ed il dimensionamento di questi grazie al corso di Fluidodinamica. Ipotizzando un numeri di correnti in ingresso di 3, è logico che la portata massica in uscita sia uguale alla somma delle masse in ingresso, ma non è mica vero per le portate volumetriche....A seconda di queste infatti si dimensioneranno tubi più o meno larghi in diametro con tutte le sue caratteristiche strutturali.
Essendoci in gioco apparecchiature meccaniche è naturale che queste siano alimentate fornendo un lavoro elettrico da un impianto elettrico, dal quale l'Ingegnere Chimico non è esente ma ha appreso le basi necessarie al corso di elementi di Ingegneria Elettrica. L'impianto deve rispettare tutte le norme di inquinamento, uni, dimensionamento, prezzo economico ecc. Capite che i processi sono molti (distillazione, stripping ecc) spiegati ad esempio al corso di Operazioni Unitarie ed altri, ma non starò a spiegarli in questo post perchè non è lo scopo. 

5) Sbocchi lavorativi?

Perchè di solito la risposta è :" Mah un po' di tutto, nell'industria, progettazione" ecc.
Beh, perchè ogni azienda che ha un processo produttivo dovuto alla trasformazione della materia prima in prodotto finale necessita di un Ingegnere Chimico (con magari una magistrale in Ingegneria di Processo ). È quindi naturale che vi è una vastità di categorie che posso scrivere, dalle più attinenti alle meno: ricerca, petrolchimica, produzione di prodotti chimici (qualsiasi), progettazione del tipo di apparecchiatura desiderata( reattori, pompe, turbine, compressori, valvole [...] ), metalmeccanica, settore alimentare, biomedico, ambientale, dotti (gas-dotti, acquedotti ecc..), cementifici e potrei scrivere quì davvero per molto. 


Ripeto che non sarò io a presentarvi l'intero corso, perchè esistono già OpenDay e vari siti web di ogni facoltà che illustrano bene o male tutto, ma ho sempre ritenuto che il parere di uno studente sia a volte più utile di quello dei professori. Ritenete questo post più come "una chiacchierata al bar" :-D

Cordiali saluti
Niccolò
Più studio la scienza, più credo in Dio.
A. Einstein
L'ateismo è così insensato. Quando guardo il sistema solare, vedo la terra alla giusta distanza dal sole per ricevere le quantità adeguate di calore e luce. Questo non è accaduto per caso.
Sir Isaac Newton
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EdoB




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