Consigli per una scelta importante
Dopo aver concluso il mio lungo percorso da liceale, volevo chiedere a voi qualche dritta riguardo alla scelta universitaria (a Milano):
la mia intenzione è quella di studiare e approfondire in modo serio quegli argomenti sui quali si basano le mie passioni (e i miei esperimenti "casalinghi"). Tuttavia mi piacerebbe anche poter avere una discreta sicurezza per un eventuale lavoro futuro (perchè senza lavoro non si campa a lungo *Tsk, tsk* ). Ma visti i tempi che corrono, di certezze a questo mondo ne vedo poche... anyway, in un primo momento, ero indeciso se fare biotecnologie o chimica; poi però mi hanno sconsigliato biotecnologie per le difficoltà di trovare un lavoro in Italia, quindi adesso sono fortemente orientato su chimica (anche perchè mi piacerebbe molto studiarla). Volevo però sapere se secondo voi la chimica garantisce realmente una qualche sicurezza per il futuro, perchè per alcuni è un dato certo, mentre in pratica non sempre le cose sono andate così (come ha detto anche quimico). In più non saprei se iscrivermi a chimica o a chimica industriale.
Qualcuno sa darmi delle delucidazioni?
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a mio avviso se vuoi far Chimica a Milano, fai Chimica Industriale. ora come ora vedendomi attorno ho visto che col fatto di far tirocinio in azienda spesso queste ultime poi ti chiamano... invece chi sceglie Chimica Pura poi si trova con le braghe calate *Tsk, tsk* non sempre vale questa regola, sia chiaro... il mondo del lavoro ora è così. non si trova niente e se si trova è a progetto o a tempo determinato. 3+3 mesi e poi si cambia... a meno di non aver fortuna e allora il discorso cambia...
in bocca al lupo. magari tra 3 o 5 anni tutto cambierà e non avrai problemi.
vedendo i miei amici chi trova lavoro al volo sono o ingegneri gestionali o laureati in economia... anche qui non vale sempre la regola suddetta...
saluti
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Elettronvolt
Il problema è intimo anche a me. Ora, a differenza di Elettronvolt, a me rimane un anno di liceo. Tuttavia penso che se ho intenzione di fare domanda all'estero, o comunque in università più prestigiose, debba comunque avere le idee chiare da adesso, in modo da prepararmi ad ogni evenienza.

Pongo dunque le mie domande: sostanzialmente in cosa consiste il lavoro del chimico puro?
e poi, anche se so che varia da zona a zona, mediamente quanto si guadagna col dottorato?
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col dottorato in Italia guadagni niente. molto spesso lavori gratis.
se vuoi guadagnare soldi devi farlo all'estero ma se vuoi far carriera devi andare in posti prestigiosi e lì accettano solo persone con 110 di voto laurea, almeno un paio di articoli scritti. se non hai questo meglio non provi neanche... e 4 anni di dottorato all'estero fidati che sono pesanti. perché farlo in Italia e poi andare 6 o 12 mesi all'estero è ridicola come cosa. poi ognuno fa come crede.
io penserei fossi in te a finire BENE il liceo, poi penserei a scegliere oculatamente il CdL. se vuoi far Chimica e vuoi arrivare in alto studia studia studia. per cazzeggiare avrai tempo...
lavoro del chimico puro? dipende cosa cerchi, cosa hai fatto... non è facile da dirlo così su due piedi. dipende anche soprattutto da chi ti assume... non pensa di andare a dirigere subito un laboratorio o simili. si inizia dai bassifondi, si deve sudare e sputare sangue. a me hanno offerto lavori da analista e/o manovalanza. senza esperienza non fanno di norma far ricerca&sviluppo. raramente si fa quello per cui si è con fatica studiato... non pensare che all'estero sia facile. anche qui o hai agganci o botte di culo. ma non contare sulle seconde.
in bocca al lupo.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Grazie mille per la risposta tempestiva :-)
Ho evitato di fare la maturità quest'anno per cercare di prendere la lode il prossimo, visto che da quello che ho sentito, nel curriculum è fondamentale anche il voto della maturità (che naturalmente non avrei massimizzato coi 9 crediti del 5° mancanti)
Il lavoro mi preoccupa per la questione "agganci e botte di culo". In teoria ci dovrebbe essere un sistema di meritocrazia, ma ovviamente la pratica è tutt'altra cosa..

Poi, sempre che non disturbo, mi potreste dire quali sono delle buone università in italia? so che perugia è piuttosto buona per questo. il fatto è che andare all'estero dal primo anno, con o senza un financial aid, richiede troppo denaro, e io sono di famiglia piuttosto modesta. Quindi avevo pensato, per spese colossali, di fare la triennale qua, ovviamente cercando di ottenere il massimo, in modo da poi fare richiesta fuori.


