Determinazione HCN
Il radicale nitrile (-C≡N) è un gruppo funzionale che si può trovare nel regno vegetale sotto forma di un glicoside chiamato amigdalina. Come tale è presente nei semi di parecchie Rosacee, tra le quali ricordiamo il mandorlo, l'albicocco e il melo.

[Immagine: p0c4cupgks39itx9h2e_thumb.jpg]

Il glicoside è una sostanza organica formata dall'unione di uno zucchero con una molecola di differente natura.
In presenza di certi enzimi l'amigdalina si scinde nelle sue molecole costituenti, che sono il glucosio, la benzaldeide e l'HCN.

E' sufficiente prendere una mela, estrarre il pericarpo e raccogliere i numerosi semi che si trovano racchiusi nei cinque carpelli.
Dopo di che bastèra schiacciarli affinchè inizi la reazione enzimatica che sprigionerà l'inconfondibile odore dell'aldeide benzoica.
L'HCN, diversamente da quanto si pensa comunemente, ha un'odore decisamente differente e più debole, con una nota amara. Va aggiunto che la sua percezione ha origini genetiche, infatti molte persone non riescono a identificarlo olfattivamente.

Il lavoro che segue riguarda la determinazione quantitativa dell'HCN che si sviluppa dalla macerazione dei sopracitati semi. Nello specifico ho usato 500 mg di semi di mela di una varietà rustica.

Principio del metodo
L'HCN reagisce con l'acido p. formando l'acido isopurpurico.

[Immagine: lzthju4l70n5znu51qnh_thumb.jpg]

In ambiente alcalino si forma il sale sodico colorato in rosso-porpora.
La reazione viene fatta avvenire sospendendo una cartina imbevuta di reagente in una beuta sigillata al cui interno l'HCN è presente in forma gassosa.

Reagenti:
- soluzione di sodio p.: preparare una soluzione acquosa di acido p. (CAS n° 88-89-1) all0 0,6%, aggiungendo poi 2,5 g di sodio carbonato anidro ogni 100 mL di soluzione. Agiatare il contenuto fino a completa dissoluzione. Il reattivo è conservato in una bottiglia di vetro o in PE.
- acido solforico 1M

Vetreria:
- beuta da 50 mL a collo largo
- becher da 25 mL
- tappo in gomma con gancio di vetro autocostruito (vedi foto)
- striscia di carta da filtro (ritagliata da un filtro Whatmann 43 o similare) avente dimensioni 35x27 mm. Praticare un foro con un punteruolo per poterla appendere al gancio di vetro.

Procedura:
Schiacciare con l'ausilio di una pinza circa 500 mg di semi di mela e porli subito all'interno della beuta contenente 1 ml di acqua e due gocce di acido solforico 1M. Chiudere subito con il tappo + cartina precedentemente inzuppata con il reagente (evitare che vi sia un eccesso di soluzione che potrebbe sgocciolare nella beuta inficiando l'analisi).
Lasciare riposare e reagire il tutto per 24 ore alla temperatura di 25 °C.
In presenza di HCN la cartina assumerà una colorazione sempre più arancione scura con l'aumentare dell'analita.

[Immagine: uuhcolqj464cutgibw_thumb.jpg]

Estarre la cartina. Ecco come dovrebbe apparire:

[Immagine: 6wr787axavfebekzkogk_thumb.jpg]

E' possibile a questo punto già stimare la quantità di HCN presente osservando la colorazione della cartina ancora umida.
Per una migliore precisione è però necessaria la lettura spettrofotometrica.
A questo scopo deporre la cartina all'interno di un becher da 25 ml. contenente 10 ml di acqua distillata. La colorazione si trasferirà nella fase acquosa.

[Immagine: 22wabq5636m2ann81p4_thumb.jpg]

Effetttuare la lettura allo spettrofotometro alla lunghezza d'onda di 495 nm utilizzando cuvette da 10 mm di cammino ottico.
In allegato è riportato lo spettro di assorbanza di queste soluzioni colorate.


saluti
Mario


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Interessante utilizzo del famigerato acido p., ma quel è la sensibilità di questa metodica? Perchè l'impressione che ho, nel vedere la foto delle beute, è che il sistema vada a saturazione, raggiungendo la massima colorazione nelle 24 ore. Esiste una proporzionalità tra colore sviluppato e concentrazione di HCN, a parità di tempo di esposizione, oppure il saggio va inteso unicamente qualitativo?
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
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(2013-01-08, 23:28)Dott.MorenoZolghetti Ha scritto: Interessante utilizzo del famigerato acido p., ma quel è la sensibilità di questa metodica? Perchè l'impressione che ho, nel vedere la foto delle beute, è che il sistema vada a saturazione, raggiungendo la massima colorazione nelle 24 ore. Esiste una proporzionalità tra colore sviluppato e concentrazione di HCN, a parità di tempo di esposizione, oppure il saggio va inteso unicamente qualitativo?

La sensibilità è adeguata.
Ho stimato che in 100 g dei miei semi di mela vi siano quasi 100 mg di HCN.
Qundi il test è in grado di misurare fino a circa 1 mg di HCN (partendo da 500 mg di semi).
Se lei nota, il colore della cartina dopo le 24 ore è di un arancio carico.
L'assorbanza della soluzione (a 495 nm) ottenuta a partire da questa cartina è di circa 0,75. Siamo perciò quindi a metà del range analitico.
Dalle varie prove effettuate esiste proporzionalità tra il contenuto di amigdalina (e di HCN) e la colorazione ottenuta. Il test ha quindi valenza quantitativa.

saluti
Mario
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Dott.MorenoZolghetti
Faccio una domanda forse troppo pretenziosa nei confronti delle quantita' rilevabili di acido cianidrico, ma ho associato la presenza di questo nei semi di mela alla possibilita' di preparare un indicatore qualitativo per ioni Fe+++.
Sarebbe possibile trattare in qualche modo detti semi per rilevare la presenza qualitativa di ioni ferrici in una soluzione?

Grazie,
Saluti
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Suppongo che Rusty intenda riferirsi in qualche modo allo ione ferrocianidrico, ma non entro in merito.
---
Molto interessante, senz'altro da provare.
Ha un nome questo test?

Mi rammarico per l'occasione della recente triste dipartita di un antico albero di mandorle amare (specie purtroppo quasi in estinzione, se si esclude la Sicilia) che avevo a pochi metri dal lab azz! . L'ultima amigdala è stata mangiata "scientemente" l'anno scorso...
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(2013-01-09, 00:37)Rusty Ha scritto: Faccio una domanda forse troppo pretenziosa nei confronti delle quantita' rilevabili di acido cianidrico, ma ho associato la presenza di questo nei semi di mela alla possibilita' di preparare un indicatore qualitativo per ioni Fe+++.
Sarebbe possibile trattare in qualche modo detti semi per rilevare la presenza qualitativa di ioni ferrici in una soluzione?

Grazie,
Saluti

Temo di no. Le quantità di HCN ricavabili sono minime e il gioco non vale la candela. Per il ferro ci sono ben altri reattivi che si possono preparare in un home lab.


saluti
Mario

(2013-01-09, 01:10)al-ham-bic Ha scritto: Molto interessante, senz'altro da provare.
Ha un nome questo test?

Che io sappia,no.
I primi articoli che trattano l'argomento furono pubblicati in Francia e Irlanda circa un secolo fa e furono opera di M.Mirande e G.H.Pethybridge.

saluti
Mario
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Rusty




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