Colorimetri Vintages
Ecco a voi due vetusti colorimetri portatili, lascio a voi il compito di indovinare per quale analisi servissero... entrambi hanno lo stesso utilizzo
provengono da Baltimora (Maryland) il piu antico anteguerra e' in legno e' della ditta "Lamotte Chemicals Prod." ha 7 ampolle-cuvetta la prima di acqua distillata poi in progressione 0,1-0,2-0,3-0,5-0.8-1.0 ppm.
La seconda postbellica e' in bachellite nera e ha un pratico slide colorimetrico che oltre al bianco mostra 8 gradazioni 01-015-02-03-04-06-08-1.0 ppm , lo costruiva la ditta Taylor Enslow e il prodotto era appunto uno "Slide Enslow cholorimeter".
Il reagente comune ad entrambi era l' Ortho-Toluline o O-toluidina o dimethylbenzidine o 2-methylaniline sono la stessa cosa, come credo i prodotti per il kit di analisi delle piscine ... ops mi son tradito vabbe tanto lo avevate capito che si trattava di cloro, uno serve per il ph ed e' rosso fenolo credo, e il secondo e' DPD1 ovvero N-N-diethilbenzen-1.4-diammonio o meglio un suo sale solfato (2,5%) in soluzione di acido solforico al 10% quando e' liquido, o in compresse con fosfato acido di sodio o potassio...
Ma se ci facciamo caso non sono altro che due molecole di O-toluidina unite da un ponte in ambiente di acido solforico quindi credo con un ragionevole dubbio che i due colorimetri potrebbero funzionare anche col reagente DPD1 facilmente recuperabile.
Roberto.
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Davvero molto carini, anche se chiamarli colorimetri è un po' eccessivo. ;-)
Sono più esattamente (anche se il termine in inglese non rende...) comparatori ottici che basano il loro impiego sul principio dei tubi di Nessler. Io ho qualche tubo originale che uso per poche determinazioni sulle acque, in special modo per la determinazione del colore secondo Hazen. In effetti questo sistema, ricorrendo a un cartoncino colorato al posto delle costose soluzioni di platino, porta a ottimi risultati a costo zero. Vi metto in allegato la metodica IRSA, anche se non è esattamente immediata come procedura analitica.

Complimenti Roberto per il materiale da museo (nel senso buono del termine), questi dispositivi erano molto usati e, per un breve periodo, sono ritornati in auge, subito sostituiti da colorimetri supercompatti, alimentati a batteria, quindi facilmente trasportabili sul campo.


Allegati
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*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Ecco ho anche ridimensionato le immagini, in effetti non sono Colori-metri in quanto non misurano strumentalmente la trasmittanza o l'estinzione a determinate frequenze che in questo caso cadrebbero nel blu-violetto.
Anche se hanno il nome "presuntuoso" di cholorimeter di fatto sono dei comparatori, ho anche un PH-metro sempre comparatore
in bachellite nera con una serie di slide per varie scale di Ph, posterò le foto in seguito, anche di questa anticaglia saluti.
Roberto
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