Dell'Amicizia e delle sue varianti...
Ogni tanto mi devo ricredere su qualche amicizia costruita con onestà e una certa dose di fatica quotidiana. Solitamente io tengo molto in considerazione gli amici e, subito dopo i miai familiari, posiziono loro nella scala gerarchica delle mie "essenzialità", perfino prima di me stesso.
Mi viene naturale quindi aspettare dagli amici la stessa cosa e solitamente avviene una parziale soddisfazione delle attese. Non sempre però, in taluni casi non si instaura una vera "corrispondenza d'amorosi sensi" e allora il rapporto quasi automaticamente volge al termine, per esaurimento dei comuni interessi o, molto più facilmente, per assenza di comunicazione. Questo è comprensibile e quindi lo posso considerare "normale", dipendendo infatti dal carattere diversificato tra gli indivuidi che nel corso della vita s'incontrano (variante normale).

Tralasciando le amicizie durature e salde, fortunatamente in maggioranza, vorrei analizzare alcune varianti.

Poi c'è una variante, che io definisco "tossica", che invece ti asseconda in pieno, ti fornisce le risposte a tutte le tue domande, ti dimostra la sua amicizia e a un tratto, quando ha raggiunto i suoi obiettivi, diviene refrattaria a qualsivoglia stimolo. Anzi, rifugge, nascondendosi, evitandoti come un appestato. Ora, definere questi soggetti come "amici" è un offesa all'Amicizia, meglio chiamarli "approfittatori" o "traditori", come faceva l'Alighieri.

C'è anche la variante "tiepida" che porta l'amicizia a uno stadio di torpore tanto pronunciato che lo puoi definire "comatoso". Il passo dalla dichiarazione di morte è breve e a volte hai la sensazione che sia solo una liberazione! Sono tipicamente gli amici che senti una volta all'anno, magari perchè è Natale o perchè hanno un fottuto bisogno di te per qualche cosa di improrogabile (controllo prostatico, esami del sangue segretissimi, tamponi vari post-scappatella, ecc.) Questi direi è meglio perderli che trovarli.

Ho incontrato anche la variante "non posso vivere senza di te", anche detta "orchidea selvaggia". Come l'orchidea, si tratta di un'amicizia bella, anzi bellissima, ma parassitaria. Non come la "tossica", che ti uccide velocemente e in modo evidente, no. Qui si tratta di un legame morboso alla rovescia, dove è l'amico che fa più e meglio, il tuo stesso gioco. Si dichiara attaccato a te come un'edera, ma nella realtà di te se ne frega.
Gli servi, non tanto per aiuti effettivi, ma per solo "supporto esistenziale", così si può arrampicare e arrivare là dove, senza il tuo aiuto, mai sarebbe arrivato. E questo non lo ammetterà mai!

Queste sono le varianti che meglio conosco, ma sono certo che se ne trovano altre. Vorrei sapere da voi qualche impressione e magari qualche variante sperimentata.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Una variante in più ce l'avrei:
trattasi delle amicizie altalenanti. Alcune volte ci sono delle persone che hanno bisogno di affetto e per questo cercano amicizie. Poi però gradiscono e ricambiano queste amicizie solo se l'altro è disposto ad assecondarli e a comportarsi sempre come loro si aspetterebbero.
Io non so dire se questa sia o no una vera amicizia, ho "amici" così ed è sicuramente fastidioso, a volte, doverli sempre confortare o assecondare nelle loro problematiche, ma mi fa piacere aiutarli e non mi sembra di ricevere nessun particolare torto dal loro "non-ricambiare".
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Chiedo perdono se ti ho più scritto!!eheh!!:-)
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Io invece ho avuto modo di conoscere amici con più "sfaccettature".
Quando siete soli lui si comporta bene con te, è simpaticissimo,ecc.
mentre quando è con altri suoi amici, ti evita e ti tratta come se per lui non esistessi

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Se vogliamo essere onesti, c'è anche la variante "bugiardo professionista": ti intorta di cazzate e poi di dice che è colpa tua se non sei disposto a credergli quando dice che sulla Luna ci abitano i Puffi... Questa è la variante peggiore, perchè uno come me, che basa tutto sulla fiducia, resta così traumatizzato da perdere la voglia di sentirlo anche soltanto respirare. Così mi capita di perdere pezzetti di cuore, qua e là...e la disponibilità a voler bene alla gente, conosce momenti di lacunosa esistenza.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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Aggiungo, per completezza, la versione "latitante", tipica di quei soggetti che ti dicono: "ma io ci sono sempre..." solo che sono in un altro mondo... e se li cerchi, a morire se li trovi. Caratteristica saliente è che invece loro ti trovano sempre, specie quando necessitano di qualche cosa. Hanno uno speciale organo di senso, posto sul lobo frontale, che a volte rende il loro volto simile a un deretano, da qui il detto: faccia da cu...
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