Classificazione IARC della carne
Buongiorno a tutti,
è notizia di questi giorni che lo IARC, International Agency for research on Cancer, ha inserito anche la carne rossa tra i prodotti e sostanze che possono essere responsabili di insorgenza di cancro.
In particolare sembra che la carne rossa intesa come tale sia stata classificata nel gruppo 2A (agente probabilmente cancerogeno per l'uomo) mentre la carne lavorata come insaccati e simili è stata classificata nel gruppo 1 (agente cancerogeno per l'uomo)

Ora queste classificazioni, dette così susciteranno sicuramente discussioni a non finire, e dato l'interesse e l'importanza dell'argomento, ho pensato di aprire questo post in cui ciascuno può riportare la propria esperienza, conoscenze, opinioni, dati, pubblicazioni, ecc.

Da parte mia riporto, per iniziare, alcuni documenti reperibili in rete sul sito dell'oms (http://www.who.int/en/) e dello IARC (http://www.iarc.fr/).

I documenti sono:

- la lista degli agenti e delle classificazioni... è in excel e facilmente consultabile:

.xls  List_of_Classifications_Vol1-114.xls (Dimensione: 168 KB / Download: 46)


- Q&A on the carcinogenicity of the consumption of red meat and processed meat:

.pdf  Monographs-Q&A_Vol114.pdf (Dimensione: 50.84 KB / Download: 31)


- IARC Monographs Questions and Answers:

.pdf  Monographs-Q&A.pdf (Dimensione: 133.67 KB / Download: 43)


- IARC Monographs evaluate consumption of red meat and processed meat - press release:

.pdf  IARC Monographs evaluation.pdf (Dimensione: 42.11 KB / Download: 33)


Piccolo commento personale: secondo me è sbagliato demonizzare in questo momento la carne e credo che come sempre la giusta regola sia nel mezzo: spero che l'informazione che sarà data alla gente su questo argomento sarà corretta e completa perchè una notizia buttata così come è stata detta già da molte testate giornalistiche rischia di creare solo inutile allarmismo e pericolosi contraccolpi economici.

Un saluto
Luigi
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Il problema è che ogni giorno se ne sente una nuova in questo ambito.
Prima il formaggio è una droga, poi lo zucchero bianco e la farina sono veleni, poi ancora il glutine fa male... E ora, dulcis in fundo, la carne rossa.
Che un consumo esagerato di carne rossa, ma non solo quella, porti a gravi problemi di salute, lo si sapeva già da tempo ma siccome fa figo mettere una sostanza nelle liste dell'IARC, ora fa scalpore.
Cosa dobbiamo fare? Eliminare totalmente la carne? No. Non esiste.
Se così fosse, saremmo dovuti essere estinti da secoli come esseri umani.
Come ben sapete, è decisamente più letale e cancerogeno il fumo di sigaretta ma non fa più notizia e di certo non faranno mai campagne serie tali da eradicare il fumo dalle nostre vite. Forse per i miliardi di euro o dollari in ballo.
Idem, per l'alcole etilico, noto cancerogeno ma che tutti non ricordano lo sia. Se si guarda bene, anche alcune spezie che usiamo in cucina sono cancerogene o sospette cancerogene... Fate voi.
C'è troppo giornalismo sensazionalistico, privo di scienza. Basta far notizia e vendere giornali o aver click in rete. Semplice.

Tornando seri, il problema di questa notizia è che si è sparato a zero scrivendo che la carne rossa, in generale, provoca il cancro. Quale cancro? Ce ne sono centinaia. Il caso preso come studio era quello al colon-retto, e si è visto che anche in almeno altri 15 tipi di cancro ci sono stati dati buoni per gli studi. Ma se si va a vedere un estratto in inglese dell'articolo dell'OMS sulla questione carne cancerogena:

A meta-analysis of colorectal cancer in ten cohort studies reported a statistically significant dose–response  relationship, with a 17% increased risk (95% CI 1·05–1·31) per 100 g per day of red meat and an 18% increase (95% CI 1·10–1·28) per 50 g per day of processed meat. Data were also available for more than 15 other types of cancer There is inadequate evidence in experimental animals for the carcinogenicity of consumption of red meat and of processed meat. In rats treated with colon cancer initiators and promoted with low calcium diets containing either red meat or processed meat, an increase in the occurrence of colonic preneoplastic lesions was reported in three and four studies, respectively. 
The mechanistic evidence for carcinogenicity was assessed as strong for red meat and moderate for processed meat.

Parliamo di consumo abbastanza elevato di carne: 100 g al giorno di carne rossa e/o 50 grammi di insaccati al giorno.
Se la mia dietologa leggesse questo, e sicuramente l'ha fatto, direbbe parolacce. Si sa benissimo che è la dose a fare da veleno.

Ora, ammettiamo di mangiare ogni giorno un insaccato. Beh, dopo anni e anni avrò un rischio più alto del 18% di sviluppare un tumore al colon-retto (e minore per gli altri tipi). Vi sembra tanto? Per carità, sempre meglio non aumentare le percentuali, ma vi ricordo che si tratta appunto di percentuali, non numeri assoluti. E si parte da una probabilità decisamente bassa di sviluppare un tumore.

Avete presente il fumo? Beh, il fumo aumenta la probabilità di tumore del 1500%. 1500% vs 15%. C'è un abisso di differenza.

Insomma, l'OMS ci dice che bisognerebbe mangiare poca carne e poco bruciacchiata. Dove starebbe la novità?

La maggior parte delle analisi non è comunque risolutiva, l'OMS stessa ammette che spesso le analisi non sono esaustive, in quanto parliamo di aumenti leggeri, del tutto imputabili alle condizioni di contorno non eliminabili.


Andiamo ora a parlare di classi IARC. Io ho studiato Ecotossicologia e queste cose le macino da un bel po' di tempo anche se non sono il mio argomento di specializzazione. Se una sostanza è classificata nella lista 1 NON è scritto da NESSUNA parte che questa provocherà al 100% nel soggetto il cancro. Come del resto, NON è detto che se uno non è mai stato esposto ad un cancerogeno, questo NON possa contrarre il cancro (purtroppo).

Quello che la gente deve capire, e che non vuole capire o davvero non ci arriva, è che esiste una BELLA differenza tra rischio percepito e pericolo reale.

Detto questo, penso che la questione vada approfondita e spiegata da personale esperto e competente, che debba capire la gente che non deve smettere di botto di consumare carne ma invece debba iniziare a variare la dieta, prediligendo frutta (con raziocinio) e verdura (in abbondanza), che debba limitare il consumo di alcole ed eliminare il fumo... Anche così però il rischio resta elevato. Il problema fondamentale, che vedo bene anche io, è l'inquinamento. Non accenna a smettere né a regredire, per lo meno. La gente preferisce pagare la multa e continuare ad inquinare, piuttosto che mettersi a regola e bonificare. Senza contare che le varie organizzazione mafiose lucrano sulla salute e l'ambiente. E lo Stato non esiste. Anzi spesso chiude gli occhi e intasca soldi.

Ho trovato questa immagine interessante e ve la allego.


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Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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