Chimica supramolecolare
http://en.wikipedia.org/wiki/Supramolecular_chemistry

“Qualcuno potrebbe dire che i sistemi supramolecolari hanno salvato la chimica fisica organica. La scoperta degli eteri corona ha dato a questo campo un nuovo riconoscimento: il riconoscimento molecolare.” [1]

Come indica la citazione di cui sopra presa da un articolo di Julius Rebek e dei sui co-autori, la chimica supramolecolare ai suoi inizia diede nuovo impeto alla chimica fisica organica, che a quei tempi era stata intrappolata in sempre più dettagliati studi cinetici. Presto, la natura delle interazioni non-covalenti fu di grande interesse.
I primi complessi sintetici del tipo host-guest furono studiati con rispetto per la loro abilità di legare selettivamente l'uno con l'altro attraverso deboli interazioni. La maggior parte dei cationi furono usti come ospiti, perché essi forniva interazioni leganti un po' più forti a causa della loro carica e formavano legami abbastanza direzionali.
Finché questi primi passi della chimica supramolecolare maturarono in un campo di ricerca vero e proprio. Un vasto numero di concetti vennero sviluppati aumentando le forza di legami a causa della preorganizzazione e dell'effetto chelato. Questi concetti erano stati trasferiti con successo a molecole ospitanti neutro e anioniche.
Oggi, le interazioni multivalenti iniziano a giocare un ruolo importante per la chimica host-guest.

Ma la chimica supramolecolare è molto più che riconoscimento molecolare. Concetti quali ad esempio sintesi templata, auto-assemblamento (gerarchico), ed auto-selezioni hanno reso la sintesi supramolecolare uno strumento potente per costruire architetture chimiche grosse e complesse da semplici building blocks con un programma inerente di siti leganti ben progettati. Basate su questi concetti, furono sviluppate le supramolecole funzionalizzate, tra cui possiamo citare interruttori molecolari, porte logiche, contenitori molecolari, elevatori, valvole e molle, catalizzatori supramolecolari e molto altro.
Fissando queste supramolecole funzionalizzate in maniera adeguata, per esempio su nanoparticelle, all'interfacce o in membrane possono essere un modo di genere anche nuovi materiali con interessanti effetti macroscopici.

Questo sviluppo eccitante è stato accompagnato dallo sviluppo di nuove metodi in grado di monitorare le dinamiche abbastanza veloci dei sistemi supramolecolari. Con questo, la chimica supramolecolare è diventata fertile per altre area in chimica.

1. O’Leary, B. M.; Szabo, T.; Svenstrup, N.; Schalley, C. A.; Lützen, A.; Schäfer, M.; Rebek, J., Jr. J. Am. Chem. Soc. 2001, 123, 11519–11533.
doi:10.1021/ja011651d
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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