Determinazione della precisione e dell'accuratezza di una pipetta
Gli studenti mi odiavano quando gli facevo fare queste robe :-D


.pdf  Precisione e accuratezza di una pipetta.pdf (Dimensione: 107.22 KB / Download: 1086)
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
il che, la vita lo insegna, è diverso dall’avere “imparato una cosa”.
(Primo Levi)


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Grazie mille Luisa :-D Davvero!
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Se uno scienziato non sa fare queste cose, meglio cambi lavoro...
Sensa schei né paura ma coa tega sempre dura
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com'e' che La odiavano gli studenti quando gli faceva fare queste cose?Non sembrano tanto tremende.
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Credo perchè queste attività richiedono operazioni ripetitive e forse noiose, calcoli, ecc. ma tant'è, sono operazioni necessarie al fine di assicurare la correttezza delle misure effettuate.
Questo è uno dei presupposti affinchè poi i processi di analisi siano validati e diano risultati certi e ripetibili.
Un saluto e grazie di nuuovo a Luisa per aver condiviso questa metodica.
Luigi
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Esatto Luigi ;-)

La situazione tipica era quella di capire se, al termine delle misure, lo studente aveva sbagliato il procedimento da seguire o i calcoli.
Quindi il dialogo era:
Luisa - Rifai i calcoli
Stud. - Uffa, sono giusti...
Prendo la calcolatrice, e li rifaccio io: i calcoli sono sbagliati, lo studente si convince e rifà.
Mentre rifà il procedimento lo osservo, e non è sempre semplice in una classe di 25 osservarli uno ad uno.
Mi accorgo che prima delle pesate non sempre si ricorda di asciugare il recipiente all'esterno, ma io, carogna, lo lascio fare.
Finisce tutte le misure, rifà i calcoli con la nuova serie di dati e mi presenta una precisione ed una accuratezza assurde.
Lo guardo storto, lui mi guarda storto e si arrabbia.
Controllo i calcoli, questa volta sono giusti, e dice «Ecco prof vede, è colpa della pipetta!!!»
«Bene, vediamo, rifai tutto con me di fianco e vediamo» dico io.
L'odio comincia a salire in modo esponenziale...
Lo osservo mentre rifà le misure per la terza volta e lo correggo ogni volta che commette un errore di procedura.
Rifà i calcoli per la terza volta e finalmente trova una precisione e un'accuratezza compatibili con quella dichiarata.
Lo studente ora è soddisfatto, intanto però mi ha giurato mille accidenti.
Nel frattempo nei hai altri 24 intorno che chiedono ognuno una cosa diversa e non riesco a rispondere a tutti.
La settimana dopo, di solito, vedo quello stesso studente fare una titolazione con una buretta tutta bagnata all'esterno... è durata poco... gli darei volentieri un "coppino" sul collo, se non fosse che poi arriva la mamma a dire che ho trattato male il suo bambino.
Ciao
Luisa

Dal laboratorio se ne usciva ogni sera, e più acutamente a fine corso, con la sensazione di avere “imparato a fare una cosa”;
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(Primo Levi)


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Che belle cose sentono le mie orecchie... nonostante il tedio che mi provoca la chimica analitica, sono riuscito a cogliere il senso della sfida dato nel lab della mia università. La precisione maniacale seguita da un 30 con errore massino dello 0.01 % è addirittura più soddisfacente di una buona birra!
Nulla si CREA, nulla si DISTRUGGE -Democrito & Lavoisier-
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