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io conosco solo quelle al Nord... abitando a Como mi risulta difficile parle di ciò che non conosco. cerca con Google... non so *Si guarda intorno*
capisco la tua rabbia per il discorso non meritocratico ma è l'Italia... non penso cambi...
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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Ciao petrolio, ciao quim, questo è anche un mio problema! a me tocca fare l'ultimo anno di liceo e ho sempre pensato di fare Chimica Pura, ma da quello che si vede/sente in giro per il chimico di sbocchi occupazionali c'è ne sono ben pochi.. Dunque sono in dubbio tra Chimica pura e Industriale. Ma mi chiedevo se fra le due ci fosse una differenza sostanziale.. sapete aiutarmi?
"La Chimica è un mondo da scoprire, credi di sapere tutto e non sai niente, apri un libro ne apri un altro ne apri 1000 e ancora non basta, la Chimica è la Vita!"
[radioattivo]
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Riporto dal sito www.unimi.it, riguardo alle due lauree triennali cosa si dice in merito a Chimica Industriale e Chimica.

Il corso di laurea in Chimica Industriale ha l’obiettivo di formare un laureato che possieda le abilità, le conoscenze e gli strumenti culturali per ricercare, sviluppare e produrre per la società in ambito chimico nei settori della salute, dell’alimentazione, della cosmesi, dell’ambiente, dell’energia, delle comunicazioni, dell’arredamento, dell’automobile. Si propone inoltre di fornire capacità idonee a svolgere attività professionali, concorrendo ad attività in ambito industriale, quali ad esempio lo sviluppo di processi chimici; nei laboratori di ricerca, di controllo di impianti; nei settori della sintesi e caratterizzazione di nuovi materiali, dell'ambiente e dell'energia; in enti pubblici nei settori chimici e affini.
Il corso di laurea in Chimica Industriale si prefigge di fornire allo studente gli strumenti sia per proseguire con studi superiori sia per inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro svolgendo attività professionale. Il corso permette di acquisire una solida formazione di base, non solo teorica ma anche sperimentale e applicativa, nei principali settori della chimica fornendo:

* adeguata conoscenza degli strumenti per l'approfondimento degli aspetti più applicativi, come la connessione prodotto-processo;
* capacità di valutazione degli aspetti teorici e pratici per il trasferimento della produzione di prodotti chimici dalla scala di laboratorio a quella industriale, nel rispetto dell’ambiente;
* buona padronanza delle metodiche sperimentali in campo chimico ed industriale;
* strumenti opportuni per inquadrare le conoscenze di chimica e di chimica industriale in relazione ad altre discipline scientifiche e tecniche;
* approfondite conoscenze di base di carattere chimico-industriale, utili per l’inserimento in attività professionali che richiedano capacità di applicazione di metodi e di tecniche scientifiche moderni.

Questo Corso di Laurea fornisce quindi le competenze necessarie al laureato per svolgere la propria attività negli specifici ambiti professionali, per interagire con le professionalità culturalmente contigue e per continuare gli studi nei corsi di Laurea Magistrale.
I laureati saranno in possesso di conoscenze idonee a svolgere attività professionali, anche concorrendo ad attività quali quelle della progettazione e sintesi di nuovi prodotti industriali per gli usi più svariati e successivamente di seguirne la realizzazione nelle aziende; di concorrere al collaudo e al controllo di impianti chimici di produzione, nonché di impianti di depurazione e disinquinamento, garantendone la sicurezza. Il chimico industriale può trovare impiego presso aziende chimiche e petrolchimiche, chimico-farmaceutiche, metalmeccaniche, di materie plastiche, coloranti, detersivi, adesivi, o operanti in campo ambientale. In ambito pubblico, i laureati in Chimica Industriale possono lavorare presso uffici tecnici ed ecologici di enti locali, nei laboratori delle dogane, in quelli provinciali di igiene e profilassi e di analisi o in servizi di prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Gli sbocchi occupazionali sono presso enti di ricerca pubblici e privati, laboratori di analisi, controllo e certificazione qualità ed industrie e ambienti di lavoro che richiedono conoscenze di base nei settori della chimica e della chimica industriale.
Per il laureato è prevista l’iscrizione all’Albo dell’Ordine nazionale dei Chimici come Chimico junior, previo superamento dell’Esame di Stato.


