Determinazione dell'Oro con metodi esotici
Saluto tutti con estremo piacere

Desidero cominciare con qualcosa di meraviglioso che mi ha letteralmente stupito quando ho letto questo procedimento anni or sono e soprattutto quando ho avuto modo di verificarlo in laboratorio.

Ero sempre stato attratto dalla possibilità di identificare con abbastanza selettività i cationi metallici in soluzione. Purtroppo la maggior parte dei reattivi colorimetrici non sono specifici e presentano una certa sensibilità anche per altri tipi di cationi.

In modo particolare l’oro è un catione che per identificarlo per via umida è necessario adoperarsi con laboriosi accorgimenti.

E’ noto che per identificare l’oro in una soluzione si adopera il metodo della porpora di cassio che consiste nell’instillare alcune gocce di Cloruro Stannoso all’interno della provetta contenente il campione. Si forma a tal punto un precipitato colloidale dal caratteristico coloro rosso viola. La procedura è un po’ più impegnativa di quello che sto descrivendo e riesce a identificare pochi ppm di oro. Per mia esperienza diretta ho notato che la soluzione deve contenere almeno 10 – 20 ppm per avere un precipitato che ci assicuri della presenza di oro.

Ma non formalizziamoci su questo metodo poiché voglio parlarvi di un metodo di identificazione dell’oro molto curioso che sembra sia stato usato nell’antichità ancora prima che nascesse la chimica analitica.

In Arabia, in Persia e nelle regioni dell’alto Egitto c’è una pianta molto famosa che si chiama Assa Foetida. E’ una ombrellifera molto appariscente che è presente anche nella nostra penisola ma purtroppo è localizzata prevalentemente nelle isole e nel sud in modo particolare verso il mare. La varietà italiana che io ho adoperato, trovata sull’autostrada Roma-Bari all’interno della regione Puglia, è la cosiddetta Ferula Italica. Sembra che questa specie funzioni benissimo identicamente al capostipite che abbiamo prima nominato.

Si deve lavorare la radice ma io ho ottenuto interessanti risultati anche utilizzando parte del fusto tagliato nei pressi della radice. Ho raccolto circa 20 centimetri di fusto e l’ho tagliato a piccoli tronchetti. Li ho posti all’interno di un contenitore in vetro chiuso dove è stato posto dell’alcole etilico puro per liquori. E’ stato fatto fermentare per circa 48 ore. Al termine di questa fase il contenitore è stato posto a bagnomaria tiepido per un ora circa ed infine il liquido rosastro chiaro è stato filtrato utilizzando un filtro da 8micrometri.

Il reattivo per l’oro è pronto.

A tal punto per fare l’analisi si instilla un paio di ml di questa soluzione alcolica al contenuto di una provetta contenente circa 4 ml della soluzione da verificare. Si riscalda tenuamente la provetta. L’oro è identificato da una sospensione color viola caratteristica. Se la provetta viene posta a riposo si osserva dopo alcuni giorni un precipitato sul fondo viola/blu

Mostro di seguito una tabella che illustra il comportamento della soluzione alcolica di Assa Foetida e dal quale viene evidenziato la specificità nei confronti dell’oro. Purtroppo non ho foto poiché queste prove le ho fatte numerosi e numerosi anni or sono. Preciso che le soluzioni dei cationi sono state preparate utilizzando acqua regia.

Oro > Viola
Ferro II e Ferro III > Nessun precipitato
Rame> Nessun precipitato
Nichel> soluzione Verde chiaro
Itterbio > Precipitato chiaro
Magnesio > Nessun precipitato
Titanio > Soluzione biancastra
Cromo IV > Nessun precipitato
Litio > Nessun precipitato
Alluminio > Nessun precipitato
Manganese > Nessun precipitato
Bismuto > Soluzione biancastra
Piombo > soluzione giallo chiaro
Zinco > Nessun precipitato
Tungsteno III > Nessun precipitato
Cobalto > Nessun precipitato

Tutto questo può farci compiere delle interessanti riflessioni e soprattutto meditare attentamente su alcune possibilità.

In mitologia si racconta che Prometeo rubò il “fuoco” agli dei e lo portò sulla terra racchiuso all’interno del fusto dell’Assa Foetida. Che cosa sorprendente quanto appena detto e quale brillamento proveranno nel cuore coloro che dotati di sensibilità intuiranno i profondi arcani contenuti in questi messaggi.

Sarebbe interessante approfondire questa indagine per verificare l’eventualità di qualche interferenza e scoprire se il metodo e veramente così specifico.

Voglio inviare a tutti voi i miei saluti più cordiali e un abbraccio infinito.


