Chimica acquosa del Ti
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Il titanio, un elemento che mi è sempre piaciuto, forse per il nome altisonante, forse perchè è un metallo leggero, resistente alla corrosione, non costosissimo.

In chimica lo si incontra solitamente o come TiO2 o come TiCl4. Dei due l'unico stabile in "condizioni normali", all'aria, all'umidità etc. è TiO2. E' utilizzato in vernici, in nanotecnologie, per ricoprire alcune compresse farmaceutiche. E' anche uno di quelli che Al definisce "testardi", che non si portano in soluzione (quasi) in nessun modo. Nel TiO2, ovviamente, il titanio ha numero di ossidazione 4+, come nel cloruro prima citato.
Per scioglierlo e poterlo ottenere in acqua come Ti4+, si può passare attraverso vari metodi, che portano però sempre a sali di titanile, ovvero del catione TiO++. Uno di questi metodi, il più semplice, consiste nello scaldare una piccola quantità di ossido in acido solforico concentrato bollente (procedura pericolosissima bisogna ammettere, ma è ciò che serve per ottenere questi sali). Si otterrà alla fine un liquido costituito principalmente da H2SO4, con una piccola quantità di TiOSO4 (titanile solfato) disciolto e totalmente trasparente.

Ma cosa succede se metto del Ti metallico in HCl, ad esempio?
TiCl4 non si può formare perchè è sensibilissimo all'acqua, nella quale si idrolizza a dare TiO2 e HCl. Potrebbe non accadere nulla, e per brevi periodi a freddo è esattamente ciò che succede.
Ma se si lascia il metallo nell'acido concentrato per un po' di giorni (in provetta alta e stretta, per limitare l'ossidazione all'aria), scaldando quotidianamente quasi a bollore, un po' passa in soluzione come Ti3+, sotto forma di cloruro di titanio (III), dal caratteristico colore viola scuro. L'idrogeno nascente prodotto dalla reazione aiuta a mantenere ridotto questo catione.

Infine, tornando alla soluzione iniziale di titanile solfato, essa forma un complesso fortemente colorato in rosso-arancione (perossotitanio) con H2O2, tanto da essere utilizzato, come si era già detto anche sul forum, come reagente per il perossido d'idrogeno.

Nella foto 1, in basso a sinistra Ti3+, in alto TiOSO4 sol., in basso a destra il catione perossotitanio. Nelle foto 2 e 3, una lamina di titanio con annesse striscioline come sfondo (alcuni frammenti di striscioline sono stati utilizzati per preparare la soluzione di TiCl3).

       
   
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Bravo! è da notare che la transizione che il colore viola nel caso del Ti (III), è un raro caso in cui il valore corrisponde esattamente alla separazione energetica t2g-eg così nel caso del Ti(III) si vede che la transizione T2g(1)Eg(0)-->T2g(0)Eg(1)* ha l'energia corrispondente al valore che si ricava dalla relazione deltaE=hv !

Bravo Max
Chef.
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Max Fritz
bravo! molto interessante...
in effetti il titanio è ostico anche in organometallica
famosi sono alcuni complessi: titanocene e reattivo di Tebbe

tra i metalloceni formati da ciclopentadienile-metallo di transizione il titanocene (Cp2Ti) è un molecola "problematica" poichè la sua deficienza elettronica e l'estremamente elevata reattività risultante porta a prodotti che deviano dalla semplice struttura a sandwich
sono noti numerosi addotti (Me5C5)2TIL1,2 (L = alchino, CO, PF3, etc.) con una struttura a sandwich inclinati
a T[Immagine: MIN_UG.gif]-30 °C anche N2 si coordina ("azofilicità")
l'addotto (i-PrMe4C5)Ti(N2)2 è stato caratterizzato tramite cristallografia a raggi X (Chirik, 2004)
in assenza di ulteriori ligandi donatori, si ha dimerizzazione con formazione di due ponti idrido: ad esempio nel μ-(η5:η5)fulvalenedienil-bis(μ-idrido-η5-ciclopentadienil)titanio si ha la formazione di legami TiHTi 2e3c
famoso è anche il composto Cp2TiCl2, il quale secondo Kopf esibisce proprietà citostatiche, oltre ad inibire tumori resistenti al cis-platino

il reattivo di Tebbe (Grubbs, 1980) è un alternativa al reattivo di Wittig, ovvero è stato pensato e creato per creare legami C=C a partire da C=O (aldeidici e chetonici)
si sintetizza a partire da Cp2TiCl2 e Al2Me6 in toluene a 20 °C; formalmente è un alchilidene complesso di formula Cp2Ti=CH2, e a differenza delle ilidi di fosfonio di Wittig è in grado di convertire esteri in vinileteri
una variazione nel metodo di sintesi prevede la formazione di un metallaciclo, generato dal reattivo di Tebbe con un'olefina in presenza di una base di Lewis (Grubbs, 1982)
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Quella "enorme" lastra di metallo è titanio?
Se sì...io e te ci dobbiamo frequentare un po'....asd
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Tuuuutto titanio al 99,7%. Spessore 0,4mm. Però... non è enorme, è solo 10x16cm.
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Ottimo lavoro!
Bella la lamina (era come quella che quasi quasi riuscivo a trovare, ma che poi è andata buca; devo insistere... 8-) )
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titanio...se avete parenti con le protesi...munitevi di bisturi e..... mentre dormono......ahahahahahhaa
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io nel piede sx ho un perno di titanio da 3.64 cm, nel destro ho un perno di un più sicuro e volgare acciaio speciale da 4cm.
appena ho un po' di tempo, ci vado giu di cacciavite e martello!
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Avete qualche informazione sul TiF4 e sul TiF3?
Grazie!
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