L'obiettivo formativo specifico del corso di laurea in Chimica è la formazione di un laureato che possieda le abilità e le conoscenze idonee a svolgere attività professionali nell’ambito della ricerca chimica, concorrendo ad attività quali l’applicazione delle procedure e dei protocolli chimici, lo sviluppo e la caratterizzazione di nuovi prodotti e materiali, la sperimentazione di nuove tecnologie, la realizzazione, sulla base di specifiche di prodotti, di analisi chimiche e controlli qualità che richiedono la padronanza di tecniche chimiche e strumentali e la successiva elaborazione delle relazioni relative ai risultati delle analisi, l’esecuzione dei test e delle prove di laboratorio per lo sviluppo di nuovi prodotti.
Il corso di laurea in Chimica si prefigge l’obiettivo di mettere in grado lo studente sia di proseguire con studi superiori sia di inserirsi immediatamente nel mondo del lavoro svolgendo attività professionale.
Il percorso formativo consente di apprendere le necessarie tecniche sperimentali per la sintesi chimica, la determinazione di proprietà chimiche e chimico fisiche della materia,i metodi di analisi e gli strumenti di calcolo.
Il corso di studio perseguirà l’intento di fornire :

* adeguata conoscenza dei diversi settori della chimica, negli aspetti di base, teorici, sperimentali e applicativi e adeguata preparazione di base nelle discipline matematiche e fisiche;
* padronanza degli strumenti atti ad inquadrare le conoscenze chimiche specifiche elle loro relazioni con altre discipline scientifiche e tecniche;
* buona conoscenza delle metodiche sperimentali di laboratorio;
* completa conoscenza di base di carattere chimico, utile per l’inserimento in attività lavorative che richiedono familiarità col metodo scientifico;
* capacità di applicare metodi e tecniche innovative e di utilizzare attrezzature complesse;
* capacità di conformarsi all’evoluzione della disciplina, d’interagire con le professionalità culturalmente contigue e di continuare gli studi nei corsi di Laurea Magistrale.

Gli sviluppi professionali individuati per il Laureato in Chimica risultano da iniziative organizzate a cura del Consiglio di Coordinamento Didattico e da indagini effettuate dagli organi del settore.
I laureati saranno in possesso di conoscenze idonee a svolgere attività professionali, anche concorrendo ad attività quali quelle nei laboratori di ricerca sia in ambito pubblico che privato, di controllo e di analisi; nei settori della sintesi e caratterizzazione di nuovi prodotti e di nuovi materiali, della salute, dell’alimentazione, della cosmetica applicando le metodiche disciplinari di indagine acquisite.
Gli sbocchi occupazionali sono presso enti di ricerca pubblici e privati, laboratori di analisi, controllo e certificazione qualità ed industrie e ambienti di lavoro che richiedono conoscenze di base nei settori della chimica.
Per il laureato di questa classe è prevista l’iscrizione all’Albo dell’Ordine nazionale dei Chimici come Chimico-junior, previo superamento dell’Esame di Stato.
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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**R@dIo@TtIvO**
Posso riportare la mia esperienza, sperando che possa risultare utile.
Io lavoro da due mesi in un laboratorio di analisi acque di un'azienda siderurgica. Laureati in chimica? Solo uno (ecceto due dirigenti), con la qualifica di tecnico...la sua mansione? Analisi dei metali su ICP_MASSA per 8 ore al giorno. Premetto che nel mio laboratorio abbiamo due cromatografi ionici, spettrofotometro FT-IR (che utilizzo io), assorbimento atomico, spettrofotometri a flusso continuo e UV-Visibile, gascromatografi e HPLC, tutti in mano a periti chimici. Abbiamo anche un laboratiorio sperimentale di metallurgia, anche quì chimici laureati manco a pagare...solo ingegneri. Mi auguro che le realtà industriali non siano tutte cosi *help*
«Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima» (Einstein)
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in mano a periti chimici perché così li si paga poco. e non venitemi a dire che un perito prende di più di un laureato *Si guarda intorno* periti chimici bravi quanto volete ma non hanno le conoscenze di un laureato.
i laureati in Italia sono sottopagati e sfruttati fino all'osso. promettono loro di tutto ma poi niente. solo contratti a progetto, da 800€ al mese. con quei soldi non ci paghi manco le bollette, figurarsi mutuo o un'automobile... non dico vadano pagati tanto ma... cacchio. chiedono anni di esperienza ma nessuna azienda fa fare loro esperienza. parlo per esperienza diretta. sono uscito con un buon voto al liceo e pure all'università, ho lavoro in diversi progetti che hanno portato ad articoli, ho fatto una tesi su un argomento nuovo e molto ampio. ho sempre ricevuto elogi e ho una lettera scritta dal mio relatore. e lui non è un pivello ma un docente con 40 anni di chimica sulle spalle.
non servono a niente a quanto pare. fuck
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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