AllegatiImmagini
   
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano ENNIO VOCIRZIO per questo post:
theiden, Chemistry4888, bestflyer92, jobba
Molto interessante! Secondo me sarebbe interessante scoprire anche qual è la molecola organica per cui si ha questo fenomeno. Così da, e se fosse semplice da sintetizzare, riprodurla in laboratorio
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
sito web; canale YT
Cita messaggio
Davvero molto interessante, come theiden anche io sono molto curioso di conoscere la molecola o meglio il sistema organico che permette l'effettuazione di questo test.

Sarebbe inoltre interessante verificare oltre la selettività per i singoli metalli, il comportamente del metodo in presenza di più metalli nello stesso campione (ad esempio oro e piombo). Se riesco a trovare questa pianta (sono marchigiano spero di trovarla lungo l'adriatico) proverò senz'altro questa metodica, tutto sta a trovare la "miracolosa" piantina asd
Chemistry4888
Cita messaggio
in effetti è utile sapere come si comporta con più interferenti.
il grado di sensibilità è stato grossomodo stabilito (come per l'altra analisi avvermavi 15-20ppm)?
Per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos'altro che abbia il medesimo valore. In alchimia è chiamato il principio dello scambio equivalente.
Alphonse Elric
sito web; canale YT
Cita messaggio
metodica decisamente particolare!
concordo con quanto scritto da theiden e chemistry4888, soprattutto per quanto riguarda la molecola che da origine a tale fenomeno!
provo a cercare qualcosa a riguardo... :-)
Cita messaggio
L'oro non può essere ossidato da singoli acidi (acido cloridrico o acido nitrico) a causa del suo elevato potenziale elettrochimico. L'ossidazione dell'oro però può essere fatta con acqua regia (acido cloridrico e acido nitrico in rapporto 1:3) come scritto da ENNIO.

Il modo di lavorare di questo sistema è molto interessante, in quanto l'acido nitrico funge da ossidante mentre gli ioni cloruro formano con lo ione Au3+ dei complessi AuCl4- (Ione Cloroaurato). In questo modo lo ione cloruro (derivante dall'acido cloridrico) toglie gli ioni Au3+ dalla soluzione (forma il complesso) e contemporaneamente l'acido nitrico ne ossida degli altri (Au+ ----> Au3+). La formazione del complesso AuCl4- porta allo spostamento della Keq verso la produzione dello ione Au3+ anche se la Keq è sfavorevole alla sua formazione, secondo il principio di Le Châtelier.

Quindi in conclusione in soluzione dovresti avere solo ioni AuCl4- che reagiscono con l'estratto di radice come ben descritto da ENNIO.
Chemistry4888
Cita messaggio
Ammettendo che la reazione sia riprobucibile, l'unico composto che mi viene in mente è l'acido ferulico, ma in un estratto idroalcolico di un vegetale, privo di depurazioni, c'è davvero di tutto.
*** Cercar di far bene e non di far molto. (A. L. Lavoisier) ***
Cita messaggio
Una domanda, forse stupida, ma hai usato i cloruri di qualche catione?
Cita messaggio
(2012-04-19, 08:39)Beefcotto87 Ha scritto: Una domanda, forse stupida, ma hai usato i cloruri di qualche catione?

Rispondo subito a Beefcotto87 che saluto
“le domande non sono mai stupide, le risposte lo possono essere” quindi devo stare attento io he...he...he...

Comunque i cationi adoperati sono quasi tutti cloruri poiché il solvente utilizzato è l'acqua regia.

Rispondo al dott. MorenoZolghetti che saluto
Si certo,....anch'io ho pensato all'acido ferulico ma, ovviamente come lei ha detto è complicato parlare di un principio attivo visto la tecnica di estrazione descritta. Inoltre il preparato dopo qualche anno non funziona più e deve essere preparato di fresco. Questo fatto la dice lunga sulle reazioni di degradazione che avvengono nella mistura.

Rispondo a Chemistry4888 che saluto

L'oro oltre che dall'acqua regia viene attaccato dall'acido selenico, dal mercurio e dal cloro libero in ambiente ossidante. Quello che dici è corretto,...l'acqua regia funziona proprio così, sembra che la molecola intermedia responsabile dell'ossidazione dell'oro sia il Cloruro di nitrosile NOCl che si forma nella mistura 1 HNO3 + 3 HCl

Rispondo a Theiden che saluto

Il grado di sensibilità è approssimativamente un po' meno del metodo della porpora di cassio. Non ho un dato certo.

Vi saluto profondendo un grosso abbraccio a tutti voi
Cita messaggio
[-] I seguenti utenti ringraziano ENNIO VOCIRZIO per questo post:
Chemistry4888
L'acido ferulico è un fenolo: non credete che a quel punto Fe(III) interferirebbe in maniera tutt'altro che trascurabile?
Cita messaggio




